Dolce dormireFalsi miti sul sonno che generano mostri (o, soltanto, nottate non riposanti)

Ci sono convinzioni radicate e sbagliate che impediscono alle persone di dormire bene. Questo porta, alla lunga, a una vita peggiore, con una salute più precaria e rischi maggiori di infarto e depressione. Col sonno, che occupa un terzo della nostra esistenza, non si può essere superficiali

Secondo le stime, una persona in media passa un terzo della sua vita dormendo. Non è un calcolo così complicato da fare, visto che la quantità di sonno consigliata (otto ore) costituisce proprio un terzo di una intera giornata. Si può concludere che, in realtà, ognuno di noi dorma molto di meno – e molto peggio del dovuto. Colpa dello stile di vita, delle preoccupazioni, delle pressioni. Ma anche di alcune convizioni sbagliate ma, purtroppo, diffuse e radicate, sul sonno.

Per esempio, secondo questo articolo della Cnn, non sono poche le persone convinte che un adulto possa dormire cinque/sei ore al giorno e mantenersi sani, forti dal punto di vista mentale, attivi e in grado di svolgere tutto ciò che si vuole. Falso, falsissimo. Servono molte più ore: da sette (per i più fortunati) a 10. Dipende dall’età, dal sesso (si è scoperto da poco che le donne hanno bisogno di qualche minuto in più di riposo) e dalla persona. Ma la carenza di sonno, oltre che a peggiorare l’umore, porta a un aumento delle malattie cardio-vascolari, fa ingrassare, facilità la demenza senile, il diabete e perfino il cancro.

Uno dei segni più evidenti della carenza di sonno è la capacità di addormentarsi in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione, così: a comando. Ben lungi dall’essere un superpotere, il micro-sonno è la spia più evidente che qualcosa non va. Lo stesso vale se capita spesso di ricordarsi i sogni.

Anche russare, che per molti è un fenomeno normale, fastidioso per il partner ma tutto sommato innocuo, è un problema. Chi russa forte e, soprattutto, ha un sonno interrotto da apnee continue, non riposa bene. È, al contrario, vittima di un disturbo del sonno che può portare ad attacchi di cuore, pressione alta, diabete e disordini emotivi e cognitivi. Meglio un cerotto.

Chi al contrario non riesce a prendere sonno non dovrebbe continuare a restare a letto, tenendo chiusi gli occhi e contando le pecore. È come andare in palestra sul tapis roulant e stare fermi, per usare le parole degli scienziati che hanno condotto lo studio. In realtà una persona ben riposata impiega almeno 15 minuti per addormentarsi. Se si supera questo periodo di tempo, allora è inutile restare nel letto: meglio alzarsi e provare a fare attività che richiedono bassa concentrazione: ad esempio, piegare i calzini. Con le luci basse, se possibile.

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