Sotto il segno di DraghiMeloni ha scelto: Panetta in Bankitalia, Figliuolo alla ricostruzione dell’Emilia Romagna

Il consiglio dei ministri ieri ha deciso su due nomine pesanti per ripartire dopo giorni di scontri e tensioni. La nomina per Via Nazionale arriva proprio nello giorno dello scontro con la Bce sul rialzo dei tassi. Bonaccini resta fuori e commenta: «È un modello centralistico, scelta che riteniamo sbagliata. Ma con il generale abbiamo collaborato bene durante la pandemia e siamo pronti a lavorare insieme»

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il consiglio dei ministri ieri ha deciso su due nomine pesanti per ripartire dopo giorni di scontri e tensioni. Ed entrambe le nomine sembrano essere sotto il segno di Mario Draghi.

Una, importante, è quella di Mario Figliuolo, il generale degli Alpini a cui Draghi affidò nel 2021 la campagna di vaccinazione, scelto come commissario per la ricostruzione post alluvione in Emilia Romagna. Ha bruciato la candidatura di Guido Bertolaso, l’ex capo della Protezione civile e oggi assessore lombardo al Welfare il cui nome spunta fuori ogni volta che c’è qualcosa da commissariare.

L’altra nomina, importantissima, è quella di Fabio Panetta come successore di Ignazio Visco alla Banca d’Italia, dove nel 2007 venne nominato capo del Servizio studi di congiuntura e politica monetaria proprio da Draghi. Come ampiamente già anticipato in realtà, il governo ha avviato ieri l’iter che si concluderà, dopo una serie di passaggi, con l’insediamento di Panetta, oggi membro italiano del board Bce, in Via Nazionale.

Panetta era stata la prima opzione di Meloni per la scelta del ministro dell’Economia. Lui rifiutò, aspettando proprio il suo turno per la Banca d’Italia, dove ha già lavorato per sette anni, fino al 2019. Nove mesi più tardi, Giorgia Meloni punta su di lui. Una decisione che arriva nella giornata in cui l’esecutivo, da Salvini a Tajani, ha preso una posizione decisa contro l’annuncio di un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce a luglio.

L’iter per la nomina è partito nei giorni scorsi con il parere positivo unanime del Consiglio Superiore di Bankitalia il 23 giugno. In Consiglio dei ministri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il più draghiano dei ministri, ha svolto una relazione di presentazione. Come previsto dalla procedura, il decreto di nomina sarà sottoposto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Una scelta che mette d’accordo tutto il governo e anche l’opposizione. Così come quella di Figliuolo. Il generale aveva vaccinato l’Italia con plauso unanime, a eccezion fatta di Fratelli d’Italia che stava all’opposizione. Eppure il suo nome non basterà a placare le polemiche per la mancata nomina del governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che sembrava più logica e naturale. «È un modello centralistico, scelta che riteniamo sbagliata. Ma con Figliuolo abbiamo collaborato bene durante la pandemia e siamo pronti a lavorare insieme: resta da vedere con quali strumenti e risorse potrà agire perché non c’è un minuto da perdere», ha detto Bonaccini, contro cui si era scagliato subito Matteo Salvini.

Ora per il governo italiano si apre una partita europea molto delicata. Resta infatti vacante il posto sin qui occupato dal governatore in pectore nel board di Bce e si tratta di una postazione fondamentale per l’Italia. La sostituzione con un altro italiano non è automatica. È un argomento a vantaggio dell’Italia, ma molto dipenderà dallo stato dei rapporti con Bruxelles e dai negoziati su Mes, Patto di Stabilità e Pnrr.

Nella riunione del governo si è decisa anche una stretta sul codice della strada: il governo ha approvato il disegno di legge che aumenta, tra le altre norme, le sanzioni contro chi guida dopo aver consumato alcol e droghe o mentre usa il cellulare.

Inatteso, è arrivato anche dal consiglio dei ministri un decreto sugli aiuti a famiglie e imprese colpite dal caro energia. Contiene la proroga al 30 settembre del bonus energia in scadenza il 30 giugno: conferma lo sconto sulle bollette per le famiglie più povere, quelle con Isee fino a 15mila euro, la proroga del tetto al 5% dell’Iva sul metano per usi civili e industriali e dell’azzeramento degli oneri di sistema. Non sono invece stati rinnovati i crediti di imposta per le imprese.

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