EstateL’Austria non vuole riaprire il confine con l’Italia

Lo ha comunicato con un tweet il cancelliere Sebastian Kurz. La risposta del ministro Amendola: «Non è tempo di spot o proclami unilaterali». La Commissione ha invitato gli Stati a non prendere accordi bilaterali che escludano altre nazioni europee

Sebastian Kurz
JOE KLAMAR / AFP

«Come governo federale, vogliamo fare tutto il possibile per pubblicizzare le vacanze in Austria e mostrare alle persone che le vacanze in Austria sono sicure. Non apriremo i nostri confini ai paesi che non hanno ancora il controllo della situazione».

Con un tweet il 32enne cancelliere austriaco Sebastian Kurz, riaccende la polemica sugli accordi turistici bilaterali e il rischio che alcuni Paesi come l’Italia (ma anche Francia e Spagna) vengano esclusi dai flussi turistici perché il rischio contagi è ancora alto.

«Gli ospiti devono sentirsi a proprio agio e al sicuro come quasi in nessun altro Paese al mondo. Faremo di tutto per non mettere in pericolo la nostra salute e mantenere basso il contagio», ha detto Kurz.  «I confini con l’Italia e la Slovenia non si apriranno così rapidamente perché sono delicati».

Già Repubblica Ceca, Slovacchia e Croazia hanno pensato ad accordi tra loro, consentendo collegamenti facilitati tra i cittadini dei reciproci paesi.  «Questa crisi ci richiama alla solidarietà. Nessuno Stato può uscirne da solo», aveva detto infatti il commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton, avvertendo gli Stati durante un incontro coi ministri del turismo dei 27.

In realtà, la Commissione non ha competenze dirette nell’ambito del turismo, sul quale governano i singoli stati. Ma ha comunque proposto un pacchetto di orientamenti e raccomandazioni per consentire che le vacanze si possano fare davvero in tutta Europa. Intanto, eliminando tutte le restrizioni tra le aree o gli Stati membri che hanno un quadro epidemiologico simile, poi invitando gli Stati a garantire a tutti i cittadini europei che saranno previste misure di contenimento durante l’intero viaggio (non solo al confine) e soprattutto rispettando il principio di non discriminazione, ovvero consentendo a tutti i cittadini di spostarsi sul proprio territorio nazionale, così come nelle aree che saranno state rese accessibili.

Non è detto che i Paesi europei rispetteranno queste raccomandazioni, ma non si può escludere dal tavolo gli accordi bilaterali. Per questo è intervenuto subito il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola: «Chiudere i confini esterni per invogliare il turismo in Austria non mi sembra una trovata sensazionale. Noi lavoriamo in coordinamento con la Commissione europea per una gestione delle frontiere coordinata in base ai dati epidemiologici. Non è tempo di spot o proclami unilaterali, ma di intenso lavoro per unire l’Europa in questa fase delicata».

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