Regole anti-movidaMisure e restrizioni del nuovo Dpcm

Oltre al prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 luglio, le prime ipotesi prevedono il divieto di fare l’asporto di cibi e bevande per i bar dopo le 18, l’introduzione di una zona bianca e lo stop agli spostamenti tra regioni gialle 

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

Regioni e governo sono già a lavoro per il nuovo Dpcm che entrerà in vigore il prossimo 16 gennaio. Oltre al prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 luglio, le prime ipotesi prevedono il divieto di fare l’asporto di cibi e bevande per i bar dopo le 18, per impedire assembramenti in strada e movida.

Resta il coprifuoco alle 22, ma verrà introdotta la zona bianca in cui l’unica restrizione consisterà nel portare la mascherina e mantenere le distanze. Stop anche agli spostamenti tra regioni gialle (servirà un decreto ad hoc per confermare questo divieto alla mobilità) ed entrata automatica in fascia rossa in base all’incidenza, ovvero se si superano i 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti.

Il principio ispiratore delle nuove misure, spiega Repubblica, sarà quello di andare verso una zona gialla rinforzata. Sembra esclusa l’ipotesi di week end sempre arancioni (come accade già in questo fine settimana del 9 e 10 gennaio). Non dovrebbe cambiare la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti.

Lo status di zona bianca, invece, si ottiene con un Rt (indice di contagio) non superiore a 0,5 e un tasso di incidenza di 50 casi alla settimana ogni 100mila abitanti. Chi riuscirà a raggiungere questo traguardo potrà dire addio alle restrizioni: rimarrà infatti solo l’obbligo di utilizzare la mascherina e di rispettare la distanza di sicurezza.

Scomparirà anche il coprifuoco dalle 22 alle 5 e riapriranno tutte le attività a cominciare dalle scuole. E poi bar, ristoranti, cinema, teatri musei, centri commerciali, palestre, piscine e impianti sciistici saranno tutti aperti.

Per lo sport bisognerà attendere. Le palestre dovrebbero rimanere chiuse a gennaio anche se in programma c’è un incontro tra il ministro Vincenzo Spadafora e il Cts del 12 gennaio per stabilire eventuali deroghe per le lezioni individuali. Il 18 gennaio non riapriranno gli impianti da sci come era stato ipotizzato. E saranno ancora porte chiuse per cinema e teatri. I musei invece potrebbero riaprire, ma soltanto nelle regioni gialle.

Mentre da oggi fino al 15 gennaio le regioni saranno nuovamente divise in base ai colori (gialle e arancioni, nessuna rossa) che regoleranno le aperture degli esercizi commerciali e spostamenti. Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia manterrano il colore arancione mentre tutte le altre saranno gialle.

Rimarrà il coprifuoco dalle 22 alle 5 per tutti i territori. In zona arancione, gli spostamenti dovranno essere giustificati dall’autocertificazione, bar e ristoranti potranno lavorare solo per l’asporto mentre i negozi rimarranno aperti, salvo i centri commerciali nel week end. Palestre e piscine resteranno chiuse, ma è consentita l’attività sportiva individuale all’aperto.

Così come in zona gialla, dove gli spostamenti sono consentiti liberamente all’interno della regione, bar e ristoranti saranno regolarmente aperti fino alle 18, ora dopo la quale potranno effettuare asporto e domicilio. Negozi aperti e centri commerciali chiusi solo sabato, domenica e nei festivi.

Tra i governatori regionali ci sono già le prime avvisaglie di polemica. Come quello dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che contesta proprio l’introduzione dell’incidenza settimanale tra i parametri che determinano il colore delle zone. «Quel limite non l’ha chiesto nessuna Regione – chiarisce Bonaccini che è anche presidente della Conferenza delle Regioni –  e, se volete la mia impressione, non entrerà fra quelli utilizzati per decidere la colorazione o lo spostamento delle Regioni».

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