Verso le regionali 2Emilia Romagna, il contravveleno social allo strapotere populista sono Santori e Co.

Secondo una ricerca FB & Associati, Salvini e Borgonzoni stravincono sui network digitali, ma Bonaccini trae vantaggio dalla voglia di continuità delle imprese. In un panorama virtuale che non ha interesse per i contenuti, l’unico contrappeso sono le Sardine

Foto da Twitter

Se la presenza e il successo sui social fossero predittivi dell’esito del voto, in Emilia Romagna le elezioni le avrebbe già stravinte la leghista Lucia Borgonzoni. Merito non tanto suo, in realtà, quanto del suo segretario Matteo Salvini capace, con 449 contenuti, di raggiungere in soli tre mesi 5,2 milioni di interazioni – tra like e condivisioni – relative alla competizione elettorale. Se invece si abbandona il web e si entra in nell’arena delle cooperative, delle imprese private e delle organizzazioni di categoria, qualsiasi previsione darebbe per sicuro vincitore Stefano Bonaccini, presidente uscente e candidato del centrosinistra: che è molto più debole sui social ma è forte quando si tratta di battere palmo a palmo la regione per incontrare gli stakeholder e ottenerne la fiducia.

Dal populismo si passa ai programmi. Forse le elezioni nella ex roccaforte rossa diventeranno anche un caso da manuale per misurare la contrapposizione tra il mondo virtuale e il mondo fisico. Sì, perché nel primo spopola il centrodestra e vince la domanda di cambiamento. Nel secondo, costituito da aziende e associazioni, si impone la richiesta di continuità politica. Vale a dire: popolo contro élite, una distanza sempre più siderale. Ma se non è una sorpresa la capacità del Comandante di sfruttare abilmente i social – a differenza di Bonaccini, che nello stesso periodo ha raggiunto solo 2,3 milioni di interazioni – lo è, in fondo, la profondità raggiunta dal solco che separa questi due mondi. Sempre più lontani, separati dalle aspettative.

È il centro studi di FB&Associati – prima società di lobbying e relazioni istituzionali fondata in Italia – a disegnare lo scenario di una regione che va al voto spaccata in due. La ricerca ha analizzato le conversazioni online intorno all’Emilia Romagna e alle keyword associate tra il 10 ottobre e il 10 gennaio. Poi l’ha integrata con un questionario rivolto a dirigenti di associazioni di rappresentanza e di imprese, professionisti, enti di ricerca. Scoprendo anche che, a fronte di una personalizzazione spiccata della campagna elettorale, in rete l’attenzione ai contenuti programmatici è scarsa. Certo, c’è il tema del lavoro – al primo posto con 67.300 uscite -, seguito da quello della sanità e dalla sicurezza. Ma tutto è trattato in modo superficiale e all’insegna del solito refrain: sui social trionfano i toni demagogici. In realtà sul web sia Borgonzoni che Bonaccini appaiono sostanzialmente alla pari, nonostante il secondo parta da una fanbase molto più esigua di quella dell’avversaria: 170mila follower, tra Facebook, Twitter e Instagram, contro 266mila. Borgonzoni in tre mesi ha raggiunto 2,6 milioni di interazioni. Salvini, che sta cannibalizzando la sua candidata, traina la campagna elettorale con post che “nazionalizzano” la competizione, virando di quanto in quando su contenuti legati alle tradizioni culinarie e gastronomiche della regione (dal video in cui bacia la Coppa a quello sulla preparazione dei cappelletti). Il centrosinistra, che punta sulle questioni locali, nemmeno rincorre.

Per dire: Nicola Zingaretti, segretario del Pd, ha fatto venti post sulle elezioni con 31.200 interazioni. Nulla a che vedere con i 18 contenuti di Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), per un totale di 235mila interazioni. Che la posta in gioco sia davvero alta lo dimostra anche il fatto che le conversazioni in rete, nei tre mesi presi in esame, sono state monopolizzate dalle elezioni emiliane: ben il 75% delle quasi 400mila uscite social, pubblicate a livello nazionale e che contengono la keyword Emilia Romagna, si riferiscono all’appuntamento con le urne del 26 gennaio.
Bonaccini in rete cavalca il tema della sanità e dell’occupazione. Borgonzoni punta sulla tassazione (tra plastic tax e sugar tax) e sulla sicurezza. Tra i due contendenti si ritagliano però ampio spazio le Sardine: è quella del loro movimento la storia che ha dominato sulla narrazione delle elezioni. Le prime tre notizie che hanno fatto più presa in termini di condivisioni (oltre 875mila) riguardano loro, Mattia Santori e Co. Probabilmente i principali contrappesi allo strapotere social di Salvini.

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