Arte e tecnologiaIntelligenza artificiale, errori madornali: così Google Street View censura le facce dei murales di Philadelphia

L’algoritmo scambia i disegni con persone reali. Nessuno è perfetto, dice il portavoce di Google, ma di sicuro il risultato è un complimento al realismo dei murales della città

da Google Street View

Sono facce, quindi vanno offuscate. È il dogma di Google Street View, necessario per preservare (fino a un certo punto) la privacy delle persone che si trovano nel raggio di azione della Google Car. Si vedono i corpi, ma i volti risultano appannati. L’unico problema è che, spesso, Google esagera e offusca anche le facce disegnate sui murales.

Succede a Philadelphia (e dove, se no?), capitale dei murales americana. Come si scrive qui, grande è lo stupore di vedere che alcune facce dipinte sulle pareti della città appaiono blurred nelle immagini di Street View. Come se fossero vere.

E così viene cancellato il volto di Will Smith e di John Coltrane, mentre – non si capisce perché – rimane visibile quella di Edgar Allan Poe e di Octavius V. Catto.

La risposta, molto semplice, è che questo sistema – che dovrebbe essere infallibile – ancora fallibile lo è, anche per il celebre murale sui The Legendary Dixie Hummingbirds mostra tutti e sei i membri del gruppo gospel, ma solo il volto di uno risulta offuscato. “Forse il nostro sistema è un po’ troppo zelante”, ammette Ben Jose, portavoce di Google. E forse, va detto, anche i murales di Philadelphia sono fatti benissimo.

Di sicuro, la tecnologia “non è ancora perfetta”, e questo potrebbe far tirare qualche sospiro di sollievo a chi è spaventato dal potere di penetrazione e di controllo dei nuovi media. Anche perché, qualche tempo fa, Street View aveva offuscato anche il volto di una mucca incontrata per strada. Per la sua privacy, si suppone.

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