Doppiezza padanaGiorgetti dice che Draghi deve salire al Quirinale, ma intende il contrario

Il ministro dello Sviluppo economico non parla mai direttamente, ma va interpretato. Stavolta conviene farlo alla rovescia, e tradurre la sua intervista così: senza l’ex banchiere a Palazzo Chigi, ci perdono tutti

Roberto Monaldo/ LaPresse

L’antifrasi è una figura retorica che conduce a un significato contrario a ciò che viene affermato, tipo “ma che bella giornata!” mentre finisci sotto a una grandinata che ti buca il tettuccio.

Quando Giancarlo Giorgetti dice che Mario Draghi dovrà salire al Quirinale perché la maggioranza si sta sfaldando e poi dovrà in un modo o nell’altro impadronirsi da lassù del potere come fece De Gaulle, che bisogna andare al voto subito dopo la sua elezione, che il nuovo governo post-elettorale butterà via i soldi del Pnrr o non saprà spenderli e, infine, che tutto ciò è nell’interesse della nazione, è chiaro che sfida la logica più elementare.

Proviamo a interpretarlo alla rovescia, allora. Giorgetti dice:

1. Cari parlamentari della maggioranza, se Draghi verrà eletto presidente voi vi ritroverete di punto in bianco disoccupati e sapete bene che in pochissimi ritroverete il seggio perché da un lato il numero delle poltrone si è ridotto di un terzo e dall’altro gli equilibri politici sono drammaticamente cambiati rispetto al 2018. Quindi smettetela di far casino.

2. Cosa uscirà dalle urne non si sa, ma in ogni caso non esiste leader di partito che sia in grado di tenere in piedi una maggioranza o di destra o di sinistra già in origine avvelenata dalle tensioni interne e segnata dalla difesa di interessi particolari e contrastanti. E tanti saluti al Next Generation Eu e ai suoi 209 miliardi.

3. Io guardo in casa mia, siamo favoriti no? Ma non lo vedete chi abbiamo candidato a Roma e Milano? Dove pensate che ci porti il nuovo governo se non nell’abisso dello scontro con l’Unione europea e peggio ancora con i mercati finanziari?

4. Dunque rafforziamo il governo Draghi, eleggiamo al Quirinale una persona equilibrata e, questo è il punto, prepariamo per le prossime elezioni una maggioranza alla tedesca che abbia come candidato lo stesso Mario Draghi.

5. Ciò comporterà degli sconvolgimenti sia a destra che a sinistra, defezioni e scissioni, cambi di leadership, lo so. E proprio per questo è necessario che nasca una forza di centro pronta a raccogliere gli elettori in fuga dai vecchi partiti. Credete che abbia dato per caso il mio sostegno alla candidatura Calenda per Roma contro centrosinistra e centrodestra?

Fin qui Giorgetti raddrizzato. Manca una clausola necessaria al compimento del suo progetto: subito una legge elettorale proporzionale che liquidi la puttanata dell’o di qua o di là che piace tanto a Letta e Meloni e che ci sbatterebbe o verso la Russia via Budapest o verso il nulla via Bibbona.