Musica politicaRichard Nixon? Forse non fu un grande politico ma (pochi lo sanno) fu un ottimo musicista

Il presidente americano, costretto alle dimissioni a causa dello scandalo Watergate, non lascia una grande memoria dietro di sé. Peccato, perché era un polistrumentista molto dotato

STF / AFP

Un politico farebbe di tutto pur di distogliere l’attenzione da uno scandalo che lo riguarda. Anche mettersi a suonare il pianoforte. Lo fece, per fare un esempio, il presudente americano Richard Nixon: proprio al picco del caso Watergate, per dare una immagine più simpatica di sé, si prestò ad accompagnare la cantante Pearl Bailey durante la cena dedicata all’Associazione dei Governatori (c’era anche Ronald Reagan, in quanto governatore della California).

A dire il vero, il presidente non si presentò sul palco di sua spontanea volontà: venne invitato a esibirsi dalla cantante stessa. “Lei non suona bene come canto”, lo prese in giro. “Ma io non canto bene come lei governa”. E oggi, a distanza di anni, non si capisce in quale delle due parti della frase stesse la battuta: perché il presidente americano, a differenza di quanto si potesse immaginare, era un ottimo musicista.

Polistrumentista, Nixon sapeva suonare pianoforte, violino, sassofono, clarinetto e armonica. Si era dedicato anche alla composizione, con un concerto per pianoforte dal titolo didascalico: “Richard Nixon Piano Concerto #1”.

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In ogni caso, il concerto (a differenza della sua presidenza) andò anche piuttosto bene. All’iniziò si cimentò con alcuni brani semplici ma movimentati come Home on the Range, ma la cantante si infastidì. E così l’uomo più potente del mondo in quel momento fu costretto a suonare “Wild Irish Rose” e “God Bless America”. Al termine della serata ci furono ovazioni e applausi. Le lodi si estesero perfino ai giornali, che riconobbero anche una inedita abilità di tenere il pubblico e un fascino insolito. Per una volta, si disse, non si è pensato allo scandalo Watergate, alla crisi in Medioriente e ai problemi dell’economia.

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