Nuove tendenzeLa guerra dei cuscini è una cosa seria e in Giappone diventa uno sport

Esiste un campionato con tanto di 64 squadre. Regole fisse, un arbitro e giocatori tesserati di ogni età. Alla fine delle gare c’è una squadra che vince e, incredibile, anche un pubblico che assiste

da Youtube

All’inizio sono tutti sdraiati sotto una coperta. Ma non dormono: aspettano il fischio d’inizio del torneo di guerra dei cuscini. Succede in Giappone, a Ito, nella prefettura di Shizuoka, in occasione della All-Japan Pillow Fighting Championship.

È uno dei pochi eventi in grado di scuotere la monotonia del piccolo centro di pescatori a 150 chilometri a sud di Tokyo. Le squadre arrivano da tutte le zone del Paese per darsele di santa ragione a suon di cuscinate e tentare di vincere il primo premio. Una tradizione nata da un gruppo di studenti nel 2013 e portata avanti in tutti questi anni perché, a quanto pare, viene giudicata molto divertente.

Le regole sono un mix tra la palla avvelenata e gli scacchi. L’obiettivo di ogni squadra è di proteggere uno dei propri compagni, quello definito “il re”, dai cuscini lanciati dagli altri, tentando allo stesso tempo di colpire quello avversario. In ogni squadra c’è un giocatore, il vessillifero, che può usare il piumone come scudo. Ogni set dura due minuti, e si inizia stando sdraiati sotto le coperte, poi l’arbitro fischia. In quel momento tutti devono alzarsi, andare a prendere i cuscini e cominciare lo scontro.

L’ultima edizione ha visto in campo ben 16 squadre che puntavano al campionato nazionale, che si tiene a febbraio e ha ben 64 squadre.

Per partecipare non serve essere atletici: il più vecchio aveva 79 anni, la più giovane nove. Tanti sono sposati e portano le famiglie ad assistere alla gara, che se finisce bene si conclude con la gloria per i giocatori e un set di prodotti locali per il pubblico.

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