Contro la teocraziaIstruzioni per resistere al pensiero della sottomissione

Nel suo ultimo romanzo, “Il treno di Erlingen”, (Neri Pozza), lo scrittore algerino Boualem Sansal torna a denunciare i rischi dei movimenti estremisti e della loro lenta prevalenza. Chiamando in causa un pensatore sui generis dell’America del XIX secolo

Immagine di Oscar Keys, da Unsplash

Il lungimirante Thoreau si stupirebbe di sicuro che i soli uomini liberi, ovvero i disoccupati di lunga durata, siano così tristi e così impazienti di ritrovare le rispettive catene, ma scoprirebbe presto la misteriosa e virulenta sindrome di Stoccolma, e capirebbe presto il meccanismo preparato a puntino da Stato, sindacato dei padroni e sindacato degli operai, per rendere felice e pieno di speranza nell’avvenire lo schiavo trasformato in salariato sindacalizzato e assicurato sociale.

L’istituzione dei congedi pagati ha concluso l’intero processo. Sistema salariale, Sicurezza sociale e Dopolavoro di massa si sono uniti per costituire la Trinità di una nuova religione: la Mondializzazione materialista felice.

Sarebbe bello sentire il parere di Thoreau a proposito del progetto alternativo avanzato dai Servi universali, mirante a una mondializzazione carnale e insieme mistica, assai più gloriosa, imperniata su un’altra triade: Sottomissione, Guerra Santa e Pellegrinaggio.

Thoreau apprezzerebbe forse la loro frugalità, è la migliore ricetta per la salute dell’uomo e del pianeta, E se tra loro la natalità va forte, la morte la supera per efficacia, e quindi non c’è da temere nessun debordamento. Più veloce va il rinnovamento delle generazioni, più sano sarà il sangue dei beati. E, punto di forza essenziale, il sottomesso è l’ultimo a volersi liberare.

Ah, qui per lui non sarebbe facile spiegaci come potremmo uscire dalla piaga della schiavitù moderna. Nonostante il suo aspetto da buon selvaggio, Thoreau non era un pacifista, si mobilitava immediatamente per tutte le buone battaglie, e ci consiglierebbe certamente la rivoluzione, se non sapesse che essa è affare di uomini liberi, sensibili ai principi, cosa che noi non siamo.

La questione del fanatismo ci interessa prima di ogni altra. Questo flagello medioevale è ritornato sulla terra quanto gli dei e i profeti, uno dopo l’altro, erano già scomparsi da tempo nella bufera dei secoli.

Gli ultimi, che si rifiutano di morire, ce la fanno pagare cara. Noi ci aspettiamo una risposta chiara da parte di Thoreau, la questione tormenta gli animi, grandi e piccoli, ma lui avrà un preciso parere sull’argomento? Alla sua epoca, in America, cosa si sapeva dell’Islam? Niente, anche se erano musulmani da venti a trenta schiavi su cento. I piantatori di cotone e di cocomeri credevano che quell’Islam rimbambito fosse stretto parente del vudù, un prestanome, li lasciavano fare, era qualcosa che poteva nutrire la libido del praticante, il che era vantaggioso, e insegnare il fatalismo e la sottomissione, che sono un ulteriore bonus.

Questo Islam sradicato presto si dissolse nell’America profonda per riapparire in seguito, dopo l’abolizione della schiavitù e la sua sostituzione con la segregazione e il sistema salariale, in numerose sette, fra cui la turbolenta NOI, Nation Of Islam, creata nel 1930 (poco dopo la nascita dei Fratelli musulmani, creata nel 1928 da un certo Hassan el-Banna) dal messia-mahdi autoproclamatosi Wallace Fard Muhammad, da cui uscirono i principali fondatori del Black Panther Party, Eldridge Cleaver, Malcom X (soprannominato Satana), Elijah Muhammed, e il cui capo oggi è Louis Farrakhan, soprannominato dai suoi amici e nemici The Black Hitler.

No, davvero, la cosa più difficile per l’eremita di Walden sarebbe convertirci alla sua religione: l’amore per la natura come focolare di realizzazione dell’umanità.

La nostra vita è possibile solo su questo ciottolo in orbita a buona distanza attorno al sole, lo sappiamo, ma la natura che ci ha dato molto ha dimenticato di dotarci di una vista lunga e di un pensiero persistente. Tutto ci scivola addosso. E molto presto nessuno saprà perché ha fatto tutti quei nodi al fazzoletto. Temo che deluderemmo il buon Thoreau, abbiamo agito in modo così straordinario da ridurre la Terra a una tomba inquinata in caduta libera nel cosmo.

Il nostro filosofo che conosceva così bene il suo secolo e i suoi difetti saprebbe capire il nostro e spiegarcelo? Se c aiutasse ad abolire la nuova schiavitù e a sradicare le forme estreme della sottomissione, sarebbe già qualcosa di meraviglioso.

Ecco perché dobbiamo pregare per la reincarnazione urgente di Henry David Thoreau, che sia benedetto.

da “Il treno di Erlingen”, di Boualem Sansal, Neri Pozza, 2021, pagine 256, euro 17

copyright 2021 Boualem Sansal – Neri Pozza Editore

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