Project PopcornChi è Ann Sarnoff, la donna che ha salvato HBO

Chiamata a prendere il posto del Ceo travolto da uno scandalo sessuale, la presidente di WarnerMedia ha traghettato la società hollywoodiana durante la pandemia con il coraggio di qualche scommessa (come Tenet) e scelte contestate che si sono rivelate giuste

Evan Agostini/Invision/AP

È stata definita «la donna più potente di Hollywood», anche se a Hollywood la conoscevano in pochi. Ann Sarnoff è stata nominata nel marzo 2019 presidente e Ceo degli studi WarnerMedia (la prima donna da sempre), subito dopo le dimissioni di Kevin Tsujihara, travolto da uno scandalo di natura sessuale. Ha ereditato una situazione difficile, un compito importante (definire la strategia per lo streaming) e ha navigato nelle acque tumultuose della pandemia, prendendo decisioni difficili e controverse.

Come racconta questo ritratto pubblicato da Vanity Fair, ora Sarnoff «ha una compostezza serena», perché il peggio è passato ma anche perché ha dimostrato di saper gestire una situazione inedita, facendo scelte coraggiose, insolite e, appunto, contestate. Come ad esempio spostare gran parte della produzione in uscita nel 2021 sul canale streaming Hbo Max. Per tanti è stato un affronto, per l’Hollywood Reporter addirittura un evento che segnerà il 3 dicembre come «il giorno dell’infamia». Alla fine è stata la cosa migliore da fare.

La verità è che la pandemia aveva sconquassato tutto, tempi modi e progetti. Ogni previsione veniva smentita la settimana successiva, i piani saltavano. Per capire come comportarsi per eventuali uscite di film, spiega Sarnoff al magazine americano, lei e il suo team scandagliavano le analisi epidemiologiche «come se fossero foglie di tè». E La scommessa di “Tenet”, l’ultimo film di Christopher Nolan, con cui si è immaginato nell’estate 2020 di poter riportare la gente al cinema, non aveva funzionato: solo 363 milioni di dollari, in gran parte provenienti da fuori America.

Di fronte alla prospettiva di tenere bloccati film e serie già pronti, la soluzione migliore è stata quella di spostare le uscite, anziché al cinema, sulla piattaforma in streaming di Hbo Max. Era, nel gergo aziendale, il “Project Popcorn”. Ed era anche l’unico modo per monetizzare il prodotto.

Certo, non tutto è andato liscio come l’olio, soprattutto sul versante comunicativo. Spiegare, avvisare e persuadere per tempo tutte le 181 persone coinvolte nei 17 film da fare uscire non è stato possibile. La notizia è filtrata, le reazioni sono state piccate se non rabbiose, aumentando il livello difficoltà. In questo senso, hanno fatto notare da più parti, essere un’outsider per Hollywood non ha aiutato. Sarnoff non aveva un capitale di fiducia da spendere e ne ha pagato le conseguenze.

La sua carriera, del resto, si era svolta nella costa Est. Prima a Nickelodeon negli anni ’90, poi è passata a VH1 dove ha creato il canale VH1 Classic, recuperando le grandi produzioni di una volta, per approdare a Bbc Worldwide Americas., da dove lancia il canale Bbc Earth nel 2015, oltre alla produzione di una importante serie di trasmissioni. Il suo carnet di incarichi e collaborazioni comprende, inoltre, il servizio streaming di produzioni inglesi BritBox. Per tutte queste ragioni il suo profilo, anche se non hollywoodiano, era stato giudicato perfetto dalla Warner.

Per ora si può dire che hanno avuto ragione. I risultati, dopo due anni alla guida sono buoni. A placare le ire dei produttori e degli attori è stata una saggia politica di indennizzi, un budget per il marketing a livello globale e l’uscita nei cinema nei Paesi dove le sale erano aperte. A livello streaming, poi, gli abbonamenti nazionali a Hbo Max e a Hbo sono aumentati di quasi 11 milioni. In tutto questo, è stata un’occasione – sorride – per entrare in contatto con una grandissima quantità di persone.

Non solo: la produzione dei nuovi film e delle nuove serie (e anche eventi live, e addirittura videogame) procede a passo spedito. In programma ci sono, per esempio, film per il franchise della DC Comics, in aperta opposizione al MCU (Marvel Cinematic Universe) della Disney. Ma anche produzioni interne destinate al canale streaming Hbo Max, una divisione che finora ha lavorato soprattutto per fornire contenuti ad altre piattaforme (ad esempio “Ted Lasso”, per Apple TV).

Soprattutto, all’orizzonte si profila la fusione con Discovery. Il risultato – se autorizzato – sarebbe la nascita di un nuovo gigante che potrebbe, da solo, contrastare la Disney e Netflix. Ann Sarnoff non è preoccupata. Per lei sarebbe l’ennesimo risultato da aggiungere alla lista.