Il risparmio gestitoLe nuove forme di investimento e la loro capacità di “attivazione” della liquidità, secondo Eurizon

Durante il ciclo di conferenze online “R-Evolution” di Assogestioni e FocusRisparmio, sono intevenuti alcuni rappresentati dell’asset di Intesa Sanpaolo. L’obiettivo era raccontare una rivoluzione che investe il nostro modo di stare in società come cittadini che investono nel futuro personale e del Paese

Un ciclo di conferenze online per raccontare una rivoluzione che investe il nostro modo di vivere, di risparmiare, di stare in società come cittadini che investono nel futuro personale e del Paese. È l’iniziativa “R-Evolution” di Assogestioni e FocusRisparmio, arrivata alla sua 11° edizione.

L’obiettivo è quello di far incontrare il mondo del risparmio gestito con quello della consulenza finanziaria, per raccontare una rivoluzione che investe tutti noi. L’iniziativa vede in programma 5 appuntamenti tematici articolati in oltre 20 conferenze realizzate a cura dell’associazione e di alcune delle principali società di gestione del risparmio per fare il punto sulle sfide del post-Covid e riflettere sul ruolo sistemico del risparmio come motore dell’evoluzione futura.

Tra i numerosi incontri, oggi, 29 ottobre, è stato il turno di Massimo Mazzini, responsabile marketing e sviluppo commerciale di Eurizon, asset di Intesa SanPaolo. «I Pir alternativi sono una risposta alla necessità di investimento della liquidità in eccesso così come i pir ordinari, ma rispetto a questi ultimi prevedono l’investimento in società non quotate e di piccola capitalizzazione. Rappresentano quindi una fonte di finanziamento e capitale di rischio per questa tipologia di imprese» ha spiegato Mazzini.

«Un aspetto importante, che in Eurizon abbiamo sviluppato, è che: i pir alternativi rientrano in un processo di democratizzazione degli investimenti alternativi per clienti alla ricerca di rendimenti e di opportunità anche a sostegno dell’economia reale. In Eurizon stiamo lavorando sulla creazione di due soluzioni: una relativa al mondo Eltif e l’altra al mondo di FIA alternativi» continua Mazzini.

L’appuntamento è poi proseguito con la conferenza a cura di Eurizon dal titolo “L’attrazione dei risparmiatori italiani per la liquidità: come investire in maniera graduale e diversificata”. In questo frangente a prendere la parola è stato Francesco Sedati, responsabile Fundamental Research: «Le somme messe a disposizione dai Governi rappresentano un enorme cuscinetto e stimolo per la ripresa economica. Quest’intento è stato velocemente intuito dai mercati che, nonostante i dati economici negativi, sono tornati verso i massimi di febbraio, considerando gli effetti della crisi covid come temporanei e scontando il ritorno a una fase di espansione già nel 2021» ha spiegato.

«Penso che alcuni comportamenti adottati dai consumatori durante il lock-down – aggiunge Sedati – diventeranno permanenti e questo cambiamento continuerà determinando un’incrementale divaricazione tra vincitori e vinti. Altri trend di lungo periodo emergono dalle risposte date dai Governi alla crisi, ad esempio il 37% dei fondi del Recovery Fund saranno indirizzati a progetti a contenuto ambientale: investimenti in energia rinnovabili, isolamento termico di edifici, mobilità tramite auto elettriche e investimento in infrastrutture in particolare ferroviaria».

Un’opportunità, secondo Sedati, di investire in indici di mercati «trascinati al rialzo dalla liquidità immessa dalle banche centrali ma soprattutto dalla possibilità di investire in settori e titoli che vedranno le proprie posizioni competitive rafforzate dai trend emersi dalla pandemia».

Sul fronte obbligazionario a intervenire è stata Maria Luisa Matarrelli, responsabile Developed and Emerging Government Bonds & FX. Secondo cui è «fondamentale il fatto che interventi radicali delle banche centrali nelle misure di politica monetaria sono avvenuti in coordinamento con la politica fiscale per garantire che i finanziamenti arrivassero alle imprese evitando che si creasse quella situazione di credit crunch che nel 2008 aveva fortemente condizionato la ripresa macroeconomica».

In questo contesto, continua la donna, è importante «diversificare sull’obbligazionario includendo tutte le asset class che offrono un differenziale di rendimento positivo verso le emissioni governative perché hanno un rischio di credito maggiore, come le emissioni dei paesi emergenti in valuta forte o le obbligazioni corporate».

Tutto questo, con le dovute precauzioni. «In uno scenario in cui la volatilità dell’inflazione è ai minimi storici da sempre, un ulteriore trend che riteniamo opportuno iniziare a considerare per il futuro è quello che prevede inflazione inattesa. Noi stiamo iniziando – continua Matarrelli – a considerare nelle nostre allocazioni di portafoglio la possibilità che si verifichi questo rischio, anche se non in tempi brevi, abbinando un’asset allocation che in caso di inflazione inattesa possa prevedere nuove asset class come le commodities, in grado di coprire un rischio di inflazione molto alto».

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