Succede a SeulIl giorno in cui mia moglie è diventata un’altra persona

Nel romanzo di Cho Nam-Joo il racconto di una donna che abbandona la sua stessa identità per acquisire quella di altre persone diventa una metafora della condizione femminile nella società coreana. Un mondo misogino, senza pietà e rispetto

di Rawwkim, da Unsplash

Kim Ji-Young ha trentaquattro anni, è sposata da tre e l’anno scorso ha dato alla luce sua figlia. Vive in un appartamento in affitto nella periferia di Seoul con il marito Jung Dae-Hyun, trentasette anni, e sua figlia Jung Ji-Won.

Dae-Hyun lavora come impiegato in un’azienda di telecomunicazioni, mentre lei lavorava in una piccola agenzia pubblicitaria, ma se ne è andata poche settimane prima della data prevista per il parto. Jung Dae-Hyun faceva gli straordinari arrivando a lavorare anche fino a mezzanotte e qualche volta nei fine settimana.

Visto che i genitori di lui vivono a Busan e i genitori di lei gestiscono un ristorante, Kim Ji-Young è l’unica a potersi occupare di sua figlia. Da quando, però, la bambina ha compiuto un anno l’estate scorsa, Kim Ji-Young la manda la mattina all’asilo che si trova al primo piano del palazzo dove vivono.

Era l’8 settembre quando Kim Ji-Young cominciò ad avvertire degli strani disturbi. Jung Dae-Hyun si ricorda il giorno esatto, perché era la mattina di baengno, “rugiada bianca”, la prima notte di autunno, quando la temperatura scende al minimo. Mentre Dae-Hyun stava facendo colazione con latte e dei toast, Kim Ji-Young all’improvviso aprì la finestra e uscì nella veranda. Fuori c’era il sole ma, non appena aperta la finestra, subito entrò un’aria fresca che gelò la tavola.

Kim Ji-Young fece spallucce, si avvicinò al tavolo e sedendosi disse: «Sento il vento soffiare la mattina sulle onde del mare. Settembre è iniziato e mi immagino già la rugiada sui campi di grano gialli».

Jung Dae-Hyun rise al modo di parlare così strano della moglie.

«Ma che dici? Sembri tua madre quando parli così».

«Ricordati di prendere la giacca, cucciolo. Penso che farà freddo più tardi».

Anche allora, Jung Dae-Hyun pensò che sua moglie stesse semplicemente scherzando. La sua imitazione della madre era impeccabile: il suo modo di fare l’occhiolino con il destro quando doveva chiedergli un favore, e quell’allungamento dell’ultima sillaba quando lo chiamava cucciolo. Qualche volta l’aveva sorpresa a guardare fisso nel vuoto o a piangere sentendo canzoni tristi, ma DaeHyun si era detto che probabilmente era solo stanca di badare alla piccola. Era comunque una donna solare, stava sempre allo scherzo, e spesso faceva ridere Dae-Hyun facendo le imitazioni delle celebrità. Per questo Jung Dae-Hyun non ci badò tanto, abbracciò sua moglie e uscì per andare a lavoro.

Quando quella sera Dae-Hyun tornò a casa, trovò sua moglie Kim Ji-Young distesa sul letto con la bambina. Tutte e due si succhiavano i pollici. Dae-Hyun rimase a guardare la scena per un po’: il tutto sembrava così tenero, ma anche allo stesso tempo ridicolo. Si avvicinò poi alla moglie e, non appena le tolse il pollice di bocca, Kim Ji-Young schioccò le labbra e riprese a dormire proprio come una bambina.

***

Qualche giorno dopo, Kim Ji-Young disse di essere Cha Seung-Yeon, una compagna dell’università che era morta l’anno precedente. Cha Seung-Yeon e Jung Dae-Hyun avevano iniziato l’università lo stesso anno ed erano più grandi di Ji-Young di tre anni. In realtà, frequentavano tutti e tre la stessa università e lo stesso club di escursioni in montagna, ma allora Dae-Hyun e Ji-Young non si conoscevano. Dae-Hyun aveva grandi progetti per dopo l’università, ma dovette rinunciare per la difficile situazione a casa. Alla fine del terzo anno, partì per il militare e tornò a casa, a Busan, per fare qualche piccolo lavoretto per un anno. Nel frattempo, Kim Ji-Young era andata al college e si era iscritta al club di escursionismo.

Cha Seung-Yeon era sempre stata molto gentile con le sue compagne del club, tra le quali spiccava Ji-Young con cui avevano una cosa in comune: non amavano davvero fare le escursioni. Diventarono amiche e rimasero in contatto a lungo, si incontravano spesso anche dopo che Seung-Yeon si era laureata.

In effetti, la prima volta che Jung Dae-Hyun e Kim Ji-Young si incontrarono fu proprio al ricevimento del matrimonio di Cha Seung-Yeon, la quale poi morì per un’embolia da liquido amniotico mentre dava alla luce il suo secondo figlio. La notizia scosse molto Kim Ji-Young che allora stava già attraversando una depressione postpartum e le fu ancora più difficile portare a termine le cose di tutti i giorni.

Quel giorno, dopo aver messo a letto la bambina, Ji-Young e Dae-Hyun si misero seduti dopo tanto tempo a parlare e bere una birra. Dopo averne già bevuta più della metà, Kim Ji-Young appoggiò la mano sulla spalla del marito e disse bruscamente: «Sai, Ji-Young non se la sta passando bene. Crescere un neonato è sfiancante. Dovresti cogliere ogni occasione per dirle: “Sei fantastica, ti stai impegnando così tanto, ti amo moltissimo”».

«Ma che sciocchezze stai dicendo? E va bene, allora: so che è un periodaccio, apprezzo quello che stai facendo e ti amo».

Dae-Hyun le accarezzò teneramente la guancia, ma lei scostò la sua mano con irritazione.

«Mi vedi ancora come Cha Seung-Yeon innamorata persa a vent’anni? Quella Cha Seung-Yeon che tremava solo guardandoti anche se facevano quaranta gradi?»

Per un istante il cuore di Dae-Hyun si fermò. Erano cose di quasi vent’anni prima. Era il bel mezzo dell’estate, nel bel mezzo del giorno, e si trovavano al centro esatto del campetto di atletica, senza neanche un’ombra e il sole che bruciava forte. Non ricordava come ci fossero arrivati, ma incontrò per caso Cha Seung-Yeon, che d’un tratto gli disse che lui le piaceva. A lei piaceva lui, aveva una cotta per lui, disse così, con la fronte sudata e le labbra che le tremavano. Dae-Hyun le diede uno sguardo compassionevole e lei subito si ritrasse.

«Oh, ho capito, tu non provi lo stesso. Va bene, basta. Facciamo che non hai sentito niente oggi. Ti tratterò come facevo un tempo, se è questo che vuoi».

E poi scomparì attraverso il cortile della scuola. Davvero da quel momento lo trattò esattamente come prima, come se non fosse successo nulla, e con tanta disinvoltura che Dae-Hyun si chiese se non fosse stata tutta solo un’allucinazione dovuta al caldo.

Comunque sia, per lui questa storia era ormai acqua sotto i ponti. Solo lui e Seung-Yeon sapevano cosa fosse successo tra di loro, ma ecco che ora sua moglie tirava fuori quella storia.

«Senti, Ji-Young» disse Dae-Hyun, senza aggiungere altro. Ripeté il nome della moglie per tre volte.

«Dai amicooo, smettila di chiamarmi come lei. L’ho capito, sei un marito modello!».

Dai amicooo. Erano le parole che ripeteva sempre Cha Seung-Yeon quando era ubriaca. A Jung Dae-Hyun si drizzarono i capelli a sentirla urlare in quel modo. Fingendosi imperturbabile, continuò a dirle di smetterla di scherzare. Ji-Young, lasciando sul tavolo la lattina vuota, se ne andò in camera e si mise a letto accanto a sua figlia, senza lavarsi i denti. Si addormentò subito come un sasso. Dae-Hyun si prese un’altra birra e se la scolò. Cos’era, uno scherzo? Era ubriaca? Era posseduta da uno spirito, come si vede fare in tv?

La mattina seguente, Kim Ji-Young uscì dalla stanza massaggiandosi le tempie. Non sembrava ricordare niente di ciò che era successo la sera prima. In un certo senso, questo tranquillizzava Dae-Hyun perché significava che era solo colpa dell’alcool se la moglie aveva detto tutte quelle cose, dall’altra però era preoccupato. E poi non riusciva a credere che fosse ubriaca, dopotutto aveva bevuto solo una lattina di birra.

Kim Ji-Young si comportò in modo strano ancora in qualche occasione. Gli mandò un messaggio in codice con delle emoticon che non aveva mai usato prima, oppure si mise a cucinare dei piatti che non aveva mai preparato prima e che non erano le sue specialità, come la zuppa o le verdure fritte. Quella non sembrava più sua moglie. Dopo tutto quel tempo – gli innumerevoli particolari che si erano raccontati, le carezze, morbide come fiocchi di neve, che si erano scambiati, e la bambina bellissima che avevano avuto – quella donna che era sua moglie da tre anni e che aveva corteggiato in modo appassionato per due non sembrava più lei.

da “Kim Ji-Young, nata nel 1982”, di Cho Nam-Joo, Baldini + Castoldi – La Tartaruga, 2021, pagine 176, euro 18