Corona EconomyIl futuro del reddito di cittadinanza (e dei navigator) e il piano italiano per i fondi europei

Nella newsletter di questa settimana: l’assenza di open data sul lavoro creato dal Rdc, la proposta di un centro per l’impiego in ogni quartiere, le linee guida del Recovery Plan in arrivo, il governo alle prese con rete unica, Alitalia (ancora) e Autostrade (ancora). E poi gli effetti dello smart working sui lavoratori non smart, la vendemmia a rischio e gli annunci che non chiedono il titolo di studio

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SMALL DATA
La fase due del reddito di cittadinanza ha appena compiuto un anno. Quello che è successo in questi 365 giorni e quale impatto abbia avuto l’assunzione dei navigator sul mercato del lavoro, però, è difficile dirlo. Perché manca un sistema trasparente di raccolta dei dati. Ce lo confermano dal ministero del Lavoro: «A oggi non sono presenti open data sull’andamento della fase due del reddito di cittadinanza». Quello che si sa è che i rapporti di lavoro sottoscritti dopo la presentazione della domanda sono 196.046 su oltre 1 milione di beneficiari idonei (di cui 100.779 ancora attivi). Ma non si sa se i percettori abbiano trovato un lavoro grazie ai “patti” sottoscritti nei cpi o se il lavoro se lo siano trovati da soli.

Ma quale flop? In un comunicato del 1 settembre, Mimmo Parisi, presidente di Anpal, dice: «Di fronte a questi numeri non si può negare che il reddito di cittadinanza abbia avuto un impatto positivo, anche grazie all’intervento diretto dei navigator». E in un’intervista a La Stampa sempre Parisi sostiene che il risultato è tutt’altro che modesto.

Cercasi lavoro Ma ci si chiede pure quale sarà il futuro dei quasi 3mila (2.874) navigator, i cui contratti scadranno ad aprile 2021. Piero Fassino ha proposto addirittura di usarli per garantire l’avvio delle attività scolastiche. In sostanza, ha scritto il Foglio, se in origine il ruolo dei navigator era quello di trovare un’occupazione ai percettori del reddito di cittadinanza, ora ci si preoccupa di trovare qualcosa da far fare ai navigator. Nei prossimi mesi, però, si dovrà decidere cosa fare del reddito di cittadinanza (e dei navigator), come è scritto pure nel Programma nazionale di riforma. Ma per fare una valutazione seria, serviranno dati chiari e precisi.

La proposta Pietro Garibaldi su Lavoce.info propone di utilizzare i soldi europei del Next Generation Eu per creare un centro per l’impiego in ogni quartiere, come gli uffici postali. Qualunque disoccupato frequenterebbe il centro per essere profilato e formato, e lì troverebbe le informazioni sui posti vacanti adatti alle sue competenze. Al tempo stesso, ogni impresa dovrà contattare i futuri centri perché convinta di trovare il giusto lavoratore.

 

PAZIENTE ITALIANO
Abbiamo un piano Mercoledì 9 settembre il Comitato interministeriale per gli affari europei (Ciae) presenterà le linee guida per scrivere il Pnrr, che sta per Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, cioè la lista dei progetti da finanziare con i 209 miliardi del Next Generation Eu. A Cernobbio il ministro Gualtieri ha detto che il governo eviterà di disperdere le risorse «in mille rivoli di micro progetti». Tra le priorità ci sono digitale, scuola ed energia. Poco spazio alla sanità, forse perché la maggioranza alla fine potrebbe ricorrere al fondi del Mes. Il Pd, intanto, ha presentato le sue proposte: spicca il congedo di paternità obbligatorio per tre mesi.

Ottimismo Gualtieri prevede che che la riduzione del Pil nell’anno non sarà lontana dalle previsioni del governo di aprile. Potrebbe quindi attestarsi non lontano dal -8%, e in ogni caso – dice – non dovrebbe raggiungere la doppia cifra. E se la crescita economica ripartirà, ci sarà anche spazio per la riforma fiscale, un taglio da 10 miliardi che dovrebbero essere coperti con il contrasto all’evasione fiscale e la riforma del sistema delle detrazioni.

Bugiardino A dettare le istruzioni d’uso dei fondi europei ci ha pensato la scorsa settimana Paolo Gentiloni in audizione in Parlamento. Non basta «un catalogo di spese», ha detto. Entro il 15 ottobre vanno presentate le bozze. Entro fine aprile i piani definitivi, e il primo 10% non arriverà prima di giugno 2021. Mentre sono già disponibili i fondi del programma React-Eu: all’Italia dovrebbero arrivare 15 miliardi. Con questi soldi si potrebbero rafforzare gli sgravi per le assunzioni al Sud.

Agenda In Commissione Bilancio continuano questa settimana le audizioni sul Recovery Plan. Patuanelli, intanto, ha annunciato che nei prossimi giorni convocherà anche i sindacati per un confronto.

In manovra Comincia a prendere forma anche la legge di bilancio. Il governo vorrebbe “prenotare” in anticipo 20 miliardi del Recovery Fund, ma non potranno essere destinati ad altri bonus o a coprire la riforma fiscale. Si punta a prolungare l’ecobonus al 110% e al taglio del cuneo fiscale.

Lo stato dell’arte Dopo quattro mesi di caduta libera, a luglio l’Istat ha registrato un piccolo rimbalzo dell’occupazione, soprattutto femminile. Ma il blocco dei licenziamenti continua a scaricare la crisi su giovani e contratti precari. Da febbraio, si sono persi quasi 472mila posti. Dal ministero del Lavoro si prepara un piano in quattro punti: politiche attive e formazione con il taglio dell’orario di lavoro, riforma degli ammortizzatori sociali, incentivi all’assunzione delle donne, e potenziamento dell’occupazione giovanile con staffetta generazionale, collegamento scuola-impresa e apprendistato.

 

L’EUROPA CI GUARDA
Nella rete La Commissione europea segue le trattative italiane per la rete unica. Bruxelles dovrà esprimersi sull’operazione, e non si esclude l’imposizione di modifiche ai piani di Tim e Cdp. Aiuti di Stato, monopolio, tariffe e regole sulle telecomunicazioni andranno verificati alla luce delle regole europee. E a complicare i piani è arrivata anche la sentenza della Corte di giustizia Ue che ha accolto il ricorso di Vivendi nella sfida con Fininvest, aprendo alla scalata di Mediaset. Si prospetta l’avvio della trattative con i francesi, che sono anche principali azionisti di Tim. Dal Biscione intanto si dicono pronti a investire sulla rete unica: martedì 8 settembre si terrà il cda della società, dal quale si dovrebbero capire le prossime mosse. Mercoledì 9 l’Agcom affronterà la questione in consiglio.

Autostop Il cda di Atlantia ha dato l’ok alla scissione di Aspi. Si dovrebbe procedere quindi alla costituzione di una newco nella quale entrerà Cdp, a cui sarà attribuito fino all’88% di Aspi. Ma resta comunque sul tavolo anche l’ipotesi di vendita diretta dell’intero pacchetto. Il board della holding si riunirà nuovamente giovedì. Lo stesso Gualtieri ha detto che il negoziato «è complesso e delicato». E resta anche qui acceso il faro dell’Ue: la Commissione sta infatti approfondendo le violazioni denunciate dai fondi internazionali.

Mayday Ha già quasi 100 giorni di ritardo e non si sa quando potrà partire. Il decollo della nuova Alitalia pubblica rimane avvolto nel mistero. La ministra De Micheli ha detto che è solo questione di giorni e che ci saranno novità in settimana. I conti, invece, sono molto chiari: nel primo semestre le perdite operative hanno toccato il picco di 427 milioni, e la cassa ormai si è ridotta a poco più di 100 milioni. Mentre da Bruxelles emerge che non sarebbe sgradito affatto un privato pronto a partecipare all’operazione con i 3 miliardi di aiuti statali.

Mayday 2 Dopo la firma sull’accordo per la cassa integrazione, si apre la seconda fase della vertenza Air Italy. Le ipotesi in campo sono: costola di Alitalia o compagnia pubblico-privata con le Regioni dentro.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Smart per pochi Continua la discussione sugli effetti dello smart working. Da Eni si prevede che il 35% dei dipendenti possa lavorare da remoto per sempre. Ma si calcola che per ogni lavoratore qualificato a distanza, si rischiano di perdere fino a cinque posti nei centri delle nostre città. E mentre c’è chi lotta per tenersi un lavoro, gli smart worker americani più ricchi lasciano le big town per spostarsi nelle seconde o terze case al mare o in campagna. Avvertimento per il futuro: potendo contare su una forza lavoro globale, le aziende prima o poi tenderanno a preferire lavoratori da remoto in Paesi dove il lavoro costa di meno.

Chi sale e chi scende Mentre le compagnie americane di trasporto arrancano e licenziano i dipendenti, gli americani in smart working che prima facevano i pendolari non hanno alcuna intenzione di tornare alla normalità. Il che potrebbe avere effetti importanti sulle città di tutto il Paese, scrive Bryan Walsh su Axios.

Effetto Covid Si prevedevano tra le 5mila e le 6mila domande per la procedura di “chiamata veloce” del decreto scuola, che consente ai docenti in graduatoria di fare richiesta per la cattedra a tempo indeterminato in un’altra regione dove i posti sono disponibili (soprattutto al Nord). Sono arrivate invece 2.500 domande: è come dire che uno su due ha rinunciato.

Senza vino Le tre principali confederazioni degli imprenditori agricoli – Coldiretti, Cia e Confagricoltura – lanciano l’allarme al governo sul contratto di prestazione occasionale. “Troppi adempimenti”, dicono. “Serve subito uno strumento snello per avere manodopera in tempi brevi”. O la vendemmia è a rischio.

Senza laurea Riccardo Luna racconta che Spotify cerca il capo degli studios per l’Europa meridionale e orientale. Tra i requisiti richiesti, non c’è il titolo di studio. Senza voler sminuire il valore dell’università, dice, è vero però che nel mercato del lavoro ci sono molti annunci dove il pezzo di carta non è richiesto. Piuttosto, si cercano competenze: quelle su cui si dovrebbe investire. È la cosiddetta “employability”.

 

IL LAVORO CHE VERRÀ L’ultimo Report di Linkedin sulle tendenze nel mercato del lavoro dice che aumenta del 13% il numero di professionisti della sostenibilità. E Milano è al settimo posto a livello mondiale per la concentrazione di green job (Morning Future).

 

PROMEMORIA Oggi si tiene l’incontro tra i nuovi vertici di Confindustria e i sindacati. Martedì 8 settembre arriva la nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia ad agosto, giovedì 10 settembre il dato sulla produzione industriale a luglio. Sempre giovedì, si riunisce il direttivo della Bce. Venerdì 11 sono in calendario i dati Istat sul mercato del lavoro del secondo trimestre e si riunisce l’Ecofin.

 

Ps: Dal 4 settembre, in edicola a Milano e a Roma, si trova un numero speciale de Linkiesta paper dedicato al referendum sul taglio dei parlamentari. Si può già ordinare qui.

Buona settimana,

Lidia Baratta


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