Agenda per competentiI cinque punti di Base Italia che un governo capace affronterebbe subito

L’associazione di Marco Bentivogli auspica l’arrivo di un esecutivo di unità nazionale in cui convergano le migliori personalità. Le cose da fare, dal piano vaccini fino alle riforme, sono molte e serve qualcuno che sia in grado

di Jens Johnsson, Unsplash

Avere un governo non è sufficiente. In un momento drammatico come questo «bisogna avere una compagine che si occupi di governare l’emergenza con provvedimenti efficaci e che prepari il rilancio del Paese». È la posizione espressa da Base Italia, associazione fondata da Marco Bentivogli, ex segretario dei metalmeccanici Cisl, e dal filosofo e accademico di Oxford Luciano Floridi, che in un comunicato chiedono «un governo all’altezza della situazione».

Si tratterebbe di «un Governo di Unità Nazionale composto dalle migliori personalità nei diversi campi, dotate di competenza ed esperienza di gestione», oggi assenti e quanto mai necessarie.

L’azione del governo, ora dispersa nella «personalizzazione e drammatizzazione della crisi», andrebbe concentrata piuttosto su cinque punti di merito.

Al primo posto «la realizzazione di un piano vaccinale» in grado di raggiungere l’obiettivo di 13 milioni di vaccinazioni entro marzo (ipotesi non lunare, in quanto già prevista dal ministero della Salute) e che deve essere concluso entro l’estate 2021. Per farlo il governo dovrà ricorrere a tutte le risorse disponibili, «pubbliche e private» per accelerare i ritmi, e va da sé che nel quadro di queste operazioni andrà compresa una «tempestiva dotazione di un maggior numero di vaccini nel breve periodo».

Subito dopo, dovrà mettere in campo «un piano di riapertura delle scuole e delle università in presenza», insieme a un «piano di recupero delle competenze», in modo da compensare alle inevitabili mancanze educative che si sono create nei mesi della pandemia.

Terzo, il Mes. L’accesso e l’utilizzo deve essere «immediato», dal momento – si ribadisce – è una linea di credito disponibile e conveniente per l’utilizzo immediato per la sanità. Al confronto, l’emissione di titoli di Stato «avrebbe un costo aggiuntivo di 200 milioni di euro l’anno».

Il quarto punto riguarda il piano per i fondi europei del NextGeneration Ue, che al momento presenta lacune intollerabili. Il nuovo governo dovrà «migliorare l’ultima bozza del PNRR sulla base di obiettivi specifici e rendicontabili e non solo su missioni».

A questo proposito, si fa notare che «il capitolo sul lavoro è completamente insufficiente in previsione dei 400mila posti di lavoro già persi» e di quanti se ne perderanno al momento in cui finirà la cig Covid e il blocco dei licenziamenti alle imprese. In più sarebbe indicato «ripristinare quanto previsto nella prima bozza su transizione 4.0», per dare più spazio al Piano Quantum Italia, con tutti gli investimenti e le infrastrutture per rafforzare la ricerca e le competenze.

Non solo: è da riformulare anche il capitolo sulle «questioni di genere e generazionali», presentando proposte e obiettivi chiari. In generaleA questo proposito «serve una agenzia che sovrintenda, monitori e verifichi l’avanzamento del piano du tutti gli obiettivi», con ovvia specifica di ciascuna responsabilità.

Resta poi il nodo sussidi: è ormai accertato che non solo non contribuiscono a risolvere la questione della povertà ma anzi aumentano le disuguaglianze. Un governo all’altezza lo saprebbe: a fine anno non prorogherebbe quota 100, ormai in scadenza, e affronterebbe seriamente «il tema delle tutele previdenziali per i lavori gravosi e usuranti».

Infine, al punto cinque, serve «un piano chiaro sulle riforme necessarie anche all’approvazione del PNRR con relative tempistiche». Si tratta di modernizzare la Pubblica Amministrazione con metodi di gestione orientati ai risultati e al merito, semplificare la burocrazia e riscrivere la riforma della giustizia, che sia «più incisiva di quella prospettata ora». E poi «concorrenza» e «riforma fiscale».

Sono tante cose, ma tutte necessarie e, soprattutto, tutte urgenti. Ma su cui serve procedere senza errori: come ricorda Base Italia, «bisogna fare bene».

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