Auto fake newsL’élite di Putin è così abituata a raccontare balle da credere alle bufale sul coronavirus

Fazzoletti imbevuti di candeggina, “badge antivirus”, vitamine e soprattutto niente mascherine: per i politici russi la propaganda è il miglior rimedio possibile al rischio di contagio

russia coronavirus
Kirill KUDRYAVTSEV / AFP

Ai Paesi amici, o aspiranti tali, Mosca manda ventilatori autocombustibili, mascherine  e test che le autorità russe pubblicizzano come tra i migliori al mondo. Al Cremlino però si fidano di più dei “badge antivirus”, come quelli sfoggiati da numerosi deputati della Duma: enormi spilloni di plastica che dovrebbero creare intorno a chi li porta una cupola d’aria disinfettata.

Dal suo letto d’ospedale, dove è ricoverato per polmonite bilaterale da Covid-19, il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov rimpiange il “badge” che si era tolto dopo essere stato perseguitato dall’ironia dei giornalisti: «Non escludo di aver sbagliato a togliermelo», ha raccontato al Kommersant. Nelle foto in cui sfoggiava il badge, l’addetto stampa di Putin non indossava la mascherina, assente anche sui volti di altri funzionari e ministri presenti, anche se nell’intervista sostiene di aver “rispettato tutte le regole” della sicurezza anti-contagio.

Niente mascherina anche per il capo della Duma Vyacheslav Volodin, che rifiuta di mettersela con la scusa di essere «seduto troppo distante» dagli altri deputati. Su suo ordine anche tutti i relatori in aula devono togliersela, perché altrimenti i loro discorsi diventano dei “buu-buu”, come li definisce il responsabile della camera bassa del parlamento russo.

Il primo a obbedire è il ministro della Sanità Mikhail Murashko, incurante della multa di 4 mila rubli (circa 50 euro) prevista per qualunque moscovita che appare in un luogo pubblico senza mascherina o guanti. Molti deputati rispettano l’obbligo di mascherine, ma ci abbinano anche i “badge antivirus”, in varie fogge e colorazioni. Quello di Peskov sembrava appunto un badge, di quelli da conferenza, una tessera plastificata verde con scritto AirDoctor, pinzata al bavero della giacca.

Quelli dei parlamentari variano da tesserine con un laconico “Blockator” stampato in rosso a enormi spille di plastica a forma di scudo crociato, indossate sotto il distintivo di onorevole a forma di tricolore russo. Il deputato Dmitry Svintsov ha raccontato ai giornalisti di fare ricorso a tutti gli strumenti anti-virus – “zenzero, mascherina, vitamina C, guanti, ginnastica, badge, qualunque stronzata che gira in Internet” – pur di non ammalarsi.

Le stronzate che girano in Internet in Russia sono teoricamente passibili di multa per diffusione di fake news sul Covid-19, ma quelle per ora vengono applicate soprattutto ai medici che denunciano la carenza di dispositivi di protezione e l’occultamento dei dati reali sulla mortalità.

I “badge” invece vengono sfoggiati dai più altolocati personaggi del Paese. Si vendono online, in siti sgrammaticati dai quali è impossibile risalire all’origine del produttore, e in qualche farmacia, costano intorno ai 10-12 euro, e promettono di eliminare per un mese intero qualunque germe intorno al felice portatore.

Da notare che tutte le versioni dei “badge bloccavirus” vengono pubblicizzate come “ultimissima scoperta degli scienziati giapponesi” e le confezioni recano vistosi geroglifici: mentre in Occidente qualcuno confida nella bravura superiore dei virologi inviati da Mosca, magari perché ammantati del mito della guerra batteriologica e dei segreti militari sovietici, i russi preferiscono innamorarsi del mito tecnologico del Giappone sommato a un pizzico di mistero orientale.

Anche se di misterioso c’è ben poco: i siti che vendono i badge non nascondono il loro contenuto, pezzuole imbevute di ClO2, diossido di cloro, una sostanza altamente tossica utilizzata nello sbiancamento della carta, trattamento dell’acqua e nella disinfezione, un parente prossimo della candeggina già pubblicizzata come rimedio antivirus da Donald Trump.

Pur essendo un disinfettante, è ovviamente incapace di “uccidere i germi” intorno al proprietario del badge, meno che mai per un mese intero, e diversi enti per la salute di vari Paesi, dagli Usa al Qatar, mettono in guardia o addirittura proibiscono la vendita di queste spillette miracolistiche. Che a quanto pare, non c’entrano nulla con il Giappone: l’indagine del sito Meduza.io rintraccia i commercianti di badge fino a Vladivostok, e potrebbero benissimo essere stati prodotti in Russia.

Insomma, una truffa da televendita, che però incanta l’élite di un Paese il cui governo si vanta di avere una mortalità per coronavirus 7 volte inferiore alla media mondiale. Perché in Russia, il coronavirus è la malattia dei VIP, anche perché i primi casi sono stati tutti “importati” dall’Italia, e le babushke delle Rsa siberiane difficilmente vanno a sciare e fare shopping a Milano.

I servizi fotografici sui primi pazienti dell’ospedale speciale di Kommunarka – quello dove Vladimir Putin fece la sua memorabile comparsa in veste anticontagio gialla – colpivano per la quantità di tute sportive firmate e facce lisciate dal botox. Il coronavirus ha contagiato diversi membri del governo, a partire dal neopremier Mikhail Mishustin, numerosi deputati e governatori, ha mandato in  ospedale star dello spettacolo e oligarchi, e ha decimato il clero ortodosso dei monasteri e delle chiese più “in” di Mosca.

La Russia è al secondo posto al mondo per numero di contagi e gli esperti continuano a posticipare l’arrivo previsto dell’agognata fase della “curva piatta” di settimana in settimana. E con una classe dirigente che si affida a spillette che creano una “cupola disinfettante” si capisce anche il perché.

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