Conteggi e contagiIl Trentino in coda per numero di malati, ma la giunta leghista li conta a modo suo

La rivoluzione del Covid ha shakerato tutto e così succede che mentre Trapani e la sua provincia si avviano verso la fine della pandemia - nessun nuovo caso in 14 giorni - quella di Trento invece bluffa sulle modalità di conteggio. Il Ministero della Salute ha spiegato che dietro il metodo trentino c’è il «fraintendimento» di una circolare

MIGUEL MEDINA / AFP

Trento e Trapani poli opposti eppure legate come non mai, punta nord e punta sud, una sempre prima nelle classifiche del buon vivere ( ma sarà vero?) l’altra sempre, o quasi, ultima.

Trento e Trapani, l’alfa e l’omega, una asburgica e ordinata, l’altra mediorientale e piena di contrasti. 

Eppure la rivoluzione del Covid ha shakerato tutto e così succede che mentre Trapani e la sua provincia si avviano verso la fine della pandemia – nessun nuovo contagio da 14 giorni – quella di Trento invece bluffa sui dati dei contagiati. Ad averlo scoperto è un quotidiano locale, Il Dolomiti, con un’inchiesta di Luca Pianesi. 

Che si è fatto la domanda più semplice di tutte. «Come si trasforma il Trentino da uno dei quattro territori d’Italia più in difficoltà nel rallentare l’epidemia da coronavirus in quello, all’improvviso, più virtuoso? Come siamo riusciti da un giorno all’altro a far precipitare la curva del contagio in una delle zone più problematiche del Paese, quella che al 7 maggio (dati Ministero della Salute) aveva l’incidenza di contagio più alta per popolazione residente dopo solo la Valle d’Aosta e davanti anche alla Lombardia?».

La risposta è semplice, la Provincia, amministrata dal leghista Maurizio Fugatti e l’Azienda sanitaria hanno deciso di cambiare la comunicazione dei dati alla Protezione Civile dopo il 30 aprile, in seguito all’emissione di una circolare del Ministero della Sanità.

Da Trento veniva segnalato non più l’incremento dei casi totali ma l’incremento dei nuovi casi con sintomi insorti negli ultimi 5 giorni mentre nel resto d’Italia si continuava – correttamente – ad inserire i dati perfettamente in linea tra il prima e il dopo la circolare. Insomma con il “metodo Trentino” si può passare di colpo dalla coda alla testa della speciale classifica dei contagi. E che i conti non tornavano se ne era reso conto anche Davide Bassi, ex-rettore dell’Università di Trento. Ai suoi interrogativi ha risposto il Ministero della Salute, mentre i vertici della Provincia mantenevano il silenzio. 

«Per quanto riguarda “il criterio dei 5 giorni” – scrivono dal ministero al Professore che ha pubblicato tutto sul suo blog, si tratta di un evidente fraintendimento del contenuto dei seguenti documenti pubblicati in data 30 aprile». Il “metodo trentino” mischia il dato dei “casi totali” con i contagi degli ultimi 5 giorni con un risultato che potrebbe essere grottesco: far diventare la provincia autonoma l’unico posto al mondo ad avere più persone guarite che contagiati.

Bassi concede in ogni caso il beneficio del dubbio alla provincia autonoma: «Non credo sia stato fatto apposta, anche perché a quel punto la Provincia avrebbe comunicato anche localmente solo i dati dei contagi più recenti. Credo però ci sia una carenza organizzativa che provoca questa costante difformità di dati, che spesso ho rilevato anche sulla comunicazione del numero dei decessi». Anche se, nella sua risposta, il dottor Paolo Bordon, dirigente generale dell’Azienda Sanitaria locale, ha spiegato che i dati trasmessi dal Trentino si basavano sulla nuova circolare del ministero, la stessa che da Roma giudicano fraintesa.

Ora, se di mezzo non ci fossero morti e sofferenze ci sarebbe comunque da ridere.

Evidentemente a Trento non basta figurare sempre al primo posto tra le città italiane più vivibili. Vogliono essere anche tra i primi a fregiarsi della patente covid-free. Magari la prossima volta proveranno con un ottimo photoshop a vendere oltre le meravigliose montagne locali anche una di quelle spiagge tipiche trapanesi dal mare cristallino.

La questione invece è seria, molto. Fugatti è uno di quelli che spinge a riaprire tutto e subito. Peccato che i suoi dati siano falsi e che da Roma nessuno ha ancora detto nulla. E se il caso trentino non fosse l’unico?

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