Passione e tecnologia in vigna L’avventura naturale e sostenibile di Tenuta Magrini

La storia e la determinazione di Maura Satta Flores nella sua nuova esperienza vitivinicola realizzata a partire da un’idea nata in pieno lockdown

Intervista a Maura Satta Flores
Maura Satta Flores @Davide Greco

Determinata, concreta, intraprendente. Ma la costante fonte di ispirazione, la miniera di idee innovative «per me, è mio marito Massimiliano», ci tiene a precisare. «E anche per questa avventura, la spinta è venuta da lui: in pieno lockdown, abbiamo acquistato Tenuta Magrini, con un piccolo pezzetto di terreno annesso, con un vitigno da recuperare e un bosco circostante. L’idea di produrre vino era già in quel primo passo. Meno di due anni dopo, abbiamo acquistato altro terreno: il vino naturale era il nostro obiettivo».

A raccontarmi la recente nuova vita di Tenuta Magrini, una antica cascina di contadini, affacciata sulle colline del Monferrato, a Grazzano Badoglio, è Maura Satta Flores, presidente della cantina, con il nome di famiglia, fondata nel 2022.

Tenuta Magrini @Davide Greco

Maura, mamma di due figli, è senior communications advisor, è stata manager in multinazionali, esperta di comunicazione e innovazione tecnologica; nel 2008 ha partecipato come osservatrice straniera alla campagna elettorale dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, più recentemente ha condotto la campagna elettorale del sindaco di Milano.

Un curriculum importante, competenze strategiche acquisite e consolidate, che non poco le sono state di aiuto nell’avviare la sua attività imprenditoriale: «Il mio background e il mondo e il mio ambiente professionale sono molto diversi da quello agricolo e vitivinicolo, tuttavia, credo che portare competenze diverse in un settore tradizionale aiuti a cambiare punto di vista e sia una valida spinta all’innovazione. È difficile tenere tutto insieme ma, da quando abbiamo iniziato questa attività, ho imparato molte cose nuove che sono utili spunti di riflessione nel mio lavoro. Imparare è sempre un modo per evolvere. E non è un caso che tanti vignaioli di vino naturale vengano da altre esperienze e altri settori».

Tenuta Magrini @Davide Greco

E il logo di Tenuta Magrini è simbolicamente un inno ad adottare un differente punto di vista: «Un calice di vino, non ritratto come di consuetudine nel suo profilo, ma visto dall’alto, un bicchiere inondato dal rosso purpureo del vino».

È tutto molto complicato, ammette Maura: «Il primo anno è stato davvero impegnativo, ma con una buona organizzazione e molta forza di volontà tutto è possibile: io vivo e lavoro a Milano e trascorro a Grazzano Badoglio tutto il mio tempo libero, la flessibilità è la mia cifra. Aggiungo che abbiamo la fortuna di avere un supporto prezioso in vigna e in cantina, Fabio Barrera e Paolo Angelino, che rendono possibile questa nostra avventura».

Da semplice appassionata di vino, a spingere Maura a intraprendere una strada tanto distante dal suo mondo è stata «la passione per un territorio di cui ci siamo innamorati, e che abbiamo scelto di recuperare e preservare, insieme a una forte esigenza ambientale. Un versante di una magnifica collina a 350 metri, esposta a mezzogiorno, che ospita vigne ventennali. L’idea è nata dall’esigenza di convertire al biologico le vigne e di riqualificare il bosco che le circonda. Fare il vino è stato il passo immediatamente successivo».

Tenuta Magrini @Davide Greco

Da qui lo studio dei vini naturali, i corsi di approfondimento di viticoltura e di vinificazione, ma soprattutto l’ascolto appassionato di quanto è in grado di insegnare chi in questo mondo è cresciuto e vive. «La scelta del vino naturale è figlia delle stesse ragioni che ci hanno spinto a fare il vino: l’urgenza di proteggere la natura e i suoi frutti, di non omologare, di rispettare i tempi che spesso non sono i nostri o comunque non sono quelli delle esigenze del mercato. Abbiamo cominciato a incontrare e conoscere vignaioli di vino naturale e ci siamo appassionati, abbiamo poi scoperto che lasciando solo i lieviti endogeni dell’uva si dà spazio a una grande diversità e a tante possibilità originali. Abbiamo ancora molto da imparare e da sperimentare, ma ci sentiamo in ottima compagnia e abbiamo capito che l’attesa e la pazienza sono elementi fondamentali».

Tenuta Magrini produce al momento tre etichette di vino con la vigna di Barbera: il rosé Giglio Rosa, Millecolli Barbera e Madonna dei Monti Barbera Superiore. «Quest’anno abbiamo concluso un nuovo impianto di Nebbiolo, nei prossimi mesi ci piacerebbe inserire anche un bianco magari recuperando qualche vitigno autoctono. L’obiettivo sarebbe di arrivare ad avere tre o quattro vitigni e nel frattempo promuovere questo bellissimo territorio, che è tutto da scoprire».

A inizio settembre la vendemmia del rosé è stata una grande festa familiare: «I miei figli hanno partecipato entusiasti ed è stata una gioia condivisa».

Spirito imprenditoriale, capacità di lavorare in team, curiosità, attitudine all’apprendimento e all’innovazione, flessibilità, capacità di guardare in prospettiva. Sono competenze che a Maura non mancano e che in questa passione mette a frutto: «Penso alle grandinate di giugno o ai cicli di alluvioni e siccità degli ultimi anni. Gli elementi di preoccupazione nel mondo dell’agricoltura e, nello specifico, del vino, non mancano. Auspico sempre una maggiore consapevolezza e presa di coscienza dei temi ambientali e una conseguente azione dei governi. Tuttavia, in un mondo che si rinnova e cambia sempre più velocemente, proponendoci scenari sempre inediti, la tecnologia può essere un aiuto importante per superare le difficoltà di questo periodo: xFarm in vigna, cui facciamo ricorso, IoT e droni, per esempio, per monitorare le produzioni e risparmiare prodotti e lavoro umano, vasche di vinificazione intelligenti, sistemi di intelligenza collettiva nell’individuare agenti patogeni sono solo alcuni esempi delle nuove possibilità a disposizione dell’agricoltura».

Tenuta Magrini @Davide Grecoi

È appassionata Maura, volenterosa e aperta alle novità. «Dopo anni di lavoro teorico, basato su studio, ricerca e su elementi intangibili, mi stupisce la scoperta di riuscire a dedicarmi anche a qualcosa di pratico, di tangibile. Mi emoziono e sorprendo al pensiero di contribuire a creare qualcosa che si possa toccare, assaporare, di cui si può concretamente godere. Mi emoziono a stringere nelle mani una bottiglia di un vino che ho contribuito a produrre. E mi piace tenere insieme due aspetti della mia vita così diversi». E la sua emozione, ascoltandola, la si percepisce tutta.

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