ForzalavoroL’età dell’oro dei lavoratori, la tredicesima in arrivo e la fatica del Natale

Nella newsletter di questa settimana: l’Economist e la golden age, l’ipocrisia del clic day per i migranti, lo sciopero dei medici, i licenziamenti di Alitalia e Spotify. Ma anche il nostro viaggio nella fabbrica di Ambrosoli, lo shadow work su TikTok e il primato di Londra su Parigi per lo smart working

(Unsplash)

SIAMO DAVVERO NELLA GOLDEN AGE DEL LAVORO?
Ok, è vero. Sul lavoro non va tutto benissimo. Ma pensiamo anche solo a dieci anni fa, con la disoccupazione che aumentava e il boom di quelli che David Graeber della London School of Economics chiamava “bullshit jobs”, le occupazioni insulse, senza alcun valore. Ora – secondo l’Economist – l’orizzonte è tutt’altro che negativo. Anzi, tra smart working, carenza di manodopera, aumento dei salari e intelligenza artificiale, «nel mondo ricco i lavoratori stanno vivendo un’età dell’oro», scrive il settimanale.

Flashback L’Economist invita a pensare quello che accadeva solo otto anni fa, nel 2015. La popolazione cinese in età lavorativa era al massimo e le aziende occidentali sfruttavano la minaccia della delocalizzazione o la pressione dei concorrenti cinesi per ridurre le paghe dei dipendenti. Cosa che ha portato in effetti a un calo delle retribuzioni, soprattutto tra quelli che percepivano i salari più bassi. I populisti, tra cui lo stesso Trump, ne hanno approfittato, promettendo di porre fine al «furto» di posti di lavoro dalla Cina. Oggi, invece, la popolazione in età lavorativa cinese sta diminuendo e l’instabilità globale emersa con la pandemia e le guerre sta rendendo l’outsourcing meno attraente.

Se viene meno la forza lavoro in abbondanza e a basso prezzo, il valore del lavoro aumenta. No?

Posti vacanti e tempo libero Dagli Stati Uniti alla Corea, complice anche il calo demografico, tutte le aziende hanno difficoltà a coprire i posti vacanti. E il lavoro è diventato così prezioso che le aziende si ingegnano per trattenere i lavoratori. Persino in Germania, dove l’economia va tutt’altro che bene, nei centri per l’impiego ci sono 730mila posizioni di lavoro offerte che restano vuote. Questa carenza di personale dovrebbe favorire, in teoria, l’immigrazione per tamponare i posti vacanti. Ma non tutti i Paesi – vedi l’Italia – perseguono questa strada. Mentre il Giappone, ad esempio, offre visti a tempo limitato per lavoratori in diversi settori, tra cui la produzione di componentistica e la costruzione navale, e i salari nel Paese stanno aumentando.

  • Qualcosa inizia a muoversi anche in Italia. Dopo Intesa Sanpaolo, due aziende come Luxottica e Lamborghini hanno deciso di sperimentare la settimana corta di quattro giorni a parità di salario. C’è un’attenzione maggiore alle richieste per una migliore conciliazione tra vita e lavoro. E in alcuni settori sono i lavoratori che scelgono il datore di lavoro e non viceversa.
  • I mercati del lavoro sempre più risicati danno anche maggiore potere ai sindacati. Pensiamo agli scioperi dell’auto negli Stati Uniti o a quelli degli attori di Hollywood. Non a caso, anche i lavoratori dell’acciaio tedeschi nei prossimi negoziati chiederanno una settimana lavorativa di 32 ore, rispetto alle attuali 35.

Bonus retention In un momento di grande inflazione, è ovvio che tra le strategie per trattenere e attirare i lavoratori ci sono anche gli aumenti salariali. L’incremento delle dimissioni e il passaggio da una azienda a un’altra sono spinti anche dalla ricerca di una retribuzione migliore. E come dimostrano diversi studi, questo a cascata può portare benefici anche alle fasce a più basso reddito. Negli Stati Uniti, dal 2020, circa il 38 per cento dell’aumento della disuguaglianza salariale accumulata nei quattro anni precedenti è stato cancellato.

E poi c’è la tecnologia L’intelligenza artificiale, sempre più presente nelle aziende, potrebbe poi aumentare la produttività ma anche la soddisfazione sul lavoro, visto che i compiti più noiosi e ripetitivi verrebbero sostituiti dalle macchine. Certo, questo porterà alla sparizione di alcuni ruoli professionali, ma quelli che restano ne trarrebbero beneficio, perché manualità, creatività e originalità verrebbero invece valorizzate. Con un possibile aumento anche per gli stipendi.

Quote: «Finora il progresso tecnologico ha sostituito le attività di routine, prima fisicamente negli anni Settanta, poi quelle d’ufficio negli anni Novanta», dice Melanie Arntz dell’Università di Heidelberg. «I più qualificati, nel frattempo, hanno visto aumentare i loro salari. Con l’intelligenza artificiale, è probabile invece che a trarne vantaggio siano i lavoratori meno qualificati, ovvero quel lavoro manuale difficilmente sostituibile con la tecnologia, che è anche quello dove c’è alta carenza di personale».

Quindi è tutto oro? Magari non siamo proprio in una nuova età dell’oro per i lavoratori. O almeno non lo è per tutti. Le differenze tra lavori e settori sono troppo grandi, forse, per generalizzare. Il Censis nel suo ultimo rapporto ha detto che per l’87% degli intervistati il lavoro non è più centrale. Ma qualcosa sta cambiando e non possiamo negarlo.

 

L’ANGOLO DEL GIUSLAVORISTA
Arriva la tredicesima 
Dicembre è il mese della mensilità aggiuntiva. Questa prassi nasce per la prima volta con il contratto collettivo nazionale di lavoro del 5 agosto 1937 per gli impiegati del settore industriale ed è stata estesa progressivamente anche agli operai e ai settori diversi dall’industria. Ma lo sapevate che si può liquidare anche mensilmente? Basta accordarsi prima, ovviamente.

 

VINCE CHI ARRIVA PRIMA
Oggi alle 9 è scattato il clic day per il lavoro domestico, il primo dopo undici anni. Ma la domanda è molto più alta delle quote concesse dal governo Meloni. Prima ancora di oggi, erano già state caricate oltre 86mila domande su una quota di 9.500 ingressi previsti, da dividere con il settore dell’assistenza sanitaria. Solo una domanda su nove sarà quindi accolta.

  • Il governo, con il decreto flussi, dei 136mila ingressi autorizzati per il 2023, destina solo 9.500 quote ai lavoratori non comunitari da impiegarsi nel settore dell’assistenza familiare e socio-sanitaria. A fronte di un fabbisogno aggiuntivo delle famiglie, stimato in circa 23 mila unità l’anno da Assindatcolf. Paolo Di Paolo l’ha definito «il giorno dell’ipocrisia».

 

 

MANOVRE IN CORSO
Ospedali fermi È previsto per domani 5 dicembre uno sciopero di medici e infermieri contro i tagli alle pensioni previsti nella manovra e i pochi soldi messi non soltanto sul rinnovo dei contratti, ma in generale sul finanziamento della sanità pubblica.

  • La premier Giorgia Meloni la scorsa settimana ha incontrato a Palazzo Chigi i leader di Cgil, Cisl e Uil. Sul taglio alle pensioni dei 732mila lavoratori pubblici, è prevista una deroga per chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre di quest’anno e per tutti quelli che dal 2024 vanno in pensione di vecchiaia, con una tutela maggiorata per i medici.

Vado al minimo È arrivato il primo via libera in commissione Lavoro della Camera all’emendamento di maggioranza che cancella la proposta delle opposizioni sul salario minimo, dando la delega al governo da esercitare entro sei mesi. La discussione è prevista per oggi a Montecitorio.

Agili (per poco) Arriva la proroga di tre mesi, al 31 marzo 2024, dello smart working per i genitori lavoratori fragili e con figli minori di anni 14, ma solo nel settore privato. Lo prevedono due emendamenti al decreto anticipi presentati da Pd e M5s e approvati dalla commissione Bilancio del Senato.

Lavoro è partecipazione La Cisl ha consegnato alla Camera le oltre 375mila firme raccolte a sostegno della legge di iniziativa popolare per la partecipazione dei lavoratori nelle imprese pubbliche e private.

 

NUMERI
Record che non lo sono Anche a ottobre 2023, secondo gli ultimi dati Istat, l’Italia guadagna posti di lavoro. Non tanti, parliamo di numeri piccoli: ventisettemila nuovi occupati. Ma sufficienti per far registrare un tasso di occupazione record al 61,8 per cento, il più alto da quanto esistono le serie storiche, che resta però pur sempre tra i più bassi d’Europa. Arretrano i contratti a termine, mentre crescono quelli a tempo indeterminato. E a proposito di disparità di genere, i posti di lavoro per gli uomini crescono in un mese di diciottomila unità, esattamente il doppio rispetto ai soli novemila in più delle donne. Una donna su due in Italia ancora non lavora.

Da ricordare Sono 6,7 milioni i lavoratori italiani che aspettano ancora il rinnovo dei contratti di lavoro, alcuni dei quali da quasi quattro anni, come il settore del commercio e del terziario, che in questo periodo hanno visto rosicchiare le buste paga dall’inflazione galoppante.

 

NATALE AMARO
Turbolenze Mentre le nozze tra Ita Airways e Lufthansa si avvicinano, Alitalia in amministrazione straordinaria ha annunciato ai sindacati il licenziamento di 2.668 dipendenti di Alitalia in cassa integrazione a zero ore e di altri 55 dipendenti di Alitalia Cityliner (piccola compagnia regionale, satellite di Alitalia), anch’essi in cassa.

Acciaio fuso In attesa dell’assemblea di Acciaierie d’Italia del 6 dicembre, i sindacati hanno scritto a Meloni per un incontro. E se non ci sarà risposta, i lavoratori dell’ex Ilva si autoconvocheranno a Palazzo Chigi – dicono.

  • “Palazzina Laf”, l’ultimo film di e con Michele Riondino, è ambientato all’Ilva di Taranto.

Musica stonata Spotify ha annunciato il taglio del 17% del suo personale globale, pari a circa 1.500 dipendenti. Per la società di streaming musicale, questa è la terza riduzione del personale da gennaio 2023.

 

COSE DI LAVORO
Campioni industriali Siamo stati a visitare la fabbrica di Ambrosoli a Ronago, in provincia di Como, al confine tra Italia e Svizzera, che produce 1,6 milioni di chili di miele e più di 400 milioni di caramelle l’anno. In un secolo, la fabbrica è cambiata totalmente, ma non ha mai pensato di delocalizzare la produzione. Dove prima le operaie tappavano a mano i barattoli, oggi è quasi tutto automatizzato. E i dipendenti sono solo 70.

La vie en smart I londinesi hanno più libertà di lavorare da casa rispetto ai colleghi di Parigi (secondo un sondaggio di Bloomberg). Il 20 per cento dei lavoratori a Parigi non è autorizzato a fare smart working, mentre a Londra la percentuale è solo del 4 per cento.

Shadow work Su TikTok impazza il trend dello shadow work come tecnica per migliorare la propria carriera. Si tratta di una pratica di salute mentale che si concentra non sulle parti migliori di sé, ma su quelle negative. Si scopre che esplorare quelle parti noi stessi che normalmente non metteremmo da nessuna parte nel curriculum potrebbe essere il segreto per sbloccare la carriera.

Christmas fatigue Dice il Washington Post che tra budget limitati, rientri in famiglia non sempre piacevoli, problemi alimentari o con l’alcol, le feste natalizie possono creare postumi notevoli nelle persone, con disturbi mentali che si riversano poi sul lavoro. È questo un periodo in cui le aziende dovrebbero prendersi più cura della salute mentale dei propri dipendenti. Per ogni dollaro investito, un’azienda ne ottiene cinque indietro in termini di produttività. Un reminder da mettere sotto l’albero.

Per oggi è tutto.

Buona settimana!
Lidia Baratta

 

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