Buone praticheIn Italia diminuisce la produzione di rifiuti mentre aumenta la sua raccolta (anche al Sud)

Secondo il rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) la differenziata è quasi raddoppiata rispetto al 2008, passando da 9,9 a 18,5 milioni di tonnellate. Otto regioni hanno raggiunto e superato l’obiettivo del 65%

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Dal Rapporto italiano sui rifiuti urbani 2020 arrivano numeri che fanno ben sperare. Il nuovo documento stilato dal Centro nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) offre un quadro importante per immaginare cosa accadrà dopo il Covid-19 e dopo il recepimento delle direttive europee sui rifiuti

Cresce la differenziata
Particolarmente incoraggiante tra i dati emersi è quello relativo alla crescita – continua – della raccolta differenziata (Rd), che nel 2019 si attesta al 61,3% (+3,1% sul 2018). Nel 2004 raggiungeva il 22,7%, nel 2009 il 33,6%, nel 2014 il 45,2%. «Il miglioramento è omogeneo sul territorio nazionale: al Nord la percentuale tocca il 69,6% al Centro il 58,1%, mentre al Sud è stato superato il 50%», ha spiegato il presidente di Ispra Stefano Laporta. Dal punto di vista nazionale, la produzione di raccolta differenziata è quasi raddoppiata rispetto al 2008, passando da 9,9 a 18,5 milioni di tonnellate. 

Otto regioni hanno raggiunto e superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata stabilito per legge nel 2012. La regione più efficiente è il Veneto (74,7%) seguita da Sardegna (73,3%), Trentino Alto Adige (73,1%), Lombardia (72%), Emilia Romagna (70,6%), Marche (70,3%), Friuli Venezia Giulia (67,2%) e Umbria (66,1%). «Ci colpisce soprattutto il dato rilevato in Sardegna – ha sottolineato la curatrice del Rapporto Valeria Frittelloni -, regione dove in 5 anni la percentuale è passata dal 53% al 73,3%: solo nell’ultimo anno l’incremento è stato del 6%. È un dato da prendere come campione perché dimostra che dove si investe nella raccolta differenziata i risultati non tardano ad arrivare».

Sono quattro, invece, le regioni che superano il 60% ma non raggiungono ancora l’obiettivo del 65%: Valle d’Aosta (64,5%), Piemonte (63,2%), Abruzzo (62,7%) e Toscana (60,2%). Sotto al 50% si collocano Basilicata (49,4%), Calabria (47,95%) e infine Sicilia (38,5%) che, però, nell’ultimo anno ha registrato un incremento del 9%. «Questo ci fa ben sperare, soprattutto guardando ai risultati della Sardegna», ha commentato Frittelloni. 

Sempre riguardo la raccolta differenziata, il 60% dei comuni italiani taglia il traguardo del 65% stabilito dall’Unione: sono soprattutto le città più piccole a raggiungere le performance migliori. Le tre provincie più virtuose sono infatti Treviso (86,9%), Ferrara (85,9%) e Pordenone (85,5%). «L’obiettivo non viene raggiunto invece dai comuni più grandi, quelli che contano oltre 200mila abitanti – ha specificato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – È un dato che ci deve fare riflettere sull’organizzazione stessa della raccolta differenziata perché là dove la struttura urbanistica è più complessa c’è un problema di gap da colmare».

Cala la discarica
Nel 2019 la produzione nazionale di rifiuti urbani si attesta a 30 milioni di tonnellate (-0,3% sul 2018), quindi circa 500kg all’anno per cittadino: in particolare, 548kg per un cittadino medio del Centro Italia, 518kg del Nord e 445kg del Sud). Nella gestione dei rifiuti solidi urbani (Rsu), il riciclo rappresenta l’operazione prevalente con il 53,3% del totale, mentre il 21% degli Rsu è avviato a discarica (-3,3% sul 2018) e il 18% viene incenerito (+1,4%). 

«Riguardo lo smaltimento in discarica – sottolinea Frittelloni – siamo ancora lontani dall’obiettivo previsto dall’Unione europea del 10% al 2035. Tuttavia, non dobbiamo disperare perché nell’ultimo decennio il ricorso a questa opzione si è ridotto del 58,2%, passando da 15milioni di tonnellate a circa 6,3milioni. Quello europeo è dunque un obiettivo raggiungibile, purché si investa in scelte di tipo strategico e impiantistico». A tal riguardo nel 2019 l’Italia dispone di 656 impianti operativi – di cui più della metà localizzati al Nord (353) – che trattano rifiuti urbani. Sul territorio nazionale i più numerosi sono le strutture di trattamento della frazione organica (345), seguono quelle che si occupano del trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (130), poi gli impianti di discarica (130), quelli di incenerimento (37) – localizzati soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna – e infine quelli industriali che utilizzano i rifiuti nel loro processo produttivo (13).

L’imballaggio e il problema della plastica
La quantità di imballaggi e di rifiuti di imballaggio in Italia si attesta a 13,7 milioni di tonnellate nel 2019 (+0,7% rispetto al 2018). Di queste, il 36,2% deriva da carta e cartone, che si conferma la frazione maggiormente commercializzata, il 23,2% da legno, poi vetro (19,6%), plastica (17%), acciaio (3,5%) e alluminio (0,5%). 

«L’Italia ha raggiunto con largo anticipo l’obiettivo comunitario fissato al 2008 per quanto riguarda il recupero totale di imballaggi e il riciclaggio (le percentuali stabilite dall’Europa sono rispettivamente del 60% e 55%)», sottolinea Frittelloni. Infatti, a eccezione della plastica (il cui riciclaggio è comunque aumentato del 4,9% sul 2018), in Italia tutte le frazioni dei rifiuti hanno già raggiunto il traguardo europeo al 2025. Guardando per esempio a carta e vetro le percentuali di riciclaggio nel 2018 e 2019 sono rispettivamente dell’80% e del 73,4% e dell’80,8% e del 77,3% quando gli obiettivi Ue al 2025 sono fissati al 75% per la carta e al 70% per il vetro.

«Non ci sorprendono i dati relativi alla plastica che segnalano tassi di imballaggi e rifiuti di imballaggio riciclati nel 2018 e 2019 del 43,8% e 45,5% (inferiori al 50% fissato dall’Unione come obiettivo per il 2025). Si tratta infatti di una frazione non monomateriale ma, al contrario, costituita da più polimeri e quindi più difficile da riciclare. Questo deve spingerci a pensare e ideare nuove tecnologie e modalità di raccolta soprattutto per il riciclaggio di questo materiale».

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