L'intervistaGaleotta fu Strasburgo: così il voto a von der Leyen ha distrutto l’alleanza tra Lega e Cinque Stelle

Con la polemica sul voto alla Von der Leyen si è aperta una nuova frattura. L’intervista a Marco Zanni, nuovo capo di Identità e democrazia (l'eurogruppo di Salvini e Le Pen) ed ex M5S: “Sull’Europa il Movimento è confuso e senza visione. Con la Lega avanziamo compatti”

FREDERICK FLORIN / AFP

«Ciao Marcolì». Sulla soglia del bar in cui solo gli eurodeputati possono entrare al Parlamento europeo di Strasburgo, Fabio Massimo Castaldo saluta con paternalismo e goliardia il suo ex collega Marco Zanni. Fino a due anni e mezzo fa erano entrambi eurodeputati del M5S, poi Zanni è passato alla Lega ed è diventato da poche settimane il capo di Identità e democrazia, l’eurogruppo che comprende tra gli altri Lega, Rassemblement National e Alternative für Deutschland. Matteo Salvini, Geert Wilders e Marine Le Pen hanno scelto questo 33enne di Lovere per rappresentare i sovranisti in Europa. Un politico giovane ma preparato, fresco ma non ingenuo. Con un «Sì ciao, ciao Fabio», pronunciato in fretta, Zanni liquida Castaldo mentre risponde alla nostra prima domanda. C’è un elefante nella stanza e si chiama Ursula von der Leyen. Non corre più buon sangue tra Lega e M5S in Europa. E l’elezione della neo presidente della Commissiione europea ha aumentato la frattura tra i due alleati di Governo anche in Itaia. «5Stelle e PD? Da due giorni sono già al governo insieme, per ora a Bruxelles», ha scritto ieri Salvini con un post su Facebook e solo verso l’ora di cena rientra la crisi di governo, per ora. «Allora dicevamo?».

Ecco Zanni, parlavamo della Von der Leyen. Perché non l’avete votata?
Non ci hanno convinto le sue linee programmatiche. La Lega nei giorni scorsi non ha mai detto apertamente che avrebbe votato a suo favore, anche se il Ppe e Von der Leyen ci hanno chiesto con forza di supportarla.

C’è chi dice che non ci fossero garanzie sul commissario europeo per la Lega.
Non è mai stata una questione di poltrone. Chiedevamo garanzie nel programma per un cambiamento, volevamo un approccio diverso sui tre temi che Lega e il gruppo Identità e democrazia considerano prioritari: crescita economica, sicurezza interna e immigrazione. Ma non è stato solo questo.

«I cittadini non sono stupidi, percepiscono una certa mancanza di piena democrazia delle istituzioni europee non capiscono perché partiti che hanno ricevuto milioni di voti e rappresentano il 10 per cento dei seggi all’Europarlamento siano stati esclusi in maniera non democratica»


Marco Zanni

Cos’altro?
Basta guardare le dichiarazioni fatte dalla Von der Leyen negli ultimi anni. Ha criticato l’Italia per il suo pesante debito pubblico, cosi come alla gestione del bilancio e le troppe uscite. Sono il rigurgito delle sue vere posizioni sull’economia.

Temete ritorsioni nella prossima legge di Bilancio?
Chiedetelo ai Cinque Stelle, loro l’hanno votata. Anzi, il loro apporto è stato fondamentale per farla vincere. Noi proprio perché non abbiamo avuto garanzie su questo abbiamo deciso di non supportarla. Se la commissaria bloccherà o avrà una visione negativa sui punti del contratto di governo che gli stessi Cinque Stelle hanno sostenuto, sarà il Movimento a doverne rispondere agli elettori. Non dovrà farlo di certo la Lega.

Però così siete ancora più isolati in Europa. Senza cariche, senza possibilità di influenzare i dossier più importanti.
In tutti i parlamenti di Paesi o nazioni che si definiscono democratici si dà una rappresentanza istituzionale anche all’opposizione. Qui si ragiona in maniera diversa. Ma ripeto non è un problema per noi. Chi non lo rispetta non fa altro che aumentare la frattura tra le istituzioni e i cittadini europei e ci fa prendere più voti, di questo ne siamo contenti. I cittadini non sono stupidi, percepiscono una certa mancanza di piena democrazia delle istituzioni europee non capiscono perché partiti che hanno ricevuto milioni di voti e rappresentano il 10 per cento dei seggi all’Europarlamento siano stati esclusi in maniera non democratica.

Il Russiagate non vi ha aiutato.
Mah, non vedo un clima così diverso dal solito. C’è sempre stato un pregiudizio sulla Lega in Europa perché ha da sempre un rapporto particolare con la Russia e Putin. E poi non è possibile aumentare più di così il cordone sanitario che hanno fatto intorno a noi. È difficile passare da zero a negativo.

Durante i colloqui con noi e loro la Von der Leyen ha promesso a entrambi che manterrà la promessa che ha fatto a Conte: il commissario alla concorrenza


Marco Zanni

Dopo il voto di ieri il M5S avrà più voce sul commissario proposto dal governo italiano?
Non credo che il voto di ieri peserà sulla negoziazione interna che faranno Conte, Di Maio e Salvini tenendo conto del risultato delle elezioni. Durante i colloqui con noi e loro la Von der Leyen ha promesso a entrambi che manterrà la promessa che ha fatto a Conte: il commissario alla concorrenza.

Il Parlamento europeo però potrebbe bocciare un candidato troppo leghista.
Vedremo. Ma il problema di fondo è un altro: non siamo interessati alla poltrona in sé anche se prestigiosa. Perché a cosa serve sedersi lì se poi siamo costretti a fare cose che non ci piacciono o che sono contro l’interesse degli italiani?

E cosa fareste alla Concorrenza se vi dessero mano libera?
Devono essere consapevoli che noi lavoreremo per cambiare completamente le regole sugli aiuti di Stato che ha fatto tanti danni all’industria all’agricoltura e al sistema finanziario italiano in questi anni, per dirne una. Ma è chiaro che se i programmi sono quelli che ha delineato ieri mattina c’è poco spazio per un cambiamento.

Vedo i Cinque Stelle molto confusi e ancora alla ricerca di una visione chiara sulla loro idea di Europa. Non a caso hanno bussato alle porte quasi tutti gli eurogruppi: dalla destra conservatrice alla sinistra estrema


Marco Zanni

Non si annoierà come capo dell’opposizione? Con Parlamento e Commissione contro, il vostro eurogruppo non può far molto.
Essere a capo di Identità e democrazia è un onore, una responsabilità e una bella sfida. Soprattutto per un politico politico giovane come me. Dà più adrenalina e concretezza di un semplice eurodeputato di opposizione che non ha molta molta possibilità di veder realizzate le proprie proposte. Comunque gestire un importante gruppo che conta 73 deputati di 9 delegazioni e molto staff è una bella sfida anche gestionale. Questa non è un’alleanza solo di facciata ma si basa su un progetto politico. Con pochi punti ma concreti andremo avanti compatti nei prossimi 5 anni.

Anche se siedono nei Non Iscritti e hanno solo 14 eurodeputati, i 5 Stelle sembrano meno isolati di voi.
Vedo i Cinque Stelle molto confusi e ancora alla ricerca di una visione chiara sulla loro idea di Europa. Non a caso hanno bussato alle porte quasi tutti gli eurogruppi: dalla destra conservatrice alla sinistra estrema. Non sanno dove collocarsi, e questa mancanza di visione l’avevo capita anni fa quando ho deciso di andarmene. Hanno fatto tanti errori.

Quali?
Oltre a votare per la Von der Leyen? Da mesi avrebbero potuto evitare delle figuraccie preventivabili da marzo. Per chi conosceva le cose europee la presentazione di Di Maio a Roma con gli alleati europei per le elezioni del 26 maggio sembrava una barzelletta.