Spesa sospesaRoma a domicilio, la spesa è solidale

L’iniziativa del terzo municipio della Capitale: tra social network e volontariato, la solidarietà spezza l’isolamento e consente di far arrivare il cibo alle famiglie indigenti

“Terzo a domicilio, non laviamocene le mani!”: con un post su Facebook comincia l’avventura solidale del III municipio di Roma. Un’area nel quadrante Nord-Est della città che conta più di 200.000 abitanti. Sin dall’inizio del lockdown, le istituzioni e le realtà associative di zona si impegnano per la creazione di una rete di aiuto. Sono in particolare Csa Astra, Grande Come una Città, Lab Puzzle e Nonna Roma a creare Terzo a Domicilio. Al 15 marzo il loro obiettivo è quello di portare la spesa e i farmaci a casa di anziani e disabili che non possono uscire.

Si cercano volontari, si affida a ciascun richiedente un volontario che sarà incaricato della sua spesa. Viene attivato un numero di telefono dedicato. Come ha affermato Simona De Gennaro di Astra durante una live dal titolo “Solidarietà Virale”: «Non si tratta solo del pacco alimentare, ma anche di un intervento rispetto all’isolamento sociale. La spesa a domicilio è riuscita a mettere in relazione un volontario o una volontaria del quartiere con una persona che in questo momento vive in uno stato di isolamento».

I buoni spesa del Comune non arrivano, come in tutta Roma (al 16 aprile si parlava di 70.000 richieste). Nel municipio c’è chi ha perso il lavoro, è precario o è fermo perché lavorava in nero. Si lancia quindi la “Spesa Sospesa”, per cui servono con urgenza donazioni di pasta, riso, olio d’oliva, prodotti in scatola, latte, zucchero, biscotti, caffè, omogenizzati e altri prodotti per l’infanzia, prodotti per l’igiene e per i bambini, disinfettante per le mani. Chiunque può fare la spesa in uno dei supermercati coinvolti, lasciarla in un punto di raccolta, oppure chiamare per un ritiro a domicilio. I volontari diventano più di 200, raccolgono i prodotti, assemblano i pacchi e li consegnano il sabato, con le proprie macchine. Dentro ci finiscono anche dei libri. Le famiglie crescono, all’inizio di Maggio sono quasi 300.

Intanto le iniziative solidali in tutta Roma si moltiplicano, ma com’è nata in questo quartiere una comunità così attiva e collaborativa? «Qui ci sono centri sociali, che lavorano insieme da più di un anno e funzionano come una rete che ha catturato persone che non facevano politica e hanno cominciato in tanti modi diversi». A Christian Raimo, scrittore e giornalista nonché Assessore alla Cultura di questo municipio, si deve l’ideazione di Grande come una città, la realtà che dialoga con tutte le altre. «In un anno e mezzo siamo riusciti a fare oltre 150 incontri, tra sostegno psicologico, divulgazione scientifica, laboratori di politica, palestre sociali. Nel III municipio abbiamo creato una militanza di tipo culturale».

Nel dialogo non mancano le istituzioni, impegnate per dare una risposta alle molte richieste dei cittadini. Come afferma Maria Romano, Assessore alle Politiche Sociali del III Municipio, sempre all’interno di Solidarietà Virale: «Sino al 25 di marzo avevamo 137 famiglie che richiedevano un pacco di viveri. Al 4 Aprile, abbiamo avuto un aumento di richieste di quasi 150 persone. Al 26 aprile portiamo il pacco ad 800 famiglie. Un numero che continua a crescere. Perché per ora il contributo spesa di Roma Capitale non è riuscito ad arrivare a tutti». I richiedenti vengono individuati dai servizi sociali, talvolta sono i vicini di casa a segnalarli, perché chi ha dei figli, ha paura di vederseli tolti se dichiara di non riuscire a portare cibo in tavola.

E nel futuro, di Terzo a Domicilio che ne sarà? «Sicuramente non smetteremo. Ma sarà impossibile continuare in un modo così impegnativo, perché siamo volontari, ma abbiamo tutti un lavoro. Auspichiamo un maggiore coinvolgimento delle istituzioni e la risoluzione di alcuni punti critici: alcune delle persone indigenti c’erano anche prima, non nascono ora. Quando porti loro la spesa, sai benissimo che non basterà, ma loro ti ringraziano col cuore», afferma Silvia Baralla di Astra, che al Terzo ha creato anche una scuola d’italiano per stranieri.

Intanto Roma Capitale dichiara di aver diffuso oltre 50.000 buoni spesa in tutta Roma, ma rimane l’incognita dei prossimi mesi e di tutti i richiedenti non raggiunti. Cosa succederà quando gli effetti della pandemia continueranno ad abbattersi sui residenti di questo municipio, e su tutta la città?

A Milano, continua la raccolta fondi sostenuta da Linkiesta: potete sostenerla da qui. È Un’iniziativa pubblica e privata che ha già portato cibo a ventimila famiglie in difficoltà. Con una donazione si possono aiutare le associazioni, i volontari e il Comune a consegnare generi alimentari per le prossime settimane. 

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