Artigiani dell’informazione“Anteprima” di Dell’Arti, il giornale del futuro che salva i quotidiani dall’effimero

L’idea originaria è riproporre le tante perle giornalistiche e che hanno, per forza di cosa, vita breve. Erede del vecchio “Foglio del lunedì”, il nuovo formato arriva ogni mattina nella casella mail degli iscritti

da Youtube

Quella di Anteprima, la newsletter inventata da Giorgio Dell’Arti nel 2017 (che «è più un giornale che una rassegna stampa») è una lunga storia. Ogni giorno, intorno alle sette arriva nella posta degli abbonati, presentando una maestosa sfilata di excerpta di quotidiani, con passaggi tratti da libri, citazioni, anche lontane nel tempo ma vicine nel tema. Un lavoro che richiede il coordinamento di «quattro persone», più lo stesso Dell’Arti, che nel corso del giorno – e soprattutto della notte – passano al vaglio i giornali, traggono gli spunti più interessanti e decidono i temi da sottolineare. «È un lavoro impegnativo», ammette.

I precedenti, spiega, sono da andare a cercare nel cartaceo. Per la precisione nel Foglio del lunedì, con cui «realizzai un’idea che avevo da tempo: sui giornali uscivano ogni giorno bellissime cose che però morivano dopo poche ore, era ovvio. Serviva – questa era la mia convinzione – un giornale che salvasse queste piccole perle» e desse loro una vita più lunga e un rilievo maggiore. Un’idea letteraria, ma non solo, visto che il Foglio del lunedì «che ho fatto per 20 anni e, devo dire, con un certo successo editoriale vista la qualità alta del prodotto», si occupava anche di attualità.

Poi è arrivata la newsletter. O meglio, «c’è in mezzo un altro passaggio». Riccardo Luna, che all’epoca era direttore di Agi – Agenzia Giornalistica Italia, «mi chiede di fare per lui il calendario degli appuntamenti. Gli domandai di dare un’occhiata al formato. E lì ebbi la visione di Anteprima», cioè «una sorta di Foglio del Lunedì che però arriva via mail, come una newsletter, senza limiti di spazio e con una cadenza giornaliera, non settimanale». Alla fine «decisi di andare avanti da solo con questo formato» che, ricorda, «senza la provocazione di Riccardo Luna non sarebbe mai esistito».

La caratteristica principale di Anteprima è che «è molto più lungo delle classiche rassegne stampa». E il motivo è semplice: «Non è una rassegna stampa». È, piuttosto, «un giornale, costruito con pezzi di altri giornali. Sono “nostre” soltanto alcune sintesi. Ma è del tutto autonomo nell’impostazione e nell’idea di apertura, che spesso non è allineata con quella della maggior parte dei quotidiani». Il suo essere anche una newsletter fa sì «che non ci siano ribattute. Si esce una volta sola», come un quotidiano cartaceo.

Si comincia a lavorare nel pomeriggio, dove viene preparata la sezione Oggi e Domani, «poi dormo tra le 22:30 e le 24:00», per poi «svegliarmi di notte e lavorare, insieme agli altri, sul resto di Anteprima. Decidiamo l’impostazione di base durante il giorno – e poi, quasi sempre, la cambiamo». Alla fine ognuno ha i suoi compiti precisi, con sezioni assegnate. «Mi vanto di presentare un prodotto che ha più notizie di tutti. Anche solo con la sezione “Stamattina” sono in gara per vincere contro gli altri quotidiani».

Le sue fonti sono, soprattutto, i quotidiani di carta. «In generale, a parte poche eccezioni del mondo online come Linkiesta, sono più curati». Ma «non posso non ravvisare una decadenza. I giornali sono fatti sempre peggio, hanno meno informazioni, meno pagine, meno fatti». Accanto, però, ci sono anche citazioni da libri: «Il mio è un prodotto che vuole essere prezioso. C’è da imparare da tutto, anche da libri vecchi – non è vero che solo quelli più recenti sono interessanti».

È, insomma, il prototipo del «quotidiano del futuro. «I giornali saranno così, o quasi. Anteprima ne è, secondo me, una delle forme. Di sicuro senza carta, senza stampa, senza costi di distribuzione (che sono un concetto chiave per il prezzo dei giornali cartacei). È tutto easy». Arriva «nello smartphone del lettore, non richiede di andare in edicola, portare a casa, sfogliare. Esistevano newsletter di settore, ma giornali in forma di newsletter no».

Infine, «mi costa anche poco – e se avessi dei soldi in più potrei anche cominciare a produrre in proprio». Articoli, per affiancare il lavoro di ricerca e selezione. Per ora, il prodotto va bene così: un’ondata di notizie preziose e interessanti, fin dalle prime ore del mattino.

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Linkiesta Paper Estate 2020