Le regole anti-contagioCene a casa con sei persone e stop alle gite, ma no alle lezioni da casa nei licei

Le restrizioni del nuovo dpcm: feste private non più vietate ma sconsigliate. La linea del ministro Speranza non passa. Le Regioni del Nord chiedono la didattica a distanza per le superiori per evitare la ressa sui bus. No della ministra Azzolina

Tiziana FABI / AFP

Dopo il confronto con le Regioni e il via libera del Comitato tecnico scientifico, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno firmato il dpcm con le nuove misure per il contrasto ai contagi da Covid. Le nuove regole saranno valide per i prossimi trenta giorni.

Non è passata la linea di Speranza sul divieto per le feste private, che vengono solo sconsigliate. E neanche la proposta delle regioni del Nord Italia, la Liguria in testa con il governatore Giovanni Toti, di adottare la didattica a distanza nelle scuole superiori per evitare l’assembramento sui mezzi pubblici. Per ridurre la presenza su bus, tram e metro, il governo pensa invece di aumentare la percentuale dei dipendenti pubblici in smart working ad «almeno il 50%» (e non più solo il 50%) in un nuovo decreto in arrivo entro il fine settimana.

Ecco le nuove regole:

Vietate le feste private al chiuso o all’aperto, con una «forte raccomandazione» a evitare di ricevere in casa, per feste o cene, più di sei familiari o amici. Compleanni, lauree e tutti gli altri festeggiamenti saranno vietati nei locali pubblici: «Restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto». Si potrà festeggiare al ristorante, purché si stia seduti.

Rimangono invariate le regole per le cerimonie religiose e quindi con un limite legato alla capienza e alla possibilità di mantenere la distanza interpersonale di un metro. Ma per i banchetti «viene fissato il limite di 30 invitati, seguendo comunque le regole già previste dai protocolli».

Fissati nuovi limiti di orario e di somministrazione di cibi e bevande per i locali pubblici: «Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24 con servizio al tavolo e sino alle ore 21 in assenza di servizio al tavolo». Si potrà stare dentro e fuori ma sempre seduti, altrimenti è vietato rimanere oltre le 21 per evitare assembramenti.

Sono «sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, tutte le gite scolastiche e le uscite a fini didattici».

Restrizioni anche sullo sport: «Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale». E quindi stop alle partite di calcetto e di basket tra amici. Potranno invece continuare l’attività le palestre, purché rispettino i protocolli e le linee guida già approvate. Gli scienziati ritengono che le partite amatoriali siano una fonte di contagio visto che il Covid-19 si trasmette attraverso il droplet, che aumenta nel momento in cui si fa attività fisica.

Per cinema e concerti, resta il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1.000 all’aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sono sospesi gli eventi che implichino assembramenti se non è possibile mantenere le distanze. Allo stadio è consentita «la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1.000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi».

Per le mascherine, l’articolo 1 del dpcm stabilisce che «è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande». Dall’obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Viene inoltre «fortemente raccomandato» l’utilizzo dei dispositivi «anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi».

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