Propaganda e realtàIl negazionismo dei pacifisti putiniani che incolpano Zelensky della guerra di Putin

Quanto durerà questa campagna per ignorare i crimini verso donne e bambini dell’operazione speciale del Cremlino in nome di una pace che non tiene conto degli aggrediti?

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Ormai siamo al negazionismo due punto zero, il negazionismo di secondo grado, il negazionismo doppio, il negazionismo al cubo, rinforzato, sinergico, a slavina, alla rinfusa, random, meta-gaglioffo e ultra-paraculo.

Siamo cioè al punto che non solo il pacifista negazionista trascura – vale a dire, appunto, nega – i fatti criminali dell’operazione speciale, ma nega l’esistenza della propaganda – che egli stesso fa, o che lascia fare ai colleghi – che dal 24 febbraio viene opposta alle ragioni e all’azione di chi resiste all’aggressione.

Se è complicato, sciogliamola così: quello, il pacifista negazionista, sta su tutti i giornali salvo un paio, in ogni postribolo televisivo salvo nessuno, a scrivere, a dire, a ripetere, nell’ordine: che Zelensky è notoriamente un dittatore sanguinario; che non c’è la pace perché gli ucraini, irresponsabilmente, vogliono la guerra; che non c’è la pace perché gli ucraini, lo vedono tutti, preferiscono stare nei sotterranei; che non c’è la pace perché i genitori ucraini, pazzesco, non capiscono che i bambini sono felici anche in dittatura; che non c’è la pace perché, pensa un po’, i genitori di duecentomila bambini ucraini deportati non capiscono che in Russia si sta bene; che non c’è la pace perché, vuoi sostenere il contrario?, è una guerra della Nato fatta per ordine di Joe Biden che vuole venderci il suo gas; che i cadaveri di Bucha probabilmente erano manichini, e non vorrai mica trascurare l’ipotesi; che gli ucraini sono perlopiù nazisti, che c’è anche la foto del battaglione Azov; che il mercato incenerito da due missili era verosimilmente un deposito di armi, che l’ha detto anche la radio; che negli ospedali rasi al suolo c’erano 007 occidentali, che l’ha spiegato anche il reporter di guerra, collegato da Frascati; che far saltare il ponte tra la Crimea e la Russia era un crimine contro l’umanità, che l’ha spiegato il geopolitologo delle otto e mezza.

E tu gli dici: sei pacifista, va benissimo, ma una parolina su questa roba la spendi? Non la spende, e ti spiega che lui non ne ha mai sentito parlare, che sui giornali e in televisione c’è solo il fronte bellicista, che il pacifismo è ostracizzato, e che se fosse per lui e quelli come lui la guerra non ci sarebbe e trionferebbe la pace, perché la guerra la vogliono Zelensky e la Nato e Joe Biden e i bambini ucraini che resistono al dovere morale di farsi deportare.

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