«Guardiamo al futuro»Cosa c’è nel nuovo decreto sostegni presentato da Draghi

Il presidente del Consiglio presenta il nuovo provvedimento da 40 miliardi: 17 miliardi per imprese e professioni, 9 miliardi per gli aiuti al credito e alla liquidità, 4 miliardi per lavoratori e fasce in difficoltà. Stop a Letta sulla proposta di una tassa di successione per i patrimoni oltre il milione di euro

LaPresse

«È un decreto in parte diverso rispetto al passato, che guarda al futuro, guarda al Paese che si riapre, ma allo stesso tempo non lascia indietro nessuno. Assiste, aiuta». Così il presidente del Consiglio Mario Draghi, accompagnato dal ministro dell’Economia Daniele Franco e da quello del Lavoro Andrea Orlando, ha presentato il nuovo decreto sostegni bis, rivolto a imprese, giovani, lavoro e famiglie (qui tutte le misure).

Draghi – che ha sottolineato la sterzata sui vaccini, pur raccomandando di continuare a mettere la mascherina e a mantenere il distanziamento – ha detto che la crescita dell’economia italiana sarà più elevata con la sconfitta della pandemia. Il premier prevede un rimbalzo del Pil «già da questo trimestre», ma per parlare di «crescita sostenuta» ci sarà bisogno dell’avvio del Pnrr.

Il provvedimento da 40 miliardi (finanziati con lo scostamento di bilancio), approvato dal consiglio dei ministri, prevede 17 miliardi per imprese e professioni, 9 miliardi per gli aiuti al credito e alla liquidità, 4 miliardi per lavoratori e fasce in difficoltà. Gli aiuti alle imprese saranno in due tempi, come previsto: prima in base al calo del fatturato, poi in base al calo degli utili. E saranno estesi a 379mila nuove partite Iva.

«Ampia parte del decreto è rivolto ai giovani», ha detto Draghi. Tra le varie misure, per tutti gli under 36 il decreto prevede la possibilità di comprare una casa in cui l’imposta di registro e l’imposta sul mutuo saranno cancellate. Per chi è al di sotto di un Isee di 40mila, la garanzia bancaria sarà coperta all’80% dallo Stato.

È previsto anche un Fondo per la ricerca di base, chiamato Fondo italiano per la scienza, che prevede 50 milioni quest’anno, più 150 nei prossimi anni. E per la scuola ci sarà un concorso anticipato per le discipline in cui c’è più carenza di insegnanti viene, in modo da avere insegnanti disponibili già a settembre. A regime, ci sarà poi un sistema di concorsi annuali.

Per il lavoro, ha spiegato il ministro Orlando, è previsto il contratto di rioccupazione con lo sgravio contributivo per sei mesi, a patto che poi ci sarà una assunzione a tempo indeterminato (altrimenti si dovrà restituire lo sconto). E all’ultimo minuto è stata inserita la norma anti-licenziamento, che riguarda le aziende che chiedono la cassa Covid entro fine giugno. In questo caso, il blocco dei licenziamenti è prorogato al 28 agosto. Orlando ha precisato che il governo ha scelto la strada degli interventi mirati sullo sblocco dei licenziamenti, mentre i sindacati chiedevano invece una proroga generalizzata dopo il 30 giugno.

Inoltre, dal primo luglio le aziende che usano la cassa ordinaria non dovranno pagare le addizionali, ma a condizione che non licenzino. Orlando si è impegnato anche a chiudere il tavolo sulla riforma degli ammortizzatori sociali entro giugno, in risposta al presidente di Confindustria Carlo Bonomi che ha sollecitato il governo sulla proposta di riforma presentata dagli industriali.

Ma «il miglior sostegno è la riapertura», ha detto Draghi. «Se la situazione pandemia continua a migliorare come vediamo attualmente, mi auguro che non ci sarà più bisogno di decreti di questo tipo nel corso di quest’anno». Lo Stato, ha ribadito il premier, «vuole accompagnare i cittadini in questi mesi che verranno, che saranno mesi complessi, con la fine del blocco dei licenziamenti, le mutazioni nella composizione settoriale del prodotto. Richiederanno uno Stato presente che aiuti in queste trasformazioni strutturali».

E in risposta alla proposta di Enrico Letta sulla tassa di successione per i patrimoni oltre il milione di euro, destinata a creare una dote per i giovani, Draghi ha detto che questo «non è il momento di prendere soldi dai cittadini, ma di dare». Da questa situazione di debito alto, ha spiegato, «usciremo solo attraverso una crescita più alta, politiche fiscali restrittive non sono pensabili. La scommessa è sulla crescita e sulla credibilità generale dei nostri interventi». Entro la fine della settimana prossima, il premier ha assicurato che il decreto sulla governance e quello sulle semplificazioni, che accompagneranno il Pnrr, verranno approvati e mandati alla Commissione europea.

Su Alitalia, a cui il decreto sostegni bis destina 100 milioni, il ministro dell’Economia Daniele Franco ha detto che «ci stiamo avviando a raggiungere un accordo con l’Ue» e che «a breve dovremmo trovare una soluzione e consentire a Ita di partire. Dopo si porrà la questione di eventuali partner, sappiamo che ci sono partner interessati». Ma «il brand Alitalia verrà comunque mantenuto».

Draghi, poi, rispondendo a una domanda sulle sollecitazioni di Salvini per la sua elezione al Quirinale, ha detto: «Trovo improprio che si discuta del Capo dello Stato quando è in carica. L’unico autorizzato a parlare del Capo dello Stato è il presidente della Repubblica». E ha anche annunciato che al consiglio europeo di lunedì riproporrà «il tema dell’accordo sulla riallocazione dei migranti». Ma servirà anche un «intervento economico», e «più collaborazione con i Paesi di partenza».