Come proteggere le elezioniParte l’inchiesta parlamentare sulle interferenze straniere nella democrazia italiana

Secondo Lia Quartapelle è necessario garantire ai cittadini un habitat informativo non inquinato. Approvata in commissione Esteri, l’indagine avrà il compito di verificare i casi di ingerenza, in particolare russa, nei confronti del nostro processo democratico

Indagare sul ruolo delle potenze straniere nelle dinamiche della democrazia italiana: sarà questo il compito dell’indagine parlamentare che la Commissione Esteri ha deciso di far partire su iniziativa della deputata Lia Quartapelle del Partito democratico. Dopo il Parlamento inglese e il Congresso americano, anche il Parlamento italiano sarà oggetto di verifiche e di controlli per stabilire se ci sono stati casi di ingerenza estera nei confronti del nostro processo democratico. “I recenti casi politico-giudiziari relativi a presunte ingerenze nelle competizioni elettorali statunitensi ed europee” si legge nel testo dell’indagine, “hanno fatto emergere come scottante questione di politica estera il tema delle interferenze da parte di attori statuali e non statuali sui sistemi democratici, che hanno visto coinvolto anche il nostro Paese”. In particolare, spiega a Linkiesta Lia Quartapelle, capogruppo Dem in commissione Esteri alla Camera, «per quanto riguarda le sollecitazione in ambito Copasir e le indiscrezioni che vedrebbero ingerenze russe anche sul voto italiano». «Ci sono poi le interferenze cinesi, non propriamente legate alla politica, che riguardano la questione dei dati trattati da Huawei. Più in generale, questa vuole essere una forma di indagine sulle orme di quelle americana e britannica».

«Il primo aspetto da chiarire – continua Quartapelle – è il fatto che questa indagine non è stata attivata per giudicare cosa è giusto e cosa no per un elettore, al contrario, noi vogliamo essere certi che i cittadini possano esprimere le proprie preferenze, liberi da ombre esterne. Questo vale sia per il dibattito pubblico, sia per le fake news propagate da account stranieri. I nostri elettori devono sapere dove si informano e come, e sopratutto devono conoscere l’ambiente in cui lo fanno, e se esso è inquinato o meno».

Una sfida cruciale per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea e dell’Italia: «Sapere se forze estere sono intervenute nelle dinamiche nostrane è un nostro dovere. Anche perché nessuno è a conoscenza di quanto sia grande questo problema, magari scopriamo che non è così grave, vorremmo capirlo, in quanto, perlomeno in politica estera, ci sono delle attività online decisamente sospette», conclude la capogruppo del Pd. L’attività d’indagine, inoltre, si articolerà in audizioni di tutti gli attori coinvolti nelle faccenda. Compreso, pertanto, il premier Giuseppe Conte.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta