LinguismiCome inventare una lingua nuova, con suoni che nessuno ha mai utilizzato prima

L’apparato vocale umano è limitato, ma i suoni utilizzati nelle lingue del mondo lo sono ancora di più. Alcuni, in teoria possibili mai mai riscontrati, potrebbero essere scelti per un nuovo codice. Perché non farlo?

da Pxhere

Una delle imprese più misconosciute (ma anche più interessanti) compiuta dall’essere umano è stata quella di mappare tutti i suoni presenti nelle lingue del mondo. Una operazione occidentale, certo: e lo si capisce dalla mentalità sistematica, dallo schema del catalogo, dall’idea di tabella che tutto contiene. E poi, come è ovvio, dal fatto che ogni suono è rappresentato con lettere dell’alfabeto latino, modificate all’occorrenza.

Eppure, come si racconta in questo non brevissimo video (ma comunque interessante: inizia con una panoramica sul tema, mai abbastanza approfondito, della distanza tra spelling e scrittura nella lingua inglese), esistono in questa tabella, in particolare nella sezione “consonanti” degli spazi vuoti.

Sono quelli che gli esseri umani potrebbero fare, ma non fanno. E poi ci sono quelli che, secondo i glottologi, sono solo impossibili. La bocca è un meccanismo limitato, e ammette soltanto alcune combinazioni tra movimenti della lingua, delle labbra e del palato. Eppure la sfida è aperta: forse, con esercizio e allenamento, qualche suono è raggiungibile (e il protagonista ci prova, ma senza successo).

 https://www.youtube.com/embed/9uZam0ubq-Y/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

E ancora più aperta, del resto, è la sfida a riprodurre i suoni possibili – cioè che sarebbero realizzabili dall’apparato vocale umano – ma non utilizzati dalle lingue finora conosciute. Niente esclude che venissero utilizzati in passato (chi può saperlo?). Partendo da queste sonorità si potrebbe addirittura inventare una nuova lingua, o un nuovo codice. Che, come si può immaginare, non capirebbe nessuno.

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Linkiesta Paper Estate 2020