CaroselloNon è tutto gourmet quello che luccica

Tra ricette per cani e superfood per gatti, la pubblicità dice di noi e del nostro modello sociale molto più di quanto oseremmo ammettere, soprattutto quando parla di cibo

Pixabay

Le pubblicità affascinano. Le studiamo negli anni come si studia un fenomeno mediatico, e nel tempo questo studio si è sempre più avvicinato alla sociologia e all’antropologia, e sempre meno al marketing.

Se pensiamo all’alta cucina, la pubblicità ha sempre sdoganato quello che i ristoranti stellati avevano qualche anno prima messo in carta: un esempio su tutti, il dilagare di prodotti alla barbabietola, che dopo essere entrata nei menu di ogni fine dining del pianeta è diventata ingrediente caratterizzante di numerosi piatti pronti nel banco del fresco al supermercato. Così è stato per lo zenzero, o per i differenti tipi di farina: ormai ce n’è una specifica per ogni preparazione che vogliamo portare in tavola.

Se pensiamo al nostro lockdown, la réclame ci ha accompagnati con toni paternalistici, al limite del lacrimevole, invitandoci in un abbraccio corale al consumo mirato di chi aveva più bandiere e più balconi, più musiche e più calore di casa, più empatia e più buoni sentimenti.

Ad ogni stagione, corrisponde una nuova ondata di spot, che si ripetono compulsivamente e che non possono che rimanere impressi: del resto, sono pensati esattamente per entrarci nel cervello e fissarsi nella parte dedicata allo shopping mirato. “Sì con riso ma senza lattosio” vi dice qualcosa?

Per quest’autunno, sono gli animali ad avere avuto la meglio anche in pubblicità. E parlo, ahimè, di spot alimentari. Iniziando dai superfood: questi speciali alimenti che millantano superpoteri e da qualche anno spopolano tra gli umani, adesso sono anche per il gatto. Metti mai che si trovassero a dover scalare una montagna, o a correre la maratona.

E se ai felini vogliamo regalare benessere, ai cani di casa vogliamo invece far apprezzare l’alta cucina. Dopo che abbiamo imparato ad impiattare come Cracco, e a preparare praline come Knam, dopo che possiamo degustare qualsiasi prelibatezza commentandola come Monsieur Ego di Ratatouille, è giunta l’ora che lo facciano anche i nostri cuccioli. È la Parodi a spiegarci che nelle pregevoli bustine c’è grande scelta di piatti gourmet – mai parola fu più abusata! – e che non bisogna nemmeno perdere tempo a preparare nulla ai fornelli. Basta far scegliere (sic) al cane di casa la ricetta preferita e il gioco è fatto. Naturalmente la carne è italiana, ça va sans dire. Loro come noi (non è mia, è il claim). Fufi amerà di più il tacchino o il pollo con carote e piselli?

E se per gli animali va così, per gli umani la partita si gioca sul tema delivery versus piatti pronti. I più famosi surgelati ricettati, tornano alla carica contro la moda imperante del delivery, che con il lockdown ha conquistato sempre più consumatori. Lo scambio di battute tra amici è basico: Ordiniamo delivery? Ma no, chissà quanto ci mettono ad arrivare!, Apriamoci una busta di un piatto pronto, vuoi mettere che cena?

Solo per palati esigenti. Le menti, quelle magari meno.

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