Asset Usa che non lo erano Ufficiale, gli uomini di Trump svelano che il complotto italiano contro Donald era una bufala

Ricordate i giornali di destra che fino a due mesi fa si accaloravano per la cospirazione Renzi-Obama, via professor Mifsud, contro il presidente americano? Bene, l’Amministrazione Trump dice che non è vero niente

Sembra un secolo fa, ma era soltanto ottobre quando gli ambienti dell’alt-right italiana, quella bizzarra coalizione tra fuori di testa tradizionali e fuori testa per brevità chiamati liberali-per-Trump, si accaloravano per la stravagante teoria del complotto contro Donald Trump e Matteo Salvini, per mezzo della Link University di Roma, che qui su Linkiesta definemmo «una gigantesca bufala globale diffusa da Donald Trump medesimo e dai suoi scagnozzi e accolta a braccia aperte dai fan giornalistici di Capitan Salvini che ancora non si capacitano del fatto che il loro eroe si sia fatto fregare come l’ultimo coscritto del Car».
La tesi era questa: Renzi e Obama, attraverso il professor Joseph Mifsud della Link University, avevano orchestrato un’operazione spionistica per inguaiare l’attuale presidente americano, cucendogli addosso un finto collegamento tra il Cremlino e il team Trump. La cospirazione non stava in piedi sotto nessun punto di vista, tanto che i più raffinati spacciatori di fake news, cioè i russi, hanno preferito sviare l’attenzione sul complotto ucraino, altrettanto strampalato come quello italiano ma perlomeno esotico, che poi è finito per inguaiare Trump fino alla procedura di impeachment.

Bene. Nonostante ciò, alcuni giornali e alcuni politici italiani hanno suonato la gran cassa a colpi di interviste esclusive a cazzabubboli di serie C sul grande complotto italiano anti Trump, ma ogni volta rivelatrici dei loro niente. A parziale discolpa dei creduloni italiani, va detto che allora c’era in corso un grande attivismo della Casa Bianca e dei suoi uomini, sguinzagliati a Roma alla ricerca della prova del complotto contro il presidente.

Le accuse al professore Mifsud di essere l’agente occidentale che ha orchestrato un raggiro nei confronti di Trump sono una gigantesca bufala

Senonché è successa una cosa straordinaria. Ieri notte il Washington Post ha scoperto che il procuratore speciale scelto con grande cura dall’Attorney General di Trump William Barr, cioè dall’uomo venuto in Italia per farsi dire da Giuseppe Conte e dai nostri servizi i dettagli del complotto anti Trump, e che Conte avrebbe aiutato in cambio del sostegno trumpiano a “Giuseppi” per il governo col Pd e contro Salvini, be’, quel procuratore fidato di Trump che avrebbe dovuto svelare gli altarini degli apparati di sicurezza americani e occidentali e scoprire la persecuzione investigativa nei confronti del presidente ha detto di non avere nessuna prova a sostegno dei sospetti dei conservatori secondo cui il Russiagate sarebbe stato un trappolone dei servizi segreti. «Il suo uomo non ha trovato niente», ha titolato il Washington Post sotto la faccia di Barr.

Non è finita, anche l’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia di Trump è interessato al caso e a sua volta ha chiesto alle agenzie di intelligence americane e al procuratore speciale notizie sul fantomatico professore maltese di stanza a Roma, sempre con l’intento di svelare il complotto anti Trump. Solo che le agenzie di intelligence hanno ulteriormente negato che il professor Mifsud fosse un loro asset e, interpellato, il procuratore speciale ha fatto sapere di non aver trovato informazioni che facessero pensare altrimenti.
Il rapporto finale dell’Ispettore generale non è ancora pubblico, forse è ancora in bozze, ma le notizie trapelate e scritte nero su bianco dal Washington Post finora sono due: l’FBI ha avuto tutti i motivi di questo mondo per avviare l’inchiesta sui rapporti tra la Russia e Trump (no complotto, dunque) e le accuse al professore Mifsud di essere l’agente occidentale che ha orchestrato un raggiro nei confronti di Trump sono una gigantesca bufala.
È vero che i cazzabubboli nostrani adesso hanno un nuovo gioco di società sulla Fondazione Open e quindi sarà difficile distoglierli dal passatempo preferito, ma se e quando avranno modo di tornare sul fantomatico complotto contro Trump ci sarà molto da ridere.

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