La malattia si spostaL’America Latina è il nuovo epicentro della pandemia

Secondo l’Oms, il Sudamerica ha ormai superato Europa e Stati Uniti per numero quotidiano di nuovi contagiati. Il Brasile è il secondo Paese al mondo dopo gli Stati Uniti di Trump, il quale ha bloccato i voli proprio dal paese guidato da Bolsonaro

Evaristo Sa/AFP

Secondo l’Oms Brasile e America Latina sono il nuovo epicentro della pandemia. I dati giornalieri di contagi e decessi hanno ormai superato Europa e Stati Uniti per numero quotidiano, e una buona parte vengono dal Brasile.

I Paesi meno colpiti invece, al momento, sono Argentina, Venezuela e Paraguay, anche le sfere politiche ritengono che il picco dei contagi non sia ancora passato.

Il Brasile di Bolsonaro è sicuramente quello più in difficoltà. I contagi sono circa 365.000, secondo Paese al mondo dopo gli Stati Uniti. I decessi sono quasi 23.000 con un ritmo di crescita prossimo a 1.000 ogni 24 ore. Le misure di distanziamento procedono in ordine sparso, e Stati e municipi decidono aperture e chiusure senza rispettare l’orientamento del governo federale.

Gli Stati Uniti hanno inoltre deciso di bloccare i voli e di sospendere dal prossimo 28 maggio l’ingresso nel Paese a chiunque sia stato in Brasile nei 14 giorni immediatamente precedenti il loro arrivo.

Mentre la federcalcio dello stato carioca, nonostante tutto, ha già fissato la ripresa del campionato statale, interrotto a metà marzo, al 14 giugno.

Ad oggi la situazione che preoccupa maggiorate è quella nelle favelas e nelle periferie, dove molti sono i decessi nelle abitazioni.

Dopo i primi contagi e alcuni disordini sociali, il Venezuela ha saputo isolarsi dal resto del mondo con rapidità – in forza anche delle sanzioni e dei pochissimi collegamenti aerei già in essere. Il governo di Maduro notifica ufficialmente appena un migliaio di positivi e 10 vittime. Numeri che tuttavia sono poco credibile, anche in vista di quello che disse a Linkiesta Juan Guaidó.

«Abbiamo raggiunto a malapena un centinaio di letti per le terapie intensive. Gli ospedali pubblici non hanno condizioni igieniche di base, come l’acqua potabile. Aggiungete le interruzioni quotidiane di energia, i miseri stipendi dei professionisti medici e infermieristici. Il Venezuela non è pronto ad affrontare questa pandemia».

Argentina e Paraguay hanno invece imposto un lockdown rigido sin dall’inizio, con divieti di spostamento e chiusura delle frontiere. L’Argentina ha “soltanto” 12.000 contagi e 450 morti, mentre il Paraguay riapre i negozi ma lascia le frontiere chiuse con il Brasile, non ha un solo paziente Covid ricoverato in terapia intensiva e i contagi sono appena 862 e i morti 11.

In Cile la situazione è critica: ci sono 66.000 contagi e 673 morti. Mentre l’Ecuador è il Paese con i peggiori numeri pro-capite del continente. Le vittime sono ufficialmente 3.100, ma si ritiene siano almeno il doppio.

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