Cronache dall’impeachmentUcrainagate, parte il processo e si litiga su tempi e testimoni. Il team di Trump va al contrattacco

Per i legali del presidente gli articoli sono «costituzionalmente invalidi». Intanto accusa e difesa hanno 24 ore di tempo in due giorni per presentare le loro motivazioni. Si prevedono udienze fino a tarda notte. I dem vorrebbero sentire anche Bolton e Mulvaney

SAUL LOEB / AFP

Oggi inizia ufficialmente il processo a Donald J Trump
Oggi inizia ufficialmente il processo in Senato contro il presidente Donald J Trump, accusato dalla Camera dei Rappresentanti di «alti crimini e delitti», nello specifico di abuso di potere e di ostruzione al Congresso. All’una del pomeriggio il leader della maggioranza in Senato, il repubblicano Mitch McConnell, metterà ai voti una risoluzione per stabilire le regole e le procedure del processo. Una volta concordate le procedure, ciascuna parte esporrà il proprio caso. La proposta di McConnell prevede che le due parti – accusa e difesa – abbiano 24 ore spalmate su due giorni di 12 ore l’uno per la presentazione dei rispettivi casi. Per l’impeachment di Clinton le 24 ore furono spalmate su quattro giorni. Si conferma la strategia dei Repubblicani: fare in fretta e magari votare anche a notte fonda, evitando la prima serata televisiva. Glenn Kirschner commentatore di MSNBC ha detto in televisione che McConnell «sta tentando di seppellire l’impeachment a notte fonda per nascondere l’ingiustizia». Con questi ritmi il processo potrebbe concludersi dentro il 4 febbraio, giorno in cui Trump pronuncerà il discorso sullo stato dell’Unione davanti al Congresso.

La lotta sui testimoni
La disputa più grande tra Democratici e Repubblicani riguarda la possibilità di chiamare nuovi testimoni, ovvero testimoni che per ragioni diverse non hanno potuto essere ascoltati durante l’indagine condotta alla Camera. In particolare i Democratici vorrebbero chiamare a testimoniare l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e il capo di gabinetto Mick Mulvaney e non escludono neanche di chiamare l’ex socio di Rudy Giuliani Lev Parnas, l’uomo che in questi giorni ha coinvolto direttamente Trump nella campagna di delegittimazione dell’ex ambasciatrice in Ucraina Marie Yovanovich. I Democratici vorrebbero che il voto sulla possibilità di chiamare nuovi testimoni avvenga subito, prima delle arringhe delle due parti e sperano anche che quattro senatori repubblicani – tanti ne servono – votino a favore. I Repubblicani al contrario non vogliono la presenza di nuovi testimoni e vogliono rimandare questo voto a dopo che le due parti – difesa e accusa – avranno presentato i rispettivi casi.

L’attacco preventivo della difesa di Trump
Lunedì il team legale di Donald Trump ha presentato una nota legale in vista del processo di martedì. Nella nota di 110 pagine – che riprende la risposta di sei pagine presentata sabato sera – definisce gli articoli «costituzionalmente invalidi» e afferma che sono «un pericoloso attacco al diritto del popolo americano di scegliere liberamente il proprio presidente«- –contesta sia la sostanza delle accuse contenute negli articoli sia la procedura, senza però entrare mai in una vera difesa. The Atlantic ha visto nella nota dei difensori di Trump non «un argomento legale, ma un ululato di rabbia» di un animale ferito. «Il presidente Trump nega categoricamente e inequivocabilmente ogni accusa in entrambi gli articoli di impeachment», si legge nel documento. Il team legale sostiene che il primo articolo di impeachment, abuso di potere, «non asserisce affatto alcun crimine, figuriamoci la definizione di “alti crimini e delitti “, come richiesto dalla Costituzione». A sostenere questa ipotesi sono citate le ripetute smentite del presidente ucraino Volodymyr Zelensky secondo cui non c’è stata nessuna pressione da parte di Trump durante la telefonata del 25 luglio. Per quanto riguarda il secondo articolo di impeachment – ostruzione al Congresso – il team legale di Trump afferma che l’amministrazione «ha risposto in modo appropriato alle citazioni e ha identificato i loro difetti costituzionali». Il rifiuto della Casa Bianca di cooperare con l’indagine sull’impeachment secondo la difesa è un normale sforzo di esercitare la sua autorità nel ramo esecutivo.

La risposta dei democratici
I democratici hanno risposto lunedì alla nota legale dei difensori di Trump insistendo sul fatto che l’impeachment è stato introdotto nella Costituzione proprio per permettere al Senato di rimuovere Presidenti che, come Trump, abusano del loro potere per truffare le elezioni, tradire la nostra sicurezza nazionale e ignorare i meccanismi di controllo e equilibrio tra i tre rami del governo. Il fatto che il Presidente Trump «creda altrimenti e insista che è libero di mettere in atto di nuovo gli stessi comportamenti, evidenzia il continuo pericolo che pone alla Nazione se gli è permesso di rimanere Presidente».

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