Regale Vendesi castello con fantasma e tesoro

Una struttura abbandonata da 700 anni è stata portata a nuova vita da una coppia torinese che ha realizzato il suo sogno fatto di antiche mura, restauro conservativo, cibo curato e relax per la mente. A pochi passi dalla città

Vendesi castello con fantasma e tesoro. Parte da un articolo con un titolo particolarmente accattivante l’avventura di Luca Veronelli ed Elsa Panini, lui erede di una famiglia imprenditoriale e consulente aziendale, lei biologa con la passione per la cucina che sei anni fa si sono trovati ad acquistare un immobile abbandonato da 700 anni, coperto di terra e masserizie, completamente lasciato a se stesso. Ma con potenzialità che solo due sognatori potevano essere in grado di intuire.
I lavori sono stati intensi e lunghi, costosi sia in termini economici che in termini di impegno e dedizione: tanti i momenti in cui la domanda «avremo fatto la scelta giusta?» ero un sottinteso che rendeva alcune giornate un grande punto di domanda. Ma avere chiaro l’obiettivo finale ha dato una mano ai due a non demordere, e ad arrivare, sei anni dopo, ad essere castellani a tutti gli effetti, proprietari di un medioevo concretizzato, contemporaneo e accogliente più di quanto non fosse all’epoca, e senza alcuno sfoggio di teatralità.
Dormire tra le possenti mura della Rocca di Arignano è un’esperienza che riporta indietro nel tempo, risvegliarsi guardando nelle feritoie il panorama che abbraccia una campagna rigogliosa e verde, tranquilla e accogliente, significa rivedersi in un viaggio virtuale che riporta all’armi e agli amori. Il fantasma non c’è, anche se il pozzo centrale della fortezza, che oggi decora la sala delle colazioni, si dice abbia al suo fondo un letale intrico di coltelli che hanno accolto la giovane moglie dell’ultimo proprietario. Il tesoro non è ancora stato trovato, ma i figli della coppia cercano con entusiasmo negli anfratti e Luca scherzando dice che prima o poi ce la faranno.
Di sicuro qui la famiglia ha incontrato un benessere e una vita che dalla vicina Torino sognavano, costruendo pietra dopo pietra un ambiente perfettamente medioevale ma decisamente contemporaneo, elegante e confortevole.
Anche dal punto di vista gastronomico: a firmare la carta del Ristorante La Locanda della Rocca, lo chef 1 Stella Michelin di Guido Ristorante, Ugo Alciati che ha scelto come executive chef Fabio Sgrò, brillante mano locale che ha per anni scelto la Cina per perfezionare la sua creatività e oggi propone un menu che, partendo da studi che arrivano fino all’epoca medievale, concretizza nel piatto il complemento dell’accoglienza. Arricchita da una raccolta quotidiana di erbe, vere protagoniste in tavola, grazie all’orto affidato a Paolo Gilardi, che coltiva nella collina di Pino Torinese tutto ciò che gli altri contadini hanno scelto di non produrre: zucchine gialle, pomodori provenienti da tutte le fasce climatiche del mondo, rabarbaro e rafano bavaresi, solo per fare qualche esempio illustre.

Lo fa da sei anni, con la sua azienda agricola Badola dove mette in pratica le tante nozioni apprese nelle esperienze olandese e tedesca, importando dall’Inghilterra, e non solo, i semi di ‘verdure alternative’ ed elaborando, sul terreno che un tempo era appartenuto al nonno, le teorie del visionario Pascal Poot: «Lo stress idrico fa bene alle piante, perché permette al seme di sviluppare una resistenza alla siccità dalla generazione successiva». La sua ricerca ha colpito la proprietà della Rocca di Arignano, che ha individuato in lui la persona giusta a cui affidare gli orti privati, naturale motore de La Locanda della Rocca e della Scuola di Cucina annessa al castello e gestita da Elsa, che ha visto in questo luogo di famiglia lo sbocco naturale della sua autentica passione verso la condivisione di ricette buone e sane, che costruisce per sé e che ama insegnare agli altri. La maestosa sala del camino con il grande tavolo di marmo è la sua aula, e in cattedra con lei si alterneranno
Petunia Ollister, la creatrice dei #bookbreakfast; Frollemente, il progetto nato tre anni fa dall’amore per la fotografia e la cucina di Lucia e dalla creatività e passione per la tecnologia di Claudio; lo chef stellato Ugo Alciati, Carol Choi e Francesco Scarrone, anime del Rantan, l’agriturismo in Val Chiusella immerso nella natura ma dal respiro internazionale, dove scoprire il vero sapore delle materie prime.

E appena fuori dalla Rocca, ecco aprirsi per gli ospiti un universo di possibilità, da Torino che si raggiunge in poco più di 20 minuti, alle tante cittadine dei dintorni, a partire proprio da Arignano e dal suo borgo, da scoprire insieme all’Abbazia di Vezzolano – una fra le realtà, situata nel comune dell’astigiano Albugnano, di stile romanico e gotico più importanti dell’intera regione – e la città di Chieri, conosciuta come la città delle cento torri della nobiltà, che ancora oggi conserva il suo impianto medievale e i suoi edifici trecenteschi e quattrocenteschi: l’Arco di Trionfo, il Duomo e le chiese Barocche.
Al ritorno vi aspetta la vasca in rame che è stata costruita all’interno della sala benessere, per un momento di decompressione dal mondo esterno fra massaggi e trattamenti, realizzati con prodotti naturali per la cura del corpo – oli ed essenze, tessuti naturali, legni e pietra. In perfetto stile medioevale contemporaneo.