ShowMasterChef Italia compie 10 anni e diventa tosto

Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli hanno alzato l’asticella e promettono durezza (ma anche e soprattutto risate) per un’edizione che è riuscita a trasformare il Covid in un valore

Giovedì 17 dicembre si riaccendono le piastre di MasterChef Italia. Siamo giunti alla decima edizione, che si prolungherà per un totale di dodici puntate, fino a marzo 2021. L’appuntamento prende il posto di X Factor e andrà in onda ogni giovedì alle ore 21:15 su Sky e Now Tv. A giudicare i concorrenti in gara ci saranno ancora Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, oltre al veterano Bruno Barbieri, che per questa edizione è diventato ancora più temibile arrivando a pronunciare fino a 28 no. Sembra che il suo mantra per quest’anno sia inequivocabile: «O sei preparato o torni a casa».

Novità dell’edizione numero 10

Per accedere alla cucina di MasterChef le selezioni sono state durissime anche e soprattutto a causa del Covid. MasterChef è una macchina che non si ferma mai. A febbraio, poco prima del lockdown, erano ripresi i lavori. Quando siamo rimasti chiusi in casa, c’è chi ha cucinato per la gloria sui social, c’è chi ha deciso di farlo davanti a una webcam con un pubblico d’eccezione: i giudici di MasterChef. Infatti, in una prima fase i giudici hanno valutato i concorrenti tramite Zoom, chiamando i migliori a presentarsi per i Live Cooking.

In questa fase c’è stata una seconda novità. I concorrenti potranno “fare la spesa” in una dispensa grandissima, cercando gli ingredienti necessari per la creazione dei loro piatti. Chi riuscirà a convincere i giudici all’unanimità, ricevendo tre sì al suo piatto, potrà accedere direttamente alla Masterclass. Chi, invece, guadagnerà due approvazioni su tre conquisterà il Grembiule Grigio, introdotto nella scorsa edizione, che dà accesso alle sfide per giocarsi il posto nella classe. Inoltre Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli avranno la possibilità, anche quest’anno, di scommettere su un candidato a testa firmando un grembiule grigio, se questo concorrente avrà avuto un solo sì, consentendo così l’accesso del concorrente alle sfide successive.

Quest’anno, infine, per la prima volta, chi ottiene tre sì dai giudici, riceverà il tanto sognato Grembiule Bianco con il proprio nome, che gli permetterà di entrare direttamente in Masterclass senza dover superare altre prove. Una volta formata la Masterclass, che si preannuncia molto colorita e multiculturale, con 21 aspiranti MasterChef, comincerà la vera sfida.  Non mancheranno la Mystery Box, l’Invention Test e il Pressure Test. Confermato anche lo Skill Test, una sorta di “esame a sorpresa” che diventa una prova eliminatoria molto tecnica, sviluppata su tre livelli di difficoltà crescente su una specifica abilità.

La decima edizione di MasterChef ospiterà anche nomi illustri della cucina mondiale. Torna il maestro Iginio Massari, ci sarà lo chef cosmopolita Jeremy Chan, il pluristellato Mauro Colagreco, la chef Karime Lopez e l’enfant prodige Flynn McGarry, considerato il Justin Bieber della cucina mondiale.

Chi vince, si aggiudicherà 100.000 euro in gettoni d’oro e la pubblicazione di un libro di ricette.

Trasformare una necessità in valore

«Qui a Londra si dice che la cucina sia il nuovo rock ‘n’ roll», dice Giorgio Locatelli. Come succede con Olimpiadi, Mondiali ed Europei, a ogni edizione di MasterChef ci si trasforma un po’ in chef provetti. Si masticano parole come impiattamento e ci si sfida a recitare a memoria la lista di ingredienti e il procedimento per fare la bernaise. Secondo Antonino Cannavacciuolo, «MasterChef ha cambiato il linguaggio della cucina nelle case». Tutti, anche i più refrattari al programma, avranno detto almeno una volta «Vuoi che muoro?» o avranno chiamato impietosamente «mappazzone» il piatto di qualche ingenua suocera. Lo chef di Villa Crespi sostiene che il programma è in grado di influenzare le vendite. «I tre profiteroles mangiati à la volée scatenarono una specie di frenesia. Un mio amico pasticciere mi chiamò per dirmi che il giorno dopo le richieste di questo dolce schizzarono letteralmente». «La cosa interessante di MasterChef è che ha dato la possibilità a tantissimi piccoli produttori che non hanno la possibilità di arrivare nel mercato, di farsi conoscere – spiega Barbieri – Un esempio? Lo sperma del tonno. E non solo. C’è stata tutta una serie di storie che hanno fatto sì che questo Paese fosse gastronomicamente parlando nel posto giusto: come storia gastronomica, produzione e materia prima».

Durante questo lungo 2020 la cucina ci ha salvato in tutti i modi. Ci ha dato uno sfogo, è diventata conoscenza, ci ha permesso di viaggiare attraverso la tv, i film, i documentari, i miliardi di ricette dal mondo. Alla vigilia di un       Natale che passeremo in casa a cucinare, e di un nuovo anno in cui si spera non tanto di tornare a viaggiare – per quello, si dice, ci vorrà tempo – ma almeno a mangiare nei nostri ristoranti preferiti, ci stringiamo attorno ai concorrenti di MasterChef, tifando e controtifando per loro. C’è tanta fiction tra quei fornelli, è vero, ma la passione per il cibo, per un piatto ben riuscito, quella non la si può fingere.