ForzalavoroLo smart working come incentivo alla natalità (non in Italia), una tecnica al ministero e il nuovo sindacato degli influencer

Nella newsletter di questa settimana: lo studio americano che mette in relazione il lavoro da remoto e l’aumento delle nascite; il quarto decreto aiuti e la manovra difficile che attende il governo Meloni; le posizioni della neoministra Calderone dal reddito di cittadinanza al Jobs Act e i dossier complicati ereditati da Giorgetti. Ma anche il calo dei lavoratori immigrati, i tagli nel settore tech e lo stato disastroso dei dipendenti del settore cultura. Ascolta il podcast!

(Unsplash)

SMART WORKING E NATALITÀ
La maggiore diffusione del lavoro da remoto potrebbe aiutare le coppie nella decisione di avere un figlio. Il magazine The Atlantic lo aveva già ipotizzato. Ora, secondo uno studio di tre economisti americani, il mini baby boom che si è registrato negli Stati Uniti nel 2021 sarebbe dovuto proprio alla maggiore flessibilità offerta dallo smart working. Un’inversione di tendenza rispetto al calo della natalità degli scorsi anni, che è stata anche una sorpresa, visto che in tanti avevano fatto previsioni negative su quanto la crisi da pandemia avrebbe invece spinto a fare meno figli.

I numeri Analizzando i dati, i ricercatori hanno scoperto che il tasso di natalità per le donne americane è aumentato del 6,2% rispetto al periodo 2015-2019. E nel 2021 si sono registrati 46mila neonati in più.

  • La rapida ripresa economica americana post Covid e l’aumento del lavoro a distanza potrebbero aver influito quindi sulla scelta di mettere su famiglia, dicono i ricercatori del National Boureau of Economic Research. «È la prima recessione in cui vediamo aumentare i tassi di natalità», spiegano.

Digital divide Occhio ai dati però. L’aumento del tasso di natalità è stato più forte per le donne laureate e per quelle che hanno potuto mantenere il loro posto di lavoro grazie allo smart working, avendo più tempo e flessibilità per affrontare i cambiamenti che l’arrivo di un nuovo bambino comporta. Le stesse che in molti casi hanno anche visto aumentare i propri redditi. Le donne con un livello di studi inferiori invece hanno continuato a registrare dei cali nelle gravidanze.

  • Una differenza che segna una nuova disparità sociale, quella tra chi può permettersi un lavoro flessibile e chi no. C’è chi ha parlato infatti di digital divide della fertilità, che stabilisce non solo quanti figli si possono avere, ma anche chi li può avere. Una ricerca congiunta dell’Università di Pittsburgh e dalla Bocconi italiana ha dimostrato infatti che Internet avrebbe un influsso positivo sulla decisione dei genitori di avere figli.

Inversione Gli studiosi consigliano, come sempre, cautela: le ragioni sono numerose. Tra queste, si ipotizza ad esempio anche il minore ricorso agli aborti a causa del Covid. Ma per la prima volta potrebbe essere rovesciata quella che, nel ventesimo secolo, era diventata una verità pressoché universale: cioè che le donne più istruite fanno meno figli rispetto a quelle che hanno studiato di meno.

Famiglie smart Axios racconta ad esempio di una impiegata del settore tecnologico che, dopo il passaggio al lavoro da remoto, ha deciso insieme al marito di avere un bambino. Grazie al tempo risparmiato per i mancati spostamenti in ufficio, avrebbero avuto più tempo per fare i genitori. «È stato un acceleratore chiave», racconta. Guardando i dati sulle nascite in California nel 2022, l’aumento ora sembra proseguire, suggerendo che la pandemia potrebbe aver cambiato la traiettoria della fertilità a lungo termine. Almeno negli Stati Uniti.

E in Italia? Da noi, il 2021 ha registrato un ulteriore calo delle nascite, scese per la prima volta sotto quota 400mila. Nel 2020, i nuovi nati erano già stati 15mila in meno dell’ultimo anno prima del Covid. Non è bastato il boom del lavoro da remoto: nonostante lo smart working e il rimbalzo del Pil, la percezione di incertezza economica ha prevalso, soprattutto tra le donne, a prescindere dal tipo di contratto. Mentre gli uomini con un contratto stabile segnalavano un grado di rischio relativamente inferiore.

Un ministero non basta Non basterà lo smart working a invertire la tendenza italiana all’invecchiamento, insomma. Né basterà il neonato ministero della Famiglia e della natalità del governo Meloni.

🎧

ASCOLTA IL PODCAST

 

MELONI SENZA LUNA DI MIELE
Prima ancora della legge di bilancio, da fare in fretta, il primo atto del governo guidato da Giorgia Meloni dovrà essere il quarto decreto aiuti contro il caro energia. Il governo è già al lavoro per smentire  i «gufi» evocati dalla premier nel primo consiglio dei ministri. Ovvero i «tanti» che «si aspettano che falliamo», ha detto. I 10 miliardi ereditati dal governo Draghi basteranno a confermare detrazioni, bonus sociali e taglio alle accise sui carburanti. Ma per fare qualcosa in più serviranno altri fondi.

  • Novità Si parla di una possibile moratoria di sei mesi per chi non può pagare le bollette e di rateizzazioni più lunghe. Oltre che di un nuovo bonus per i redditi più bassi scollegato dall’Isee e automatico. Tra le novità, ci sarebbe pure un intervento sui mutui per la prima casa dei giovani.

E poi c’è la legge di bilancio Il fabbisogno del decreto dovrà tenere conto anche delle spese da affrontare nella manovra, una delle più complicate di sempre, per la quale dovrà essere rivisto necessariamente il parametro del deficit contenuto nella Nadef. Il caro energia è la priorità, difficilmente ci sarà spazio per le misure spot della campagna elettorale.

 

FOTO DI GRUPPO
Una tecnica al Lavoro Marina Calderone, ex presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, è la nuova ministra del Lavoro. Una figura tecnica, che però la politica l’ha frequentata parecchio, dal Movimento Cinque Stelle del primo governo Conte alle feste di Atreju. Nel 2018 era stata proposta dalla Lega alla presidenza dell’Inps, poi andata a Tridico.

  • Le posizioni La neoministra è favorevole all’equo compenso per gli autonomi, alla flessibilità in uscita per superare la legge Fornero sulle pensioni e anche alle flessibilità contrattuali. Non ostile al reddito di cittadinanza, purché le politiche attive siano affidate anche alle più efficienti agenzie private oltre che ai centri per l’impiego, è contraria al salario minimo per legge perché aumenterebbe le spese delle imprese. Sostenitrice del Jobs Act, durante la pandemia era favorevole all’obbligo di vaccino per i lavoratori.

Mef ed ex Mise Come previsto, al Tesoro è andato il leghista Giancarlo Giorgetti, che si è guadagnato pure l’endorsement del ministro uscente Daniele Franco. Avrà un paio di settimane per costruire l’intesa con l’Ue sull’impianto della manovra, con numeri non semplici da far quadrare. Al Mise, invece, che si chiamerà ministero delle Imprese e del Made in Italy, ci sarà Adolfo Urso, che punta sulla sovranità tecnologica e si dice pronto a fare il «difensore civico» delle aziende italiane.

Continuità green Visto il periodo di crisi energetica e i dossier strategici da affrontare – inclusi i negoziati sul tetto al prezzo del gas da condurre in Europa dopo l’accordo preliminare raggiunto in extremis la scorsa settimana – Roberto Cingolani resta come consulente di Meloni e del neoministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Dopo Brunetta Il neoministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo si è detto favorevole allo smart working negli uffici pubblici, ma bisognerà verificare i risultati.

Il polso del Pnrr Meloni ha affidato la regia e la vigilanza dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza a Raffaele Fitto, ministro agli Affari europei, facendo storcere il naso all’alleato Matteo Salvini. Secondo Bankitalia, il piano dovrebbe portare 300mila posti di lavoro in più nel 2024.

 

LA LEZIONE INGLESE
Politiche fiscali responsabili, non in contraddizione con quelle monetarie per contrastare l’inflazione. No a derive tipo quella britannica, che invitano le reazioni negative dei mercati. Aiuti mirati e temporanei, rapida applicazione del Pnrr, a partire dalle riforme strutturali concordate. Sono i suggerimenti che Alfred Kammer, direttore dello European Department del Fondo monetario internazionale, invia al nuovo governo italiano in occasione della pubblicazione dello European Economic Outlook, che prevede tre trimestri consecutivi di crescita negativa per il nostro Paese a partire dal terzo trimestre 2022.

Occhio alla Bce Giovedì 27 ottobre è in programma la riunione della Banca centrale europea. La previsione è che l’istituto rialzi i tassi di 75 punti base. In conferenza stampa, Christine Lagarde dovrebbe dare anche informazioni sul Qt, il quantitative tightening, ovvero la riduzione del bilancio.

 

RELAZIONI DEL TERZO TIPO
Svolta a destra? Assoartigiani-Confindustria, associazione con circa 10mila imprese iscritte, ha firmato un nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici con l’Ugl. Molti hanno letto questa intesa con il sindacato vicino alla destra come un cambio di passo degli industriali. E Cgil, Cisl e Uil hanno scritto una lettera a Confindustria, denunciando la violazione del «patto di fabbrica» e definendo la firma con un incentivo ai contratti pirata. Si capirà meglio dall’assemblea di Federmeccanica del 5 novembre.

Divisi La Fiom esclusa dal contratto ex Fca, ora Stellantis, ha proposto una piattaforma a sé per il rinnovo del contratto. Respinta la «mano tesa» dalla Fim con l’obiettivo di una trattativa unitaria delle organizzazioni metalmeccaniche dopo 12 anni dalla rottura.

Prime mosse La Cgil oggi presenta la piattaforma “Per uno Stato Sociale forte, pubblico e universale”. Il segretario Maurizio Landini ha già detto che si aspetta una convocazione imminente da parte del nuovo governo. «Giudicheremo nel merito», dicono i sindacati. Simili le parole del presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

 

NUMERI
Effetto caro energia A settembre è cresciuto il ricorso alla cassa integrazione: le 35,6 milioni di ore autorizzate dall’Inps equivalgono a un incremento del 9% rispetto ad agosto. I settori più colpiti sono industria ed edilizia, che hanno dovuto sospendere la produzione o lavorare a orario ridotto.

In agenda Domani l’Inps pubblica il report dell’osservatorio su reddito e pensione di cittadinanza. Venerdì dall’Istat arriva il dato sull’inflazione a ottobre e dall’Inps il monitoraggio sui flussi di pensionamento.

 

DOSSIER APERTI
Nomine Tra la fine dell’anno e l’inizio del 2023, il nuovo governo Meloni dovrà fare centinaia di nomine nelle partecipate pubbliche, con almeno 100 scelte chiave per aziende di grande rilievo, da Eni a Enel, da Leonardo a Mps.

La palla passa a Giorgetti Il cda di Ita Airways ha confermato il trasferimento delle deleghe operative dal presidente Alfredo Altavilla all’ad Fabio Lazzerini, che quindi avrà i poteri sulla trattativa con Certares. Ma ci si chiede se con Giorgetti al Mef sarà rivisto l’intero processo di cessione. Intanto l’8 novembre il Tesoro sarà chiamato a staccare un nuovo assegno da 400 milioni di euro per la controllata.

Sovranità di rete? Mercoledì 26 ottobre il cda di Tim valuterà la decisione sulla esclusiva a Cdp per il progetto Rete unica, ma si ipotizza un no, visto che il valore dell’offerta non sarebbe ritenuta sufficiente soprattutto per il socio Vivendi. Con l’arrivo del nuovo governo, la scadenza del 31 ottobre per la presentazione dell’offerta slitterà molto probabilmente di un mese.

Questione energia Anche da Ansaldo Energia, in crisi per il crollo degli ordini, si aspetta una risposta dal nuovo governo per un piano di rilancio. Mentre Enel ha chiesto un prestito di 16 miliardi garantito da Sace. La linea di credito servirà per ridurre il rischio derivati legato all’aumento dei prezzi dell’energia.

In fuga da Mps La banca, che in Borsa sta completando l’aumento di capitale, ha fatto sapere che le richieste di esodo incentivato riguardano 4.125 dipendenti. Ben oltre i 3.500 esuberi previsti dal piano.

Dopo i finlandesi L’advisor indicato da Wartsila ha portato in visita nei giorni scorsi alcune aziende potenzialmente interessate al subentro nell’impianto di Bagnoli della Rosandra. Domani si terrà il vertice tra la società e i sindacati.

 

COSE DI LAVORO
Forzalavoro Secondo il rapporto annuale della Fondazione Moressa, in italia calano i lavoratori stranieri, con una riduzione del loro contributo al Pil dal 10 al 9%. Gli immigrati cercano impiego in altri Paesi e i decreti flussi non sono sufficienti.

Mondo smart Il report annuale dell’Osservatorio smart working del Politecnico di Milano registra la presenza di 3,5 milioni di lavoratori da remoto, soprattutto nelle grandi aziende. Nel 2023 si potrebbe avere un nuovo incremento, nonostante il caro energia. Una ricerca di Radical Hr e Phyd (Adecco) dice che il 75% delle imprese crede nello smart working, ma le piccole e quelle del Sud Italia sono ancora molto indietro.

Non si mangia Artribune Magazine ha realizzato un’analisi sulla condizione dei lavoratori del mondo della cultura in Italia, tra contratti a 4 euro lordi l’ora, ferie negate e concorsi bloccati.

I tagli del tech Secondo il Washington Post, Elon Musk sarebbe pronto a tagliare il 75% dei dipendenti di Twitter se l’acquisizione del social va in porto. Anche Microsoft ha annunciato un ulteriore ridimensionamento della forza lavoro: Axios parla di mille dipendenti in meno a livello globale.

Non è un hobby Assoinfluencer è la prima associazione italiana che rappresenta content creator, influencer, podcaster, youtuber, streamer e instagrammer a essere inserita nell’elenco del ministero dello Sviluppo economico. Aperta la campagna di tesseramento.

Da leggere Il World Economic Forum ha raccolto qui gli articoli sui dieci trend principali del mondo del lavoro, dal “Great Reshuffle” all’attenzione alle diversità.

Da ascoltare Qui c’è il podcast realizzato durante il festival di Gastronomika sul lavoro nel settore della ristorazione.

Per oggi è tutto.

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

Per iscriversi a Forzalavoro e alle altre newsletter de Linkiesta, basta andare qui.

Per segnalazioni, integrazioni, critiche e commenti, puoi scrivere a lidia.baratta@linkiesta.it.