Caos di cittadinanzaNuovo ministro, vecchi problemi: i precari di Anpal scrivono a Nunzia Catalfo

Fissato uno sciopero con sit-in sotto il ministero del Lavoro per il prossimo 26 settembre. Mentre Anpal ha assunto per due anni i navigator, non è ancora stato risolto il nodo dei 654 precari, la cui stabilizzazione è prevista nel decreto imprese

L’appuntamento è fissato per il prossimo 26 settembre sotto il ministero del Lavoro. È lì che si ritroveranno ancora una volta i 654 precari di Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive guidata da Mimmo Parisi, che da poco ha assunto quasi tremila navigator del reddito di cittadinanza mentre 27 operatori con contratti a termine sono già stati lasciati a casa. E lo stesso destino toccherà a breve a tutti gli altri.

Dopo un anno di mobilitazioni, sit-in e incontri senza esito, quello del 26 settembre per i precari di Anpal sarà il primo sciopero dell’era del governo giallorosso, con la ministra Nunzia Catalfo al posto di Luigi Di Maio. E alla neo arrivata Catalfo, i precari di Anpal hanno scritto una lettera aperta, chiedendo di mettere finalmente mano al piano di stabilizzazioni più volte promesso, che ora è previsto anche nel “decreto imprese”.

«Vista la sua esperienza professionale nei servizi per il lavoro, sa benissimo che un sistema basato sulla precarietà dei diritti degli operatori non può che produrre precarietà dei servizi per gli utenti», ricordano i lavoratori alla ministra scelta in continuità con Di Maio e soprattutto con Mimmo Parisi, il prof italoamericano chiamato dal Mississippi per guidare l’agenzia, che ora terrà le redini del reddito di cittadinanza. Soprattutto, continuano i precari, «alla luce di una delle più importanti sfide che dovrà immediatamente affrontare con l’attuazione della fase due del reddito di cittadinanza», ovvero quella partita il 2 settembre con la convocazione dei beneficiari del reddito per la sottoscrizione dei patti per il lavoro.

Attendere ulteriormente comporterebbe altri ritardi nell’organizzazione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive

Dopo mesi di proteste, il Coordinamento dei precari di Anpal ha ottenuto alcune aperture dal ministero del Lavoro. Prima con la promessa della stabilizzazione per 400 di loro. Poi il progetto è stato inserito nel “decreto imprese”, approvato “salvo intese” nell’ultimo consiglio dei ministri del governo gialloverde. Ma Anpal Servizi, controllata di Anpal, non ha ancora presentato il piano industriale, documento fondamentale per procedere poi alla stabilizzazione. «Per la struttura organizzativa di Anpal Servizi e per l’opportuna implementazione dei servizi connessi alla fase due del reddito di cittadinanza», scrivono, «è urgente dare immediata attuazione al decreto dotando fin da subito l’azienda di una pianta organica stabile. Attendere ulteriormente comporterebbe altri ritardi nell’organizzazione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive».

Nei mesi scorsi, diverse regioni si sono già espresse in favore della stabilizzazione dei precari di Anpal. E dalla Campania il governatore Vincenzo De Luca non ha ancora firmato la convenzione sui navigator, chiedendo prima la stabilizzazione dei precari, mentre i navigator vincitori di concorso ancora senza lavoro hanno avviato lo sciopero della fame. «Da precari che hanno superato molteplici prove ad evidenza pubblica, ad ogni scadenza di contratto, non possiamo che augurarci si risolva il caso dei “navigator” campani, da settimane in lotta. Le responsabilità e le forzature di Anpal Servizi non possono ricadere sulle spalle dei nuovi collaboratori precari», concludono. Intanto la stessa Anpal, l’Agenzia che dovrebbe “abolire la povertà” trovando un lavoro a chi percepisce il reddito di cittadinanza, dopo l’assunzione degli oltre 2mila navigator cococo è diventata di fatto la società di proprietà pubblica con il maggior numero di precari d’Europa.

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