Cat personL’ostacolo più difficile di Boris Johnson: conquistare la fiducia del gatto di Downing Steet

Tutti i primi ministri devono convivere (e convincere) il "Capo cacciatore di topi", il felino che risiede a Downing Street e che occupa una carica vecchia di secol

CHRIS J RATCLIFFE / AFP

Ha problemi con il partito, deve convincere gran parte della popolazione inglese e, soprattutto, riuscire a imbrigliare i negoziatori europei. Ma l’ostacolo più difficile per il nuovo primo ministro inglese Boris Johnson è il gatto di Downing Street, numero 10, Larry. Occupa, con un certo distacco, il ruolo ufficiale di “Capo cacciatore di topi per l’Ufficio di Gabinetto”, una posizione antica di secoli e che richiede una certa responsabilità. Ed è lui a decidere se il nuovo inquilino è gradito o meno.

Per esempio, il suo rapporto con Theresa May, che lo ha preceduto, è stato piuttosto difficile. Lei, in una intervista, si era detta “molto contenta di vederlo”, ma ha anche aggiunto di essere più pro-cani. Larry non ha apprezzato molto.

Anche quello con David Cameron è stato molto chiacchierato. Secondo gran parte della stampa inglese, tra l’ex primo ministro della Brexit e Larry non correva buon sangue. Il povero Cameron ha dovuto dimostrare il contrario brandendo una fotografia in cui appare con Larry in braccio. “Purtroppo non posso portarlo con me”, ha detto. Ma è la regola del gattone: si affeziona alla casa, e non al padrone.

Prima di lui c’era Gordon Brown, ma il gatto era Sybil, che però viveva al numero 11, e non al 10. Una strana variazione della tradizione che ha insospettito i rappresentanti del quartier generale, che si sono spinti a fare una indagine: “Va tutto bene con il gatto?”, hanno dovuto chiedere a Brown e alla moglie. E la risposta non poté che essere affermativa.

Ma in fatto di indagini il caso di Tony Blair fu ancora più significativo. Al suo arrivo a Downing Street il vecchio Humphrey, che sorvegliava i corridoi del palazzo da otto anni, è stato all’improvviso allontanato. Cosa era successo? Per fare chiarezza sulla questione è intervenuto perino il parlamentare conservatore Alan Clark, che ha utilizzato lo spazio per le domande riservate al primo ministro in aula per domandare del gatto. Voleva sapere “quali provvedimenti fossero stati presi per assicurare lo stato di salute del gatto Humphrey prima dela sua partenza”. Blair ha dovuto rispondere che l’allontanamento dell’animale era stato causato da “un peggioramento della sua condizione”. E la sua nuova permanenza in campagna gli aveva giovato, dal momento che “aveva risposto bene alle cure ed era anche ingrassato”.

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