Voce LiberaEcco come Mara Carfagna prova a fare la rivoluzione liberale dentro Forza Italia

La vicepresidente della Camera ha presentato l’associazione con altri 15 parlamentari forzisti, che saranno affiancati da un nutrito comitato scientifico composto – tra gli altri – da Cottarelli, Brambilla, Mingardi e il fondatore della prima Fi Urbani

Non è un partito, è un’associazione. Sta dentro Forza Italia, ma non vuole spaccarla. Anzi, l’obiettivo, confermano, è soprattutto quello di evitare altre uscite e «convincere le persone a restare (o magari a entrare, ndr) nelle linee di Forza Italia», fornendo un’alternativa a chi non si identifica più nel centrodestra rassegnato al duopolio Salvini-Meloni. Per il momento è questo l’identikit di “Voce Libera”, la nuova «creatura» che Mara Carfagna ha presentato a Roma, con tanto di manifesto e comitato scientifico, nel tentativo di recuperare da destra quel centro liberale fagocitato dal sovranismo di Lega e Fratelli d’Italia. C’è chi ci vede già un ritorno alle origini della rivoluzione liberale di Forza Italia. E in effetti quel «siamo liberali, riformisti, garantisti, europeisti», scandito ad alta voce dalla vicepresidente della Camera lo fa pensare. «L’Italia è ferma, la misura è colma», sono le prime parole del manifesto di “Voce Libera”. «Non ci rassegniamo a vedere il Paese ridotto così, non ci rassegniamo a vedere la politica ridotta così», dice Carfagna. «Pensiamo che ci sia un pezzo d’Italia che non si sente rappresentato nello scontro tra populismo, statalismo e assistenzialismo da un lato e protezionismo, sovranismo, nazionalismo e ricerca di un nemico a tutti i costi dall’altro».

Presente all’evento di lancio dell’associazione, costituita solo una settimana fa, un gruppo di 15 parlamentari forzisti, tra cui Andrea Cangini, Renata Polverini e Osvaldo Napoli. Ma altri nomi si aggiungeranno nei prossimi giorni, assicurano. Tra i volti noti, si sono visti pure Stefano Parisi e la ex parlamentare Rosanna Scopelliti. E pure qualche rocambolesco “imbucato”, come l’ex senatore di Forza Italia Domenico Scilipoti e il “padre spirutuale” della Lega frusinate Maurizio Raimondo. Ma ad attirare l’attenzione sono stati soprattutto i nomi di tutto rispetto del comitato scientifico che affiancherà il team politico. Tra gli esperti che hanno accettato di «dare un mano», ci sono l’ex commissario governativo alla spending review Carlo Cottarelli («la mia non è una discesa in campo», ha precisato), il professore esperto di previdenza Alberto Brambilla, il direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi, l’economista Riccardo Puglisi, il presidente di Adapt Emanuele Massagli, e anche Alfonso Celotto, Filippo Sgubbi, Fabio Roversi Monaco, Enzo Pinci, Francesco Perfetti. Tra le ultime adesioni, pure quella di Giuliano Urbani, tra i fondatori della prima Forza Italia. E anche qui l’elenco è tutto in divenire, fanno sapere.

«Vogliamo ritornare alla competenza», ribadisce Carfagna. «E lo facciamo attraverso un’associazione per convogliare le energie di chi vuole rimboccarsi le maniche però magari non accetta di indossare una casacca di partito». Un modo per dribblare il mancato congresso di Forza Italia. Lo spazio, però, è lo stesso che stanno provando a occupare Carlo Calenda con Azione e Matteo Renzi con Italia Viva. Ma «finché Italia Viva resterà nel centrosinistra, non ci sarà alcun matrimonio», spiega Carfagna, che proprio durante Linkiesta Festival aveva aperto alla suggestione di una “Forza Italia Viva”. E mentre più di uno da Forza Italia è già passato alla formazione renziana, Carfagna scende in campo: «Se questa associazione servirà anche soltanto a far restare qualche persona nel perimetro del centrodestra e nel perimetro di Forza Italia, ne sarò molto felice».

L’idea, alla base della nuova formazione antipopulista e antisovranista, è quella di «contribuire a restituire dignità alla politica». Perché, dice Carfagna, «siamo stanchi della politica ridotta a un teatrino, a un ring, a uno scontro tra influencer. Non siamo influencer, siamo rappresentanti del popolo, siamo rappresentanti delle istituzioni. L’influencer lasciamolo fare a Chiara Ferragni che lo fa molto bene e non pretende di governare il Paese!». E ancora: «C’è bisogno di una politica che studi, che approfondisca, che elabori, che inizi non solo a individuare problemi ma a costruire soluzioni concrete. Che faccia ciò che serve al Paese e non ciò che serve a sé stessa per guadagnare qualche voto nei sondaggi».

E poi è la volta del “programma” di “Voce LIbera”. «L’interesse nazionale si difende non attaccando l’Europa o facendo strane alleanze con la Cina, ma stando in Europa e consolidando la nostra appartenenza all’alleanza atlantica», dice Carfagna. «Il sud non si risolleva con il redito di cittadinanza» e «le crisi industriali non si risolvono tornando allo Stato imprenditore». L’idea è quella di dare “voce” alle donne, alle imprese, alle vittime del fisco e della giustizia lenta. «Siamo a favore di una seria lotta all’evasione fiscale, ma ogni euro recuperato deve servire a ridurre tasse a chi tasse le paga», dice. «Serve un piano fiscale shock sulla fiscalità per creare occupazione e sviluppo».

Dal suo partito Forza Italia, però, al momento non sono partiti gli applausi. Anzi, Silvio Berlusconi ha raccontato che gli era stata offerta la presidenza onoraria dell’associazione, «ma ho detto di no» – ha spiegato – «perché in un partito libero, aperto al confronto credo sia inutile far nascere un’associazione che finisce per essere una corrente politica nel partito e che finisce per dividere». «Questa associazione non nasce per dividere ma per unire», risponde la vicepresidente della Camera. «Hanno detto che è inutile? Non potevano farmi un augurio migliore. L’ultima volta che mi hanno detto che qualcosa era inutile è stato quando ho presentato la legge sullo stalking ed è una cosa di cui vado fiera». La battaglia per il rinnovamento di Forza Italia è aperta, e sarà tutt’altro che indolore.

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