Salvataggi in extremisSecondo Padoan è inutile sostituire la Pop di Bari con una banca del Sud

Per l’ex ministro dell’Economia l’intervento dello Stato deve avere finalità specifiche, come la ricapitalizzazione precauzionale. L’istituto del Meridione a partecipazione pubblica ipotizzato dal governo, invece, è una strada a forte rischio

I vertici della Popolare di Bari si sono rivelati incapaci «di adottare con sufficiente celerità ed efficacia le misure correttive» in modo da risanare l’istituto di credito pugliese. La motivazione del commissariamento per mano della Banca d’Italia lascia poco spazio all’immaginazione: 600 mila clienti, 100 mila imprese, nei forzieri ci sono 8 miliardi di depositi. Una trama già vista, un film ben noto ai cittadini. Tamponare per lo Stato è l’unica via d’uscita: saranno stanziati infatti 900 milioni di euro per comprare delle quote ed evitare un dissesto le cui ricadute sarebbero “assai rilevanti”. L’indirizzo di uno strumento come la nazionalizzazione può avere diverse finalità, in questo caso la risoluzione ipotizzata è quella di una banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica che, secondo l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, non è detto però che «sia la soluzione migliore per il Sud Italia».

Banca Popolare di Bari, Carige e le banche venete: Padoan, qual è la situazione bancaria dell’Italia?
Bisogna innanzitutto notare che la grande maggioranza delle banche italiane è sana, malgrado abbia attraversato una recessione durissima. Ci sono poi situazione specifiche, la Popolare di Bari ha avuto problemi di management sul quale è ancora troppo presto per pronunciarsi…

L’intervento dello Stato rimane l’unico salvagente?
La Popolare di Bari avrebbe dovuto diventare una banca quotata con la legge di riforma per la banca popolare. Detto questo, per nazionalizzare una banca, ovvero immettere capitale pubblico nel capitale della banca, si deve guardare alle finalità. Per esempio, Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto un’ingente iniezione di capitale pubblico a scopo di ricapitalizzazione precauzionale, prevista dalla Commissione europea, con lo Stato che ha come prerogativa l’uscita, dopo alcuni anni, dalla banca stessa, in modo da poterla rilanciare con le proprie forze acquisite sul mercato.

In questo caso, però, lo strumento ipotizzato è quello di una banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica…
La Popolare di Bari ha un problema di capitale, a margine di una gestione errata, che deve essere comunque appurata dalle autorità, il cui capitale viene rivitalizzato con denaro pubblico a scopo precauzionale. Salvo bocciatura europee in termini di normativa sugli aiuti di Stato. C’è poi chi, come si usa dire, ha preso la palla al balzo per ipotizzare una banca del Sud, il che prescinde dalla nazionalizzazione. Quest’ipotesi non è affatto detto che sia la soluzione migliore per il Sud Italia.

Si poteva evitare questo epilogo anche a Bari?
La Popolare non aveva ancora completato il passaggio a società quotata, in attesa del responso della Corte Costituzionale, tuttavia il senso della legge del 2015 era quello di mettere le maggiori banche popolari italiani nella posizione di raccogliere capitale sul mercato e quindi di essere più dinamiche. Questo non evidenzia nessun nesso casuale tra la legge e le difficoltà della Pop Bari, le cui criticità andrebbero ricercate nelle forme di management, che sicuramente andranno appurate.

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