La saga del prof del reddito di cittadinanzaI precari Anpal, Pd, Italia Viva, Leu, Catalfo contro il padre dei navigator Mimmo Parisi. E lui? È in Mississippi

Il guru italoamericano, messo all’angolo dalla maggioranza e anche dalla ministra Cinque Stelle, si trova in negli Stati Uniti a trattare la sua aspettativa dall’università. Intanto vengono presentati emendamenti al milleproroghe contro il suo piano. Ieri lavoratori di nuovo in piazza

Continua la lunga saga dei precari dell’Agenzia nazionale per le politiche attive, Anpal. Quella guidata dal “padre dei navigator” Mimmo Parisi, il prof del Mississippi voluto in Italia da Luigi Di Maio per tenere le redini del reddito di cittadinanza. Ora, in sostegno dei precari storici dei centri per l’impiego sono scesi i deputati di maggioranza di Pd, Leu e Italia Viva, con la presentazione di emendamenti ad hoc nel decreto Milleproroghe che contrastano il “piano Parisi” di sole 400 stabilizzazioni su oltre 650 lavoratori, come invece prevede la legge salva imprese. E pure dal ministero del Lavoro della 5S Nunzia Catalfo è arrivato l’impegno a non approvare il piano industriale presentato dal presidente di Anpal finché non si concluderà l’iter legislativo.

Le delegazioni degli operatori precari di Anpal ieri sono arrivate da tutta Italia per manifestare ancora sotto il ministero del Lavoro. Chiedendo che della loro stabilizzazione si occupi ora la ministra Catalfo, dopo che il presidente di Anpal in questi mesi ha continuato a portare avanti il suo piano di sole 400 assunzioni, in contrasto con gli stessi impegni del Ministero e del governo. Mentre alla Camera, Leu e Italia Viva, con il sostegno del Pd, hanno presentato due emendamenti al decreto milleproroghe che stanziano 10 milioni di euro di risorse per la stabilizzazione dell’intera platea dei professionisti delle politiche attive.

Dopo aver incontrato alcuni rappresentanti dello staff della ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, la delegazione dei precari ieri è stata ricevuta anche da alcuni deputati della maggioranza di governo di Pd, Italia Viva e Leu (Gribaudo, Moretto, Fassina e Fratoianni) . «Se il ministero non si occupa del professor Parisi e della sua cattiva gestione delle politiche attive, il reddito di cittadinanza rimarrà un sussidio inconcludente. Le mancate risposte ai precari Anpal servizi e il ritardo del costosissimo software per l’incrocio di domanda e offerta di lavoro sono esemplari», le parole della vicecapogruppo del Pd alla Camera, Chiara Gribaudo.

«La stabilizzazione dei precari di Anpal è funzionale alla piena attuazione della fase due del reddito di cittadinanza, quella che prevede la ricerca di un lavoro per i percettori del sussidio e che invece non sta funzionando», spiegano i portavoce delle Clap, il sindacato autonomo maggiormente rappresentativo dei precari nell’agenzia, con cui la ministra Catalfo ha da tempo avviato una interlocuzione e che Parisi si rifiuta invece di incontrare.

La posizione del guru italoamericano – volato qualche giorno fa in Mississippi per chiedere il rinnovo della aspettativa dalla Mississippi State University (decisiva per la sua permanenza in Italia) e in queste ore impegnato dall’altra parte dell’Oceano nelle riunioni dello State Workforce Investment Board governativo (di cui risulta ancora membro, nonostante la carica di presidente di Anpal sia incompatibile con altri incarichi) – a questo punto risulta indebolita. Anche perché, a quasi un anno dalla erogazione dei primi assegni del reddito di cittadinanza, la fase due in alcune regioni non è neanche partita e del famoso software non si vede neanche l’ombra (l’ultimo annuncio fatto da Parisi dalle colonne del Sole 24 Ore è che dovrebbe essere pronto entro l’estate).

Il piano riproposto dal professore prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 437 lavoratori: 404 interni e 33 data scientist, probabilmente da impiegare nel suo progetto del software Italy Works. Dal ministero del Lavoro, però, assicurano che non intendono ostacolare gli emendamenti al milleproroghe presentati dai deputati di maggioranza, mettendo di fatto in stand by l’approvazione del piano presentato da Parisi al cda qualche settimana fa. Il guru italoamericano, prima della sua partenza, da parte sua ha provato a ricucire i rapporti con Cgil, Cisl e Uil, dopo aver fatto in un primo momento saltare del tutto le interlocuzioni sindacali sulle stabilizzazioni, provocando l’irritazione della ministra Catalfo. Che, stanca dei continui passi falsi nella trattativa e visti anche gli scarsi risultati incassati, ora starebbe anche pensando di rimpiazzare Mimmo Parisi alla guida di Anpal.

L’ipotesi è in campo. Ma l’altra anima del governo, il Pd, sembra del tutto assente sul fronte lavoro. Tanto che, dopo mesi di tira e molla, a capo della commissione Lavoro del Senato, in sostituzione di Catalfo, è stata scelta la grillina Susy Matrisciano e non il Dem Tommaso Nannicini.

Intanto, mentre Parisi continua a inviare email ai dipendenti di Anpal, elogiando i risultati dell’agenzia – «Dear Colleague… abbiamo delineato un piano industriale per i prossimi anni veramente ambizioso», scriveva nell’ultima comunicazione dello scorso 30 gennaio – il prossimo appuntamento con i sindacati per approvare il piano delle stabilizzazioni ora è fissato per il 13 febbraio. «Se verranno stanziate le risorse necessarie nel milleproroghe, Parisi non avrà più alcun alibi per la stabilizzazione completa», dicono i precari dalla piazza. Che hanno aperto la manifestazione con lo striscione “Isoliamo il virus della precarietà”, indossando delle mascherine bianche, in riferimento alla ricercatrice precaria dello Spallanzani Francesca Colavita ma anche per dire che «la piaga del Paese che produce danni materiali rilevanti è proprio la precarietà». Alcuni di loro hanno alle spalle anche 18 anni di esperienza nel campo delle politiche attive e ora rischiano di esser lasciati a casa proprio da chi dovrebbe trovare un lavoro a chi l’ha perso.

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Linkiesta Paper Estate 2020