100 passi avanti Fiore, cucina in libertà

Da luogo anonimo, grigio, costruito per non dare nell’occhio, oggi un locale confiscato si è trasformato in un ristorante colorato, dove inclusione e seconde possibilità sono sulla prima pagina del menu

Foto di Brambilla & Serrani

Dalle terre o dagli immobili confiscati alle mafie possono nascere progetti che, in qualche modo, restituiscono alla comunità il maltolto. Spesso accade che le attività oggetto di questi atti giudiziari siano legate all’agricoltura e alla ristorazione. Entrambi i settori, in effetti, sono spesso al centro della cronaca e, in particolare nelle grandi città o intorno a esse, capita di leggere di sequestri di ristoranti o di discariche abusive su terreni avvelenati da rifiuti più o meno tossici. Così è sempre una buona notizia quando, dopo una confisca, i luoghi, sfruttati dalla malavita, si trasformano in imprese sociali che non solo fanno cose buone, ma danno lavoro e favoriscono un indotto positivo.
Fiore, cucina in libertà, è uno di questi luoghi, è un ristorante, si trova a Lecco, ed è stato affidato da Regione Lombardia a un gruppo composto dalla cooperativa sociale la Fabbrica di Olinda di Milano, Arci Lecco e Auser Lecco.

Foto di Brambilla & Serrani
Il nome è evocativo, quasi un manifesto, perché seminando bene, i fiori sbocciano e così anche l’uso della parola “libertà” nel pay off, ha un buon sapore, quello di un luogo strappato alla criminalità e, finalmente, libero, per tutti.
Il locale è stato ristrutturato volendo trasformare un luogo anonimo e grigio, quasi nascosto, in posto accogliente dove la bellezza delle scelte di design, pur lasciando qualche traccia del passato, come messaggio per non dimenticare, siano significative, simboliche. Così l’idea di utilizzare chiedere ai cittadini di Lecco di regalare dei libri da usare come accessori d’arredamento, libri aperti come fossero da sfogliare e dalle loro pagine sgorgasse cultura, quale gesto di condivisione del sapere, donati quasi fossero mattoni per la ricostruzione.Un altro tassello importante di questa restituzione è la squadra costruita intorno al cuoco Giorgio Antoniella supportato da Raffaele Mattei che rappresenta l’anello di congiunzione tra Fiore e la Fabbrica di Olinda, grazie ai sostenitori del progetto “I sapori e i saperi della legalità e dell’inclusione sociale”. Un gruppo eterogeneo comporto da 11 addetti con storie e provenienze diverse presidia il lavoro di sala, ruolo fondamentale nell’accoglienza degli ospiti che potranno gustare una cucina semplice che punta sulla stagionalità e su ricette comprensibili, con piatti e anche pizze che sfruttano con accuratezza materie prime di fornitori locali, un ulteriore attenzione al territorio, oltre a Libera che, coerentemente con gli scopi del progetto, fornisce i suoi vini e una selezione di prodotti provenienti, a loro volta, da terreni “liberati”.
Fiore, cucina in libertà, si trova a Lecco, in via Belfiore 1. Anche il nome della via è ben augurante.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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