Tolleranza e sicurezzaLa città belga che insegna la ricetta contro populismi ed estremismi

Mechelen (in francese Malines) è uno dei più importanti distretti industriali del Belgio. Da vent’anni attua una politica di accoglienza e integrazione efficace. È uno dei pochi centri del Paese da cui non sono partiti foreign fighters per unirsi all’Isis

di Ayman Elkandoussi, da Unsplash

Combattere il radicalismo islamico senza cadere nel populismo si può. Evitare la propaganda della sharia e mantenere alto il livello di diversità e immigrazione anche. Così come far crescere il benessere degli abitanti, favorire la tolleranza, tenere le strade sicure quando i centri vicini diventano degli incubatori di terroristi dell’Isis. È questa la lezione che dà al mondo la città belga di Mechelen (Malines), come spiega questo estratto del libro di Carla Power, “Home, Land, Security”pubblicato dall’Atlantic.

Il modello di deradicalizzazione promosso dal sindaco Bart Somers, in carica dal 2001, parte da lontano. È una ricetta fatta di sicurezza, tolleranza zero nei confronti della microcriminalità, ma anche di sviluppo delle aree comuni, di progetti green e soprattutto di strategie di accoglienza e integrazione degli immigrati che coinvolgono tutta la cittadinanza. L’obiettivo è quello di alimentare un profondo senso di appartenenza alla città (e quindi al Paese), oltre che migliorare in modo sensibile la qualità della vita di tutti. Finora la scommessa di Somers può dirsi vinta. E può funzionare da esempio anche per altre realtà.

All’inizio degli anni 2000 la reputazione di Mechelen era compromessa. La città era sporca (secondo un sondaggio, era la più sporca di tutto il Belgio), inquinata, la microcriminalità era diffusa e il livello di insoddisfazione degli abitanti diffuso. A distanza di 15 anni è diventata uno delle poche città del Belgio da cui non sono partiti giovani combattenti per lo Stato islamico, nonostante si trovi al centro della cosiddetta linea della sharia, un immaginario collegamento tra centri urbani che segue il percorso ferroviario Bruxelles-Anversa, percorso dai volontari islamici in cerca di nuove reclute per la loro causa.

Dalla capitale belga sono partite 200 persone, da Anversa quasi cento. Mentre da Vilvoord, paesino di meno di 30mila abitanti vicino a Mechelen, ne sono usciti 29.

La politica di Somers, oltre a puntare su verde e pulizia, ha introdotto un nuovo modello abitativo. Ha incentivato il rimescolamento degli abitanti, spingendo i bianchi a spostarsi nei quartieri con maggioranza di immigrati, ma senza cadere nelle speculazioni della gentrificazione (la maggior parte delle case sono di proprietà). Lo stesso ha fatto sul piano scolastico: l’autosegregazione etnica è stata combattuta mescolando i figli dei nuovi arrivati con quelli dei vecchi abitanti anche nelle classi e soprattutto negli istituti. Il concetto di scuole per stranieri o per belgi non è stato più tollerato.

In più ha accompagnato questa politica di reciproca tolleranza con un piano di speed-dating tra residenti di vecchia data e immigrati. Le famiglie si incontrano e, con un contratto, garantiscono di frequentarsi per sei mesi. Il residente aiuta il nuovo arrivato a inserirsi nel nuovo contesto, gli dà brevi lezioni di lingua, gli spiega il funzionamento delle istituzioni e delle abitudini del Paese. In più lo assiste nelle questioni tecnico-burocratiche più comuni, come l’apertura di un conto in banca, il contratto di lavoro, gli affitti. Il piano serve a creare un livello di fiducia reciproco maggiore, se non addirittura costruire rapporti amichevoli e soprattutto umani. L’immigrato potrà trovare una sponda affidabile nelle difficoltà e, se vuole, anche un confidente per i momenti di debolezza.

Quello che importa al sindaco è che il senso di appartenenza alla comunità cittadina sia forte e che superi le differenze religiose, ideologiche, geografiche. È il modo con cui combatte il riduzionismo identitario, vero male del nostro tempo. Di fronte alle forze politiche che tentano di limitare l’identità di un individuo a uno solo dei suoi caratteri (europeo, americano, islamico, cristiano) oppone la ricchezza della diversità, tollerata e anzi coltivata.

Con l’identitarismo, al contrario, ognuno diventa «una caricatura di sé stesso», spiega Somers una figurina semplificata buona per gli obiettivi di alcuni agenti politici «che ne approfittano poi per spiegarti cosa devi fare per essere un buon europeo, o un buon americano, o un buon musulmano. In questo modo perdi la tua libertà», amplificando le divisioni della comunità e alzando il livello delle tensioni. Il risultato è la violenza.

Quella di Somers è una politica di sinistra? Non proprio. La chiave fondamentale di tutto sta nella sicurezza. Il sindaco di Mechelen è un grande sostenitore della tolleranza zero nei confronti dei piccoli crimini e applica in modo deciso la filosofia della finestra rotta (che in America era stata utilizzata da Rudolph Giuliani quando era sindaco di New York, non ancora trumpiano): a degrado, anche piccolo, seguirà alto degrado. È convinto allora che strade pulite, arredo urbano ben curato siano elementi essenziali per una città aperta e tollerante. Lo stesso vale per la presenza massiccia di poliziotti nelle strade: nel giro di 20 la piccola criminalità è crollata dell’84%. Se le persone si sentono sicure, spiega, non avranno ragione di cercare nemici – che finiscono sempre per essere gli stranieri e gli immigrati.

Il modello funziona, il benessere è cresciuto, la tolleranza c’è – nonostante anche qui la destra populista di Vlaams Belang sia cresciuta nei sondaggi, come in tutto il Paese, ma con percentuali minori. Il sindaco sa che una vita tranquilla e ordinata, alla lunga, non basta per dare motivazioni all’essere umano. Spesso condizioni esistenziali buone vengono messe in discussioni in nome di missioni considerate più alte, o nobili. Il rischio della noia è dietro l’angolo, ne è consapevole. Ma la verità è che Mechelen sta già conducendo, da anni, una battaglia importante e coinvolgente. «Quella contro i populismi», spiega, e la loro retorica divisiva. E la sta vincendo.