Corona EconomyIl dilemma del rientro in ufficio, lo sciopero di Amazon e le assunzioni decise dai robot

Nella newsletter di questa settimana: i costi per la carriera di chi lavorerà solo da casa e il giusto equilibrio della formula “ibrida”, le proteste contro il decreto sostegni e le proposte per tutelare il lavoro femminile. Ma anche: l’autoconvocazione dei metalmeccanici da Giorgetti, le agitazioni nell’ecommerce e nel food delivery e anche il flop della sanatoria per i migranti

(Pixabay)

IL DILEMMA DEL RIENTRO
A milioni di lavoratori nel mondo le aziende hanno detto di lavorare da casa.  Magari, per sempre. Ma questo non significa che sarebbe consigliato farlo, scrive Axios. Tutt’altro. Il confronto in ufficio, la condivisione casuale di idee, le opportunità per una promozione o una progressione di carriera difficilmente si realizzeranno tra le quattro mura domestiche. E quindi che fare?

Casa vs ufficio Non sarebbe un problema se tutti i dipendenti fossero in ufficio o se tutti lavorassero da remoto. Le complicazioni però iniziano a sorgere con le formule “ibride”, quando si creano due gruppi: chi rientra e chi resta a casa. «C’è un grande costo in termini di opportunità di carriera se gli altri sono in ufficio ma tu no», dice ad Axios l’economista di Stanford Nicholas Bloom. In uno studio del 2015, Bloom aveva già rilevato che chi faceva telelavoro era il 13% più produttivo ma aveva la metà delle possibilità di essere promosso rispetto ai colleghi che lavoravano di persona.

Una scrivania ci vuole Intanto sempre più aziende stanno pianificando questi modelli di lavoro “ibrido” post pandemia. Il “new normal”, come l’ha definito Google nei suoi programmi, è un mix di smart working e lavoro in ufficio. Ma in questa nuova formula, chi sceglie il lavoro totalmente da remoto potrebbe restare indietro. In primis i genitori, soprattutto le mamme. Ma anche i giovani neo assunti.

Comfort zone È vero, il lavoro da casa ha fatto aumentare i livelli di stress, l’isolamento, le ore lavorate e il rischio burn out. Ma va tenuta in considerazione anche la “paura da rientro”. E non solo per il rischio di contagiarsi, ma anche perché l’ufficio domestico è diventato ormai una sorta di “comfort zone” dalla quale in tanti faticano a uscire, come spiegano gli psicologi. Certo, secondo un sondaggio pubblicato da Business Insider, la metà degli americani vorrebbe rientrare in ufficio qualche volta per rivedere i colleghi. Ma non i capi.

La terza dimensione Ora che le aziende sono consapevoli dei vantaggi dello smart working, dovranno trovare quindi un nuovo equilibrio per incastrare al meglio le due dimensioni in presenza e a distanza. Per i nuovi assunti, ad esempio, l’esperta Jessica Reeder racconta che si sta pensando di offrire un giorno in più in ufficio in modo da garantire la formazione extra. Un altro trucco potrebbe essere applicato alle riunioni che includono dipendenti presenti in ufficio e altri da remoto: anziché riunire tutti nella stessa stanza, ognuno potrebbe connettersi dalla propria scrivania per evitare l’effetto “esclusione”. O ancora: si potrebbe fare in modo che tutti vadano in ufficio negli stessi giorni, senza alternanza. Questo risolverebbe il problema del «lontano dagli occhi, lontano dal cuore». Ma certo non quello dell’assembramento.

 

PAZIENTE ITALIANO
I sostegni di Draghi Dopo l’approvazione del decreto sostegni di venerdì scorso, si parte con le verifiche del calo del fatturato per le aziende che vorranno accedere ai finanziamenti. La principale novità infatti è che per l’erogazione degli 11 miliardi di fondi destinati alle partite Iva non si guarderà più ai codici Ateco, ma conterà il calo di almeno il 30% del fatturato. La domanda andrà fatta per via telematica all’Agenzia delle entrate. I beneficiari saranno circa 3 milioni, con importi medi di 3.700 euro. In ogni caso, Draghi ha già detto che i 32 miliardi non bastano e che ci sarà un altro scostamento di bilancio in occasione della presentazione del Def.

Le misure principali per il lavoro:

  • Per le imprese che utilizzano gli strumenti ordinari, la cassa integrazione Covid gratuita si allunga di altre 13 settimane da utilizzare entro il 30 giugno. Per le aziende oggi coperte da cig in deroga emergenziale e fondo ordinario, la cassa Covid viene prorogata di altre 28 settimane fino al 31 dicembre.
  • Lo stop ai licenziamenti per motivi economici proseguirà fino al 30 giugno, per tutti. Da luglio al 31 ottobre, resterà solo per le imprese che utilizzano le nuove 28 settimane di cig Covid e per il settore agricolo.
  • Il fondo creato dalla legge di bilancio 2021 per esonerare parzialmente dal versamento dei contributi previdenziali lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni Inps o alle casse di previdenza passa da 1 a 2,5 miliardi di euro.
  • Viene confermata la nuova deroga al decreto dignità: fino al 31 dicembre, fermo restando la durata massima di 24 mesi, sarà possibile per le imprese rinnovare e prorogare i contratti a termine senza causale per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta.
  • Viene stanziato 1 miliardo per il reddito di cittadinanza con la novità della sospensione dell’assegno per chi trova il lavoro per sei mesi. Prevista la proroga fino a fine anno dei contratti dei navigator.
  • Il reddito d’emergenza, finanziato per altri tre mesi, viene esteso a chi ha terminato tra il 1 luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 l’indennità Naspi e Discoll.
  • Si rafforza anche la Naspi, l’indennità di disoccupazione: il sussidio potrà essere concesso a prescindere dal requisito dei 30 giorni di effettivo impiego nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
  • Un’indennità una tantum da 2.400 euro è riconosciuta a una vasta platea di stagionali.

Le proteste Le organizzazioni delle partite Iva però non sono rimaste soddisfatte. Concordano sulla eliminazione dei codici Ateco, ma criticano la soglia del 30% del calo del fatturato e soprattutto la distanza ancora enorme tra quanto hanno perso e quanto hanno recuperato.

Recovery Italia Nella bozza di 500 pagine del nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza che il governo ha consegnato al Parlamento si vedono ancora poche novità rispetto a quella dell’esecutivo precedente. Ma il cambiamento importante sta nel collegamento tra investimenti e riforme, come chiesto dalla Commissione europea.

  • Nel frattempo, il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao ha presentato in audizione il suo piano per la trasformazione digitale, chiedendo – come ha fatto pure il ministro Giorgetti – una soluzione rapida del dossier sulla rete unica. Mentre si sta valutando anche un piano B.
  • Per la riforma della giustizia, la ministra Cartabia prevede invece l’assunzione di 22mila nuovi dipendenti con contratti triennali.

Lavoro femminile Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha proposto di introdurre delle piattaforme per favorire le denunce anonime delle violazioni del Codice delle pari opportunità nei luoghi di lavoro. Anche Colao, Giovannini, Carfagna e Bonetti chiedono alle aziende maggiore trasparenza per tutelare il lavoro femminile.

 

DOSSIER CALDI
Mayday Settimana calda per il rilancio di Alitalia: mercoledì ci sarà l’incontro tra commissari e sindacati; venerdì si tiene il terzo confronto tra i ministri Giorgetti, Franco e Giovannini con la commissaria europea Vestager. Ma sulla nuova compagnia più piccola, piovono le critiche dei partiti di governo.

Tira e molla Nei giorni scorsi, ArcelorMittal prima ha comunicato ai sindacati una riduzione dei livelli di produzione, poi nel giro di poche ore ha annunciato la ripartenza di alcuni impianti dello stabilimento di Taranto. Le misure di stop avrebbero dovuto proseguire fino a quando Invitalia non provvederà a versare i 400 milioni pattuiti nell’accordo di partnership. Ma un intervento del governo avrebbe fatto tornare sui propri passi la multinazionale.

Crisi infinite In assenza di una risposta da parte di Giorgetti, nonostante l’aggravarsi di molte crisi aziendali, i sindacati dei metalmeccanici si sono autoconvocati al Mise per venerdì 26 marzo. Intanto pare che il ministro abbia intenzione di costituire per decreto una task force dedicata proprio ai tavoli sulle crisi industriali.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Senza pacchi I circa 40mila lavoratori della filiera di Amazon in Italia hanno proclamato per oggi uno sciopero a livello nazionale per protestare contro la rottura delle trattative sul rinnovo del contratto di secondo livello. Alle critiche dei sindacati Amazon risponde rivendicando il proprio impegno per “salari competitivi, benefit e ottime opportunità di crescita professionale”. Qui le testimonianze dei lavoratori.

  • Intanto Amazon sta espandendo un progetto già esistente di gamification (FC Games) in almeno 20 magazzini americani con l’obiettivo di rendere più produttivi i dipendenti attraverso competizioni e giochi a premi.

 

Senza sushi Venerdì 26 marzo scioperano invece i rider delle consegne a domicilio, che hanno indetto il “No Delivery Day”.

 

Invisibili Ricordate la sanatoria per i lavoratori migranti irregolari prevista nel decreto rilancio? A guardare i numeri, sembra essersi rivelata un flop. Solo il 5% delle domande è arrivato fino in fondo, tra carenza di personale e complicazioni burocratiche.

 

Assunti da un robot Il Guardian racconta i limiti dell’uso dell’intelligenza artificiale per la scrematura dei curriculum dei candidati: ad esempio, scartano le persone con storie lavorative inusuali e senza laurea.

 

AGENDA La settimana parte con lo sciopero della filiera di Amazon. Oggi, il ministero del Lavoro, l’Istat, l’Inps, l’Inail e l’Anpal diffondono la nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione. Domani, 23 marzo, alla Commissione Bilancio della Camera si discute la proposta di Pnrr e al Senato il ministro Giovannini illustra le linee programmatiche del suo dicastero. Giovedì 25 marzo si tiene il tavolo con i ministri Orlando, Speranza e il commissario Figliuolo sui protocolli sicurezza per la somministrazione dei vaccini in azienda. E lo stesso giorno Carfagna e Brunetta terranno una conferenza stampa sull’avvio della procedura per assumere al Sud 2.800 tecnici per il Recovery Plan. Venerdì 26 l’Istat diffonde i dati sulla fiducia dei consumatori e delle imprese.

 

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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