ForzalavoroLe giornate non lineari fuori dall’ufficio, la manovra da fare e il Nobel contro la crisi

Nella newsletter di questa settimana: i vantaggi dei modelli asincroni nelle aziende e le regole da contrattare, il documento programmatico di bilancio «leggero» e la finanziaria contro-elettorale di Meloni. Ma anche le partite aperte per il prossimo esecutivo, da Ita a Tim. E poi la questione gig economy, le linee guida per la parità di genere nella pubblica amministrazione, i ritmi insostenibili nei ristoranti italiani, il turnover incentivato dallo smart working e l’agenda della settimana. Ascolta il podcast!

(Unsplash)

ODE ALLE GIORNATE DI LAVORO NON LINEARI
La giornata lavorativa tipo, per molti decenni, è stata definita da passaggi rigidi: mettersi alla scrivania più o meno intorno alle 9 del mattino, fare pausa pranzo, rimettersi alla scrivania fino alle 5 o alle 6 del pomeriggio. Punto. Con la pandemia, questo meccanismo lineare è stato stravolto. Non solo è cambiato per il molti il “dove” lavoriamo, ma anche il “quando”.

Anche prima della pandemia, certo, qualcuno si «portava il lavoro a casa» o guardava le email fuori dall’ufficio. Ma si trattava di straordinari non retribuiti, in aggiunta a lunghe giornate con i piedi sotto la scrivania. Ora che gli orari statici sono venuti meno, sta emergendo invece via via il modello della «giornata lavorativa non lineare». I dipendenti che firmano questi accordi possono svolgere il proprio lavoro in modo «asincrono», cioè al di fuori del tradizionale orario rigido di lavoro, completando le attività in momenti diversi sparsi lungo tutta la giornata. L’idea è che si possano costruire programmi di lavoro attorno alle vite personali, piuttosto che stipare e comprimere la vita privata in orari fissi e contrattati.

Controllo sul tempo Secondo gli esperti, ci sono molti vantaggi nel lavorare in modo asincrono. Anzitutto, si ha maggiore controllo sul proprio tempo. Che poi – come spiega Bbc – sebbene questa possa sembrare una conquista post pandemica, in realtà si tratta di un ritorno al modo in cui gli esseri umani lavoravano in epoca preindustriale, quando una tipica giornata lavorativa durava dall’alba al tramonto, intervallata da pause, pasti e sonnellini regolari. Quando la società si è industrializzata, è nata poi la rigida settimana lavorativa di cinque giorni e 40 ore. Prima nelle fabbriche, poi negli uffici. Ma la pandemia ha «sciolto» questa rigidità: c’è chi, da casa, ha lavorato anche durante le pause e chi si è preso del tempo da trascorrere con la famiglia in quelli che prima erano tradizionali orari di lavoro.

Vari tipi di non linearità Le giornate lavorative non lineari possono essere di vario tipo. C’è chi sceglie di riaprire il computer dopo cena, chi preferisce portarsi avanti al mattino presto per poi andare ad allenarsi in palestra. Chi è genitore eviterà di perdersi la partita di calcio del figlio, potrà andare a prenderlo a scuola o preparargli la cena, rimettendosi al lavoro dopo che i bimbi sono andati a letto. E se gli uffici pubblici sono aperti dalle 9 alle 17, il dipendente ha tempo di fare delle commissioni e poi riprendere a lavorare. Insomma, le variazioni sono infinite e molto personali.

  • Come ci aveva spiegato l’esperto di diritto del lavoro Antonio Aloisi, la formula è quella di aggiungere flessibilità ai giorni di lavoro, cioè aggiungere slot di orari possibili in cui lavorare.

Vantaggi personali… Il lavoro asincrono consente alle persone di risparmiare il tempo del pendolarismo, svolgere attività di ordinaria amministrazione durante le ore di bassa produttività, avere tempo per l’attività fisica e i propri hobby e risparmiare denaro con i pasti cucinati in casa.

… e per l’azienda E una maggiore flessibilità significa generalmente anche una maggiore produttività. Invece di attenersi a un orario fisso, i dipendenti possono suddividere le giornate in blocchi che si adattano meglio ai loro ritmi naturali, portando a termine il lavoro quando si è più produttivi e creativi. Le giornate lavorative non lineari aiutano di fatto a spostare il focus del lavoro dall’attività in sé ai risultati.

Servono delle regole Tuttavia, perché un modello non lineare abbia successo, servono forse delle regole. Aaron De Smet, senior partner di McKinsey, suggerisce ad esempio una formula mista in cui sia garantito un blocco orario fisso, per svolgere il lavoro sincrono dal vivo con riunioni e brainstorming, unito poi a orari flessibili.

Meglio della settimana corta Certo, non tutte le aziende e non tutti i datori di lavoro sono pronti a questo cambio di paradigma. Oggi queste formule sono più diffuse nel settore tecnologico e nelle aziende che hanno team di lavoratori sparsi in tutto il mondo, più che nelle imprese che hanno alle spalle una organizzazione di presenze fisse in ufficio. C’è ancora molta strada da fare, eppure la domanda crescente di maggiore autonomia e flessibilità che arriva dai nuovi candidati può aiutare in questa direzione. Insomma, più che la settimana lavorativa di quattro giorni, in cui tutto sarebbe compresso in poche giornate di superlavoro piene zeppe di impegni che non lasciano spazio alla vita privata, la formula di una giornata lavorativa non lineare, da contrattare con l’azienda, sembra invece più adatta. Al benessere delle imprese, e anche dei lavoratori.

 

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UNA MANOVRA DA FARE
Si attende questa settimana l’approvazione del Documento programmatico di bilancio (Dpb) da parte del governo Draghi, prima di passare la palla al nuovo esecutivo in via di formazione che dovrebbe essere guidato da Giorgia Meloni.

  • Sarà probabilmente un documento «leggero» che potrebbe limitarsi solo ad alcune voci ed essere successivamente integrato con i programmi di finanza pubblica e l’indicazione delle misure da attuare nella manovra.
  • Con la prima convocazione delle Camere fissata per il 13 ottobre, difficilmente il nuovo esecutivo potrà essere operativo sulla legge di bilancio prima degli inizi di novembre. Ma entro il 15 ottobre l’Italia, come tutti i Paesi dell’Eurozona, è chiamata a inviare a Bruxelles il Dpb, che dovrà essere poi valutato e approvato dalla Commissione europea. Che comunque ci ha già concesso qualche proroga sui tempi.

URGENZE
Il quarto in arrivo L’urgenza maggiore resta comunque l’approvazione di un nuovo decreto bollette. Si discute di interventi per circa 10 miliardi, tutti finanziati dal gettito extra dovuto al buon andamento dei conti pubblici. Tra le ipotesi, c’è una rateizzazione delle bollette per le imprese o una moratoria di sei mesi.

  • Per le altre misure, molto dipenderà da come andrà il prossimo vertice europeo del 20 e 21 ottobre, quello in cui la Commissione Ue dovrebbe presentare una serie di proposte sul tetto al prezzo del gas «dinamico» e sul disaccoppiamento tra prezzo del metano e quello dell’energia elettrica. Se la risposta sarà insoddisfacente, il decreto potrebbe contenere qualche misura nazionale in questa direzione.

La voce delle imprese Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi intanto dice che servono 40-50 miliardi per mettere al sicuro il tessuto industriale contro il caro energia. La risposta, spiega, dovrebbe venire dall’Europa, con un tetto a prezzo del gas e un programma simile al Next Generation Eu approvato durante la pandemia. Ma «se l’Europa non fa il suo dovere», spiega, «lo scostamento di bilancio finalizzato al solo contenimento dell’emergenza energia diventerebbe inevitabile per sopravvivere». Secondo l’ultimo rapporto del Centro studi di Confindustria, l’impennata dei prezzi del metano potrebbe azzerare il Pil nel 2023 rispetto al +3,4% di quest’anno.

… E dei lavoratori Dopo il corteo dell’8 ottobre a Roma, il leader della Cgil Maurizio Landini chiede nuovamente ascolto al prossimo governo di destra guidato da Meloni, ma «senza pregiudizi». Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato anche una manifestazione il 22 ottobre a Roma per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

  • Il 9 ottobre si è celebrata la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro: nei primi otto mesi dell’anno, i morti sono stati 677, con una media di quasi tre vittime al giorno.

 

PUZZLE SOVRANISTA
A prescindere da chi sarà il prossimo ministro dell’Economia (Meloni continua a ricevere parecchi «no»), la legge di bilancio comunque si annuncia molto prudente per non spaventare i mercati. Solo poche promesse fatte in campagna elettorale potranno trovare spazio: ci saranno probabilmente il taglio del cuneo fiscale, anche considerando che quello attuale fino a 35mila euro di reddito scadrà a fine anno, e poi forse la flat tax incrementale e l’aumento da 65mila a 100mila euro dell’aliquota del 15% per le partite Iva. Dovrebbero esserci anche dei correttivi al reddito di cittadinanza: tra gli occupabili, ad oggi, meno di uno su cinque lavora.

Rebus pensioni Ma si dovrà mettere mano pure alle pensioni, visto che dal 2023 con la fine di quota 102 si tornerebbe alla legge Fornero. Tenendo conto, come scritto nella Nadef, che nel 2025 il costo della previdenza arriverà a 349,8 miliardi, 100 miliardi in più del 2012.

Occhio al Pnrr Meloni ha parlato di ritardi nell’attuazione del Pnrr sostenendo che il prossimo governo avrebbe ereditato una situazione difficile, Draghi ha risposto presentando la Relazione sul suo stato di attuazione mostrando che non ci sono ritardi. La futura premier ha chiarito poi che con Draghi non c’è nessuno scontro. Ma è già arrivato l’avvertimento delle agenzie di rating: Moody’s ha fatto sapere che senza riforme (e senza Pnrr), il giudizio sull’Italia potrebbe essere tagliato.

 

PARTITE APERTE
Post Alitalia In primis c’è Ita, che mercoledì 12 ottobre riunisce il consiglio d’amministrazione. In fondo Certares martedì 11 ottobre incontra i sindacati. Un incontro di cortesia, non una convocazione formale, anche perché il fondo americano è ancora in trattativa con il governo per rilevare la maggioranza della compagnia. A seguire, Certares vuole incontrare Enac e Autorità dei trasporti.

Rete unica Per l’offerta non vincolante di Cdp, Macquarie e Open Fiber per la Netco di Tim si potrebbe invece attendere l’insediamento del nuovo governo, sempre che i tempi non si allunghino troppo.

Qui Siena Il 17 ottobre è previsto l’inizio dell’aumento di capitale per Montepaschi. Ma l’ad Luigi Lovaglio sembra abbia il suo bel da fare a trovare investitori che possano coprire i 900 milioni che mancano per arrivare ai 2,5 miliardi totali. Il Mef ha dato la conferma di partecipare con 1,6 miliardi, che equivale al 64% delle quote della banca senese.

Fronte del porto Dopo la nomina del nuovo ad e presidente per l’Italia, Michele Cafagna, Wartsila ha annunciato che non presenterà appello contro l’ordinanza del Tribunale del Lavoro di Trieste che ha ordinato di fermare la procedura di licenziamento dei 451 operai. La società ha chiesto di riaprire il dialogo con i sindacati.

 

IL POLSO DEL LAVORO
Se questo è gig Dopo la morte del rider di Glovo, Sebastian Galassi, a Firenze, il responsabile delle relazioni esterne dell’azienda in un’intervista dice che «non c’è nessun algoritmo che chiede di correre» e spiega la disattivazione dell’account del fattorino non è stato un automatismo ma una sospensione in via preventiva per evitare usi fraudolenti. Eppure, ammette, «è stato inviato per errore un messaggio standard e precompilato». Ma forse questo è solo il sintomo di un sistema che ha trasformato i lavoratori in utenti di una piattaforma, scrive FanPage.

Dentro la mia cucina! Nel corso del Festival di Gastronomika abbiamo dedicato un tavolo e un talk al futuro del lavoro nel mondo della ristorazione, tra carenza di personale e nuovi modelli più sostenibili. Intanto, per capire come si lavora nelle cucine, si consiglia di guardare la serie “The Bear”.

Donne in ufficio Sono state diffuse le linee guida per la parità di genere nella pubblica amministrazione italiana. Le donne oggi sono il 58% dei dipendenti, ma solo il 38% dei dirigenti.

Effetto smart La possibilità del lavoro da remoto è una delle cause dell’aumento delle dimissioni e del del turnover nelle aziende. Cambiare lavoro è molto meno impattante quando puoi farlo comodamente seduto dalla scrivania di casa, senza modificare il codice postale di residenza, scrive Cnbc.

Good news È online “Formati con noi”, la nuova piattaforma realizzata da Anitec-Assinform in collaborazione con il dipartimento della Trasformazione digitale che fornisce informazioni utili a famiglie, studenti e lavoratori interessati al settore digitale: da un lato vengono indicati i profili tech più richiesti, dall’altro sono anche fornite notizie sulle iniziative di formazione delle aziende.


NOBEL CONTRO LA CRISI
Il Premio Nobel per l’Economia 2022 è stato assegnato all’ex presidente della Fed Ben Bernanke e agli economisti Douglas W. Diamond and Philip H. Dybvig «per le loro ricerche sulle banche e le crisi finanziarie». È la prima volta che un ex banchiere centrale viene premiato con il prestigioso riconoscimento.


APPUNTAMENTI
Banche centrali I dati sul mercato del lavoro americano arrivati venerdì, mostrando un andamento positivo oltre le attese, sembrano avere spianato la strada a nuovi rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. In Europa, il capo economista della Bce Philip Lane oggi apre la Conferenza sulla politica monetaria e domani prende parte a un seminario della Fed di New York. Si guarda però soprattutto a mercoledì 12 ottobre, quando la presidente della Bce, Christine Lagarde, è attesa a Washington al “2022 Iif Annual membership meeting”. Lo stesso giorno, dalle minute del direttivo della Fed, potrebbero arrivare indizi sulle prossime mosse della banca centrale americana.

Previsioni fosche Martedì 11 ottobre sarà anche la giornata in cui, come preannunciato dalla direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva, l’istituzione di Washington presenterà il World Economic Outlook e taglierà le previsioni di crescita del Pil globale per il 2023. Il 12 ottobre dal Fmi è atteso il Fiscal monitor.

Dati Oggi l’Istat ha diffuso i dati sulle condizioni di vita e reddito delle famiglie 2020-2021 (e non ci sono buone notizie). Da Bankitalia arriva l’indagine sulle aspettative di inflazione e crescita nel terzo trimestre (e anche qui le cose non vanno bene). Domani Istat diffonde i dati sulla produzione industriale ad agosto, oltre che la Nota mensile sull’andamento dell’economia.

Industriali Confindustria ha in calendario oggi l’assemblea Unione industriali Torino e l’assemblea generale Canavese. A entrambi gli appuntamenti è atteso il presidente Carlo Bonomi. Poi da venerdì 14 ottobre si riuniscono a Capri i giovani di Confindustria.

Per oggi è tutto.

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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