Tranne Polonia e SveziaIl picco in Europa è stato superato ma la pandemia non è finita

Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) la vetta dei contagi da Covid nel Vecchio Continente sembra essere passata grazie al distanziamento e alle altre misure di contrasto al virus

MARCO BERTORELLO / AFP

La prima ondata di contagio del Covid-19 ha superato il suo picco in tutti i paesi europei, tranne in Polonia e Svezia, ma la pandemia non è finita e «previsioni ipotetiche indicano che un aumento dei casi è probabile nelle prossime settimane».

A dirlo è il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nel suo rapporto aggiornato sul rischio Covid-19. Il consiglio gli Stati membri è pertanto quello di usare molta cautela.

Il 9 giugno, scrive l’Ecdc, nei paesi europei l’incidenza della malattia risultava diminuita dell’80% rispetto al picco del 9 aprile, grazie al distanziamento e alle altre misure di contrasto al virus.

La tendenza, come dimostrano i dati, non è ancora nella fase di diminuzione dell’incidenza della malattia per due Stati membri, che segnalano ancora dei focolai. Ovvero Polonia e Svezia, con quest’ultima che si è contraddistinta per il modello – rivelatosi discutibile – del «lockdown senza blocco».

Gli studi siero-epidemiologici suggeriscono inoltre che l’immunità delle popolazioni resta bassa. L’Ecdc raccomanda inoltre la massima attenzione da parte delle autorità nazionali nell’adottare in questo momento una strategia di monitoraggio rigoroso della situazione epidemiologica.

Test completi a tutti gli individui che presentano sintomi compatibili con il Covid-19, tracciamento dei contatti e una comunicazione che ricordi ai cittadini che la pandemia è tutt’altro che finita. Il messaggio chiave del centro europeo, quindi, è uno: non abbassare la guardia e adeguarsi a una «nuova normalità», perché le nostre azioni ci danno il potere di controllare la diffusione del coronavirus.

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