Buona condottaAmodo, la nuova rete di ristoranti etici

Dall’osteria al due stelle Michelin, sono 107 i locali aderenti, tutti uniti da principi di rispetto e sostenibilità concreta

Foto di Andrew Moca su Unsplash

In occasione della sua prima convention è stata inaugurata Amodo, una nuova rete di ristoratori accumunati da una visione etica e sostenibile del proprio lavoro.
L’incontro si è tenuto presso l’azienda agricola Nevio Scala e la data dell’evento non è stata scelta a caso: il 21 marzo, il primo giorno di primavera e la giornata mondiale della poesia, due aspetti che con Amodo hanno molto in comune, la ripartenza e la pace che si respira nei locali appartenenti alla rete.

Rete, e non associazione, è il termine che secondo gli aderenti esprime meglio il senso di questa loro unione: non sono previste classifiche, né premi, né riconoscimenti ma solo un obiettivo fondamentale comune, che è quello di favorire il confronto tra i ristoratori, per crescere, per agire insieme, per imparare dai colleghi condividendo i propri ideali in maniera pratica e concreta.

Il progetto è nato nel marzo del 2022, al termine di un periodo complicato e faticoso per la ristorazione, ed è stato lanciato dalla redazione di Sala&cucina, magazine dedicato all’accoglienza e ristorazione.
L’obiettivo è quello di dare voce e valore a quei ristoratori che nel proprio locale applicano realmente azioni e visioni basate su un atteggiamento etico, rispettoso della natura e del prossimo.
Il nome stesso, Amodo, è stato scelto per ribadire il modello di comportamento che sta veramente alla base della filosofia di questa rete e che è chiaramente illustrato nel “Decalogo”, il manifesto associativo che riassume tutti i principi che i ristoratori aderenti alla rete decidono di osservare.

Si parte da impegni di rispetto, nei confronti dei lavoratori e verso i fornitori, ma anche verso la disponibilità degli alimenti, favorendo l’uso di materie prime reperibili secondo stagione. Si passa poi a un altro elemento molto rilevante all’interno del decalogo, il concetto di cura, da applicare sia dal punto di vista estetico, nella cura degli ambienti, che sostenibile, ad esempio attraverso l’insonorizzazione del proprio locale. Si aggiungono il lavoro di squadra e l’aggregazione tra il personale del ristorante, la promozione dei giovani e della loro sensibilità. Infine, ma non meno rilevante, l’attenzione a tutte le pratiche sostenibili che vanno attuate con serietà, evitando di ricorrere al greenwashing, come ad esempio la digitalizzazione del proprio menu o delle prenotazioni tramite il sito web.

A conclusione della convention le parole di Luigi Franchi, direttore responsabile di Sala&cucina, riassumono la ricca giornata e i progetti futuri: «Oggi ha vinto la positività 100 a zero. Sono usciti spunti, idee e obiettivi di lavoro che da oggi andranno comunicati e realizzati. Tra le prime cose che faremo come rete sono: un convegno sui temi della sala a Pietrasanta (Lu), un altro convegno professionalizzante sulla soluzione del problema del personale che si terrà a Milano, le relazioni che diventeranno un protocollo d’intesa con la rete del Progetto Made in Italy per costruire il futuro che serve alla ristorazione».

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