Prosit!Il brindisi delle feste: 10 bollicine per Natale e Capodanno

Per tutti i gusti, da tutte le parti d’Italia. Il modo migliore per salutare l’anno che se ne va e dare il benvenuto a quello che viene. Con una avvertenza: non accompagnateli ai dolci, anche se delicati come pandoro e panettone

Fino a pochi anni fa l’Italia poteva contare soltanto su alcuni territori dedicati alle bollicine. Oggi non è più così. Tutte le regioni italiane riescono orami a sfoggiare spumanti grandi qualità. E pure le piccole cantine hanno ceduto al fascino della bolla. C’è davvero l’imbarazzo della scelta e ciascun appassionato è certamente in grado di proporre la sua lista di preferiti. Insomma, con tutta l’offerta attuale sarebbe davvero un peccato festeggiare il Natale e il Capodanno senza assaporare uno spumante ben fatto.
Solo una piccola grande avvertenza. Nonostante le abitudini consolidate, non è una buona idea affiancare lo spumante – specie un metodo classico brut – ai dolci, anche se delicati, come il pandoro e il panettone. Lo spumante, che è un vino secco, a volte particolarmente sapido, risulterebbe assai amaro e potrebbe rovinare il palato. Molto meglio abbinare ai lievitati un bel Moscato d’Asti. Qui di seguito proponiamo una nostra selezione di dieci spumanti italianissimi (con una buona presenza di rosé).
Anzi nove: l’ultimo è un vino frizzante, pensato appunto per i dolci. Alla salute!

Santi Dimitri Brut Rosé Vino Spumante di Qualità Salento Igp

Lo spumante non fa parte della tradizione pugliese. Men che meno quando si presenta con il tipico colore rosa tenue, “a buccia di cipolla”. Ma tant’è. Questo metodo charmat ha tutte le caratteristiche per piacere: fresco, dissetante, invitante, vivace, leggero, poco alcolico, profumato, fruttato e floreale. Bollicine fini e persistenti. Delicato al naso con sentori di petali di rosa e frutta fresca. Il gusto è sapido e persistente. Piacevole al palato, tanto da indurre a ripetere la beva. Ancora una volta il Negroamaro, uva a bacca rossa che signoreggia da queste parti, mostra la sua incredibile versatilità ed eleganza. Dopo la vendemmia notturna, la vinificazione avviene secondo il metodo della “lacrima”. L’affinamento si svolge sulle fecce fini per oltre un anno in acciaio. Riposa sui lieviti per 120 giorni. Da bere come aperitivo, oppure da abbinare a finger food, piatti di pesce crudo, molluschi e stuzzichini vari. Può accompagnare un intero pasto composto da alimenti diversi di terra e di mare (no carne rossa ovviamente), pulendo e sgrassando la bocca.

Spumante Brut Nature Metodo Classico “Nature” Monsupello

L’azienda agricola Monsupello è stata fondata dalla famiglia Boatti sulle colline dell’Oltrepò Pavese, esattamente in località Cà del Tava, oltre un secolo fa, nel lontano 1893. Siamo in uno dei distretti italiani maggiormente vocati per la spumantistica e specializzato per la produzione di Pinot nero. Per essere più precisi, questa porzione di Lombardia rappresenta la terza zona al mondo di produzione del nobile vitigno, dopo Borgogna e Champagne. E, per la base spumante, seconda solo a quest’ultima. Tra i vari prodotti dell’azienda segnaliamo questo Metodo Classico Brut frutto della cuvée tra Pinot nero e Chardonnay realizzata dopo la fermentazione e un periodo di riposo in vasche di acciaio. Il vino riposa sui lieviti per almeno trenta mesi. Colore giallo paglierino carico, con perlage, fine, persistente e morbido. Raffinato e complesso il bouquet olfattivo dal quale emergono la crosta di pane, la mandorla amara e la nocciola tostata. Il sorso è secco, di grande struttura e di fine eleganza. Ottima la lunghezza. Ideale per accompagnare aperitivi in abbinamento a pesce o crostacei. Provatelo con le capesante gratinate.

Spumante Metodo Classico Brut Sicilia Doc Planeta

Planeta è un nome storico dell’isola, capace di imporsi da anni sul mercato internazionale sia per numeri che per qualità. Le origini sono nella parte occidentale, ma l’azienda oggi è presente in sei diversi distretti del territorio siciliano. Uno dei più affascinanti è certamente quello dell’Etna. Questo vino nasce da uve autoctone di Carricante, provenienti da vigne poste a oltre 800 metri s.l.m. sul suolo vulcanico. Dopo la rifermentazione in bottiglia rimane 20 mesi a contatto con le fecce fini in modo da acquisire maggiore complessità e struttura. Non deve sorprendere: l’Etna ha una piccola ma importante tradizione spumantistica, qui sostenuta dalle caratteristiche della viticoltura di montagna. Colore giallo paglierino brillante con fine perlage. I profumi sono eleganti e delicati: fiori di campo, agrumi e lievi note minerali. Un bel sorso acido dal sapore delicato di cedro e frutto della passione. Il finale sa di macchia mediterranea. Perfetto per gli antipasti, la freschezza acida gli consente di aggredire bene le fritture e i piatti grassi.

Metodo Classico Nature La Hoz 2011 Umani Ronchi

Protagonista della liberazione di Ancona dai francesi, il Generale La Hoz, a due secoli dalla scomparsa, conosce nuova gloria sull’etichetta di uno spumante metodo classico marchigiano. Il La Hoz Rosé è realizzato solo con uve Montepulciano della zona del Conero. Per la prima volta vengono usate le uve a bacca rossa dei vitigni autoctoni marchigiani al fine di moltiplicare una proposta di spumantizzazione già forte dei metodo classico realizzati con uve Verdicchio e Chardonnay. Umani Ronchi può contare su circa 70 ettari di proprietà e può scegliere tra i diversi vigneti a seconda dell’andamento di ogni singola annata, identificando le uve più idonee al prodotto. L’affinamento sui lieviti continua per 30 mesi. Il colore è rosa salmone brillante e luminoso. Il corredo aromatico è complesso, intenso e ben equilibrato. Il naso intercetta note di lievito, frutti a bacca rossa, melograno e buccia di arancia. La chiusura ricorda la pietra focaia. Al palato l’ingresso è succoso, morbido e piacevolmente fresco. Finale elegante e minerale. Da gustare con piatti di pesce in salsa, pesci grassi, salumi e carni bianche.

Spumante Michè Metodo Ancestrale Michele Satta

L’azienda di Michele Satta nasce nel 1983, anno precedente alla fondazione della Doc di Bolgheri. Pur fedele alla scia tracciata da Sassicaia e Ornellaia, Satta affianca al Cabernet Sauvignon e al Merlot le uve che, a suo avviso, esprimevano ancor meglio il terroir mediterraneo di Bolgheri: Sangiovese e Syrah. Ai classici Bolgheri si affiancano così i vini espressione di singoli vitigni: Sangiovese e Syrah, appunto, insieme al Viognier. Satta è un vigneron controcorrente, esploratore di nuovi sentieri della viticoltura locale. L’ultimo esperimento è il Metodo Ancestrale. Consiste in una leggera pressatura delle uve per estrarre i lieviti autoctoni presenti sui grappoli, seguita da una fermentazione in acciaio a bassa temperatura. La fermentazione, prima rallentata e poi bloccata, riprende dopo l’imbottigliamento, senza ulteriori aggiunte di zuccheri. Gli enzimi e i lieviti chiusi in bottiglia inibiscono la CO2 creando un “petillant” leggermente frizzante. La Toscana non è famosa per gli spumanti, ma l’amore viscerale per il Sangiovese ha spinto Satta a questa nuova sfida. Tutta da gustare.

Metodo Tradizionale Classico Gran Cuvée Brut La Palazzola

Ecco qui un altro metodo ancestrale. Siamo in Umbria, nell’azienda La Palazzola. La Gran Cuvée è uno degli spumanti della batteria di qualità prodotta da Stefano Grilli. Grilli è un personaggio più unico che raro: le sue bottiglie sono state capaci di portare alla ribalta questa zona così lontana dalle denominazioni più famose. Lo spumante è un assemblaggio con prevalenza di Pinot nero (85%) e una quota di Cahrdonnay (15%) che spicca per eleganza e freschezza. Un metodo ancestrale di grande stoffa (con sboccatura del 2014) prodotto a Vascigliano di Stroncone, nei pressi di Terni. Colore dorato dal perlage fine. Il bouquet olfattivo presenta nocciole leggermente tostate, mandorle, mele gialle. In bocca è setoso, molto fresco e sapido con una notevole struttura acida. Aromi di agrumi e crosta di pane. Ottimo come aperitivo, si abbina perfettamente con i salumi tipici dell’Italia Centrale, con antipasti misti, risotto allo zafferano, zuppa di pesce, astice, pesce spada grigliato, parmigiano reggiano vacche rosse 24 mesi.

Spumante Metodo Classico Rosé Brut ’Giovanni Galliano’ Borgo Maragliano 2016

Lo Spumante Rosé Brut “Giovanni Galliano” è un Metodo Classico millesimato del Piemonte, ottenuto da Pinot Nero in purezza, con una maturazione sui lieviti in bottiglia di 30 mesi. Il colore è rosa tenue e luminoso, con perlage delicato. I profumi sono fini e delicati, di piccoli frutti rossi, mandorle, agrumi e pane tostato. Il sorso è polposo, sapido, fresco con un finale elegantemente morbido e ricco di frutto. Grandi possibilità di abbinamento. Ottimo come aperitivo, a tavola si abbina a salumi stagionati, crostini di fegato d’oca, crostacei, zuppe di pesce in bianco, tartare di pesce, risotto ai frutti di mare, uova e torte salate, carni bianche. Insomma, siamo di fronte a un vino valido per tutto il pasto. L’azienda agricola Borgo Maragliano è posta a 450 metri sul livello del mare su un naturale terrazzo delle Langhe nel cuore di Loazzolo, zona attraversata dal Marin, vento di mare che favorisce, esaltandone caratteristiche e profumi, la maturazione delle uve.

Spumante Brut Metodo Classico “Aquila Reale Riserva” Trento Doc 2008 Cesarini Sforza

Nome simbolo dell’eccellenza degli spumanti trentini, Cesarini Sforza nasce nel 1974. La mission dell’azienda è quella di selezionare le aree più vocate in Trentino per la coltivazione dello Chardonnay e la produzione di spumanti di altissima qualità. Questo lavoro condurrà poi molti anni più tardi alla nascita progetto “Trento doc”. Il Cesarini Sforza Trento Riserva DOC Brut Aquila Reale è uno spumante millesimato, prodotto da una selezione di sole uve Chardonnay provenienti dal Maso Sette Fontane in Valle di Cambra. Rappresenta la punta di diamante di questa storica e prestigiosa cantina e vede la luce solo 7 anni dopo la vendemmia. Colore giallo paglierino intenso, dal perlage fine e persistente. Al naso offre sentori minerali fusi con note di frutta candita e di crosta di pane. E ancora tracce di piccola pasticceria e di agrumi. L’assaggio armonico, lungo, lievemente sapido e di straordinaria eleganza. A tutto pasto, si abbina a grandi primi piatti. Ottimo tanto con un risotto che con paste ripiene, anche di mare. Tra le migliori espressioni di un terroir dalle potenzialità enormi.

Franciacorta Brut Satèn Docg Castello Bonomi

Il Franciacorta non può proprio mancare quando si parla di spumanti italiani. Qui si propone un blanc de blancs, vinificato con uve Chardonnay. Il Franciacorta Brut Satèn DOCG prodotto dalla cantina Castello Bonomi, ha una pressione inferiore ai classici brut, cosicché risulta più morbido e, per l’appunto, setoso. Riposa in bottiglia per trenta mesi prima della sboccatura. Fresco e minerale, si esprime su ottimi livelli qualitativi. Colore giallo paglierino, con perlage delicato e persistente. Raffinato ed elegante al naso, richiami floreali e fruttati, note di miele, crosta di pane e lieviti. In bocca è setoso, equilibrato, armonico. Perfetto per accompagnare preparazioni a base di pesce, molluschi o crostacei. Da provare in abbinamento ai risotti. Castello Bonomi, edificio liberty progettato dall’architetto Antonio Tagliaferri alla fine del XIX secolo, si trova sulle pendici del Monte Orfano, nell’area sud-occidentale del territorio della denominazione della Franciacorta. L’azienda della famiglia Paladin comprende ventiquattro ettari vitati. Le viti dedicate al Franciacorta sono chardonnay, pinot nero e pinot bianco.

Moscato D’asti D.O.C.G. Bosc D’la Rei Batasiolo

“Ma no, il Moscato d’Asti non è uno spumante!”, dirà qualcuno a questo punto. Certo che no, rispondiamo noi. Ma se pensiamo ai dolci del Natale e del Capodanno quale vino è meglio di questo per esaltarli? Per chiarire: Asti spumante e Moscato d’Asti fanno parte della medesima denominazione Asti e sono entrambi espressioni di uve moscato bianco. Tuttavia, il primo è uno spumante, il secondo no. Nel Moscato la fermentazione in autoclave si porta fino al raggiungimento del 5,5% di grado alcolico. Con il freddo si arresta poi la fermentazione e il vino viene messo in bottiglia con la sua naturale vivacità. Questa leggera frizzantezza (e dolcezza) si sposa perfettamente con la leggera grassezza di pandoro e panettone. Il Moscato dell’azienda Batasiolo, sita nel cuore delle Langhe, è un ottimo vino da dessert: può accompagnare anche macedonie di frutta, dolci al cucchiaio e da forno, pasticceria ripiena. Giallo paglierino, limpido e brillante. Ha profumi netti di rosa, pesche, frutta bianca, albicocca, fichi e fiori di arancio. Gusto dolce ma non stucchevole, giustamente fresco, ampio ed elegante. E allora: buone feste con il Moscato!

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