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Foto AP
Questa è la prima newsletter di Gastronomika, arrivata venerdì a tutti gli iscritti. La lasciamo anche a voi, ma se volete leggere le prossime potete iscrivervi qui!

Con il Direttore ci siamo visti dal vivo solo due volte, tre se consideriamo il colloquio in cui ci siamo conosciuti. La prima volta davanti a un tè verde, in un bar di fianco alla redazione. La seconda ai tavolini di un mercato coperto milanese, e oltre al tè c’erano le chiacchiere. La terza, quella ufficiale, quella in cui abbiamo deciso che quel progetto sarebbe diventato reale, in un ristorante di cucina siciliana.

La redazione si è incontrata pochi giorni dopo, davanti a un pain au chocolat (Che poi non c’era ed è diventato una tropezienne, ma non è questo il punto, vero? Comunque, sempre di Francia avevamo voglia. Voglia poi soddisfatta). Abitudini lontane, segno che Gastronomika doveva nascere diversa, libera, e parlare di ristoranti, chef, viaggi, cucina e cibo.

Il lockdown ha fermato il fermento, e ha bloccato la sua nascita. Ma dopo un primo momento di sconforto, davanti a una bottiglia di champagne (a dire la verità solo del Direttore…!) e rigorosamente in call, abbiamo deciso che proprio per la sua evoluzione, Gastronomika non potevamo fermarla.

Perché raccontare la storia del cibo, la storia contingente di come sta cambiando oggi, anche con l’arrivo di questo virus, ci permette di comprendere meglio e di narrare la grande storia che stiamo vivendo. E anche se il periodo sembrerebbe il peggiore per cimentarsi in un nuovo magazine dedicato al cibo, proprio in questi giorni ci siamo resi conto di quanto preparare ricette per la famiglia sia una parte determinante del nostro benessere quotidiano.

Quando, all’inizio della quarantena, ho proposto al Direttore se potevamo scrivere una ricetta al giorno su Linkiesta, credo che la risposta sia stata positiva solo perché era troppo occupato per dire di no. Ma quando la ricetta della pizza vi ha conquistati, e l’avete replicata ringraziandoci, ci siamo resi conto di essere sulla strada giusta.

Abbiamo bisogno del conforto della cucina, e soprattutto – come professionisti dell’informazione – sentiamo impellente l’esigenza di dare voce a tutto il comparto agroalimentare che è in prima linea e sta lavorando senza sosta per garantirci una quarantena serena, almeno dal punto di vista alimentare.

Vogliamo dar voce a tutti i professionisti del settore, ristoratori, pizzaioli, aziende, delivery, GdO, piccoli artigiani: perché narrare le loro storie di oggi significa avere più chiara la grande storia che stiamo vivendo. Raccontare la loro rinascita, che speriamo non tardi ad arrivare, ci permetterà di tratteggiare una parte importante dell’Italia del futuro e della grande cucina italiana che verrà.

Qualcuno vuole un caffè ? Noi siamo quasi pronti per prenderlo insieme, ciascuno a casa sua, leggendo tutti gli articoli più intriganti che abbiamo selezionato per voi questa settimana o preparando un buon pane, con il nostro compagno di quarantena prediletto: il lievito !

Vi aspetto online, nel frattempo: buona cucina!

Anna

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