Nessuna strategia per la ripresaMontezemolo: «Senza aiuti Italo chiude»

L’imprenditore al Corriere: «Il governo ha disatteso gli impegni presi». E annuncia: se non arrivano in tempi brevi i fondi promessi, i treni «saranno costretti a fermarsi»

I primi a denunciare i ritardi nell’arrivo dei fondi per il ristoro erano stati l’amministratore delegato e il presidente di Italo. Ora esce allo scoperto anche Luca Cordero di Montezemolo, fondatore di Ntv. Che al Corriere dà un ultimatum e dice: «Senza aiuti Italo chiude».

Montezemolo lamenta la situazione di «un Paese bloccato, che vive alla giornata, senza una visione». «Vedo bonus, sussidi, aiuti, troppi annunci che restano tali, ma nessuna strategia di politica economica», dice. E ancora: «Non disconosco certo l’impegno del governo ma bisogna dirci la verità: il Covid è l’emergenza assoluta, ma non vorrei che diventi anche il paravento per non affrontare di petto con urgenza problemi economico sociali del Paese».

E gli annunci, spiega Montezemolo, ci sono stati anche per i fondi di ristoro destinati alle società di trasporto a mercato, senza poi tradursi in realtà. Il Fondo da 1,2 miliardi previsto nel decreto rilancio a maggio è rimasto nei cassetti del governo, senza i decreti attuativi per metterlo in pratica.

«Il governo ha disatteso impegni presi, siamo a novembre e non è arrivato nulla», spiega Montezemolo. «A questo punto se non arrivano i fondi promessi in tempi brevissimi, Italo sarà costretto a fermarsi. E sarebbe una grande sconfitta per il Paese, non solo per noi. La concorrenza nei treni ha consentito di ridurre del 40% le tariffe, e la privatizzazione italiana viene citata come esempio in Europa».

La critica è anche rivolta alle regole sui trasporti, differenziate tra l’alta velocità e i trasporti locali. «I treni ad alta velocità sembrano cliniche: puliti, posti seduti e quindi tracciabili, ricambio d’aria frequente», spiega, eppure «oggi sui treni ad alta velocità si viaggia al 50%, mentre sul trasporto locale all′80% o al 100%, senza controlli e con pericolosi ammassamenti». È stata «una decisione demagogica, con un Cts che si è piegato, suo malgrado, a logiche politiche. È stato penalizzato chi è più sicuro e si è finanziato chi è meno sicuro».

E sull’affollamento dei trasporti locali diventati veicolo di contagio, Montezemolo individua gli errori del governo. «Non si è rafforzato il trasporto locale, e i treni disponibili di Italo oggi potrebbero essere utili proprio per rafforzare la sicurezza, la qualità e ridurre l’affollamento dei regionali», spiega, così come avevano già fatto i vertici di Italo. «E poi, sono ancora pochi tamponi e mascherine, poche le forniture alle scuole, ecc. Ecco, trovo ipocrita dare la colpa solo alla popolazione dopo averla incensata per il senso civico».

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