La macchia umanaIl biografo di Philip Roth è accusato di molestie e la casa editrice ferma il libro

Le testimonianze risalgono (a parte una più recente) all’epoca in cui Blake Bailey insegnava in una scuola di New Orleans, ma sarebbero emerse in seguito anche a causa del battage provocato dal suo ultimo libro

Biografia di Philip Roth, copertina

Blake Bailey, l’autore della biografia di Philip Roth (opera attesa a lungo e osannata dal mondo letterario americano, tanto che il New York Times la ha definita «un capolavoro»), è stato accusato di molestie sessuali da alcune donne. Le accuse risalgono agli anni ’90, quando Bailey insegnava in una scuola superiore di Lusher di New Orleans, ma una, più recente, è del 2015.

La reazione della casa editrice del suo libro, la W. W. Norton, è stata immediata e inattesa: ha bloccato da mercoledì le consegne e la promozione del libro. «Si tratta di accuse gravi», ha dichiarato in un comunicato. La biografia di Philip Roth è, insomma, sospesa «in attesa di ulteriori informazioni».

Da parte sua, Bailey ha subito respinto le accuse. In una mail scambiata con il New York Times le ha definite «false e calunniose». Il suo avvocato, Billy Gibbens, ha aggiunto che Bailey non è d’accordo con la decisione dell’editore di bloccare la promozione del libro. Ma da domenica anche la sua agenzia, The Story Factory, ha smesso di rappresentarlo per lo stesso motivo.

Secondo quanto apparso su Times Picayune e  Los Angeles Times, Bailey avrebbe aggredito e violentato Valentina Rice, dirigente editoriale, nel 2015. I due erano stati invitati a casa di Dwight Garner, critico letterario del New York Times, nel New Jersey, dove avrebbero trascorso la notte. Quando la donna era a letto, Bailey sarebbe entrato nella stanza e l’avrebbe violentata, nonostante la donna avesse più volte ripetuto «no» e «basta», ma senza effetto.

Con l’esplosione del #MeToo, e il clamore della biografia di Roth, la donna ha trovato il coraggio di parlarne. «Sapevo di dover fare qualcosa negli interessi delle altre donnne», ha scritto in una mail anonima inviata a Julia A. Reidhead, presidente della Norton, per accusare Bailey di averle imposto rapporti sessuali non consensuali. Bailey ha risposto sostenendo «di non avere mai avuto rapporti non consensuali di nessun tipo, mai e con nessuno. E se la cosa andrà avanti sarò costretto a difendere la mia reputazione con ogni mezzo».

Ma quella di Rice non è l’unica accusa. Le altre provengono da alcune sue ex studentesse. Bailey, a detta di tutti, era un insegnante piacevole e carismatico, che trattava gli studenti come suoi pari. Questo portava a creare una atmosfera intima anche perché chiedeva loro di scrivere diari di storie romantiche: «Era un’atmosfera licenziosa, permissiva e piena di battute sporche», ha spiegato Elizabeth Gross al New York Times, ora insegnante alla Tulane University. Secondo alcuni suoi compagni, Bailey si comportava come se stesse cercando di adescare alcune studentesse.

Il caso di Eve Peyton, ora dipendente in una azienda di comunicazione di New Orleans, è quello più grave. Bailey l’avrebbe stuprata quando lei era all’università, nel 2003. Si erano incontrati per bere qualcosa a New Orleans. Alla fine, Bailey la invita a passare da lui e ne approfitta per saltarle addosso, baciarla e obbligarla ad avere rapporti orali. Tenta anche di più, ma si ferma quando lei gli dice che non utilizza anticoncezionali. Nel viaggio in cui lui la riaccompagna a casa le confida di averla sempre voluta, fin dal primo momento che l’aveva conosciuta. Cioè quando aveva 12 anni.

I fatti troverebbero una conferma in una mail dello stesso Bailey, inviata qualche giorno dopo e visionata dal NYT, in cui chiede scusa a Eve Peyton per il suo comportamento. Le chiede anche di non parlarne con nessuno. Le riscrive poi nell’estate del 2020, in cui ricordava «la sgradevolezza di quella notte di 17 anni fa».

Intanto il (breve) momento d’oro di Bailey è finito. Bloccando le vendite della sua biografia di Roth (cosa che avviene di solito per errori materiali o di stampa, mai prima d’ora per ragioni legate alla vita privata dell’autore), la casa editrice Norton si assicura di distanziarsi in modo inequivocabile da Bailey, anche a costo di subire un danno economico.